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Cultura

Chi ha paura della bambola assassina?

Il 19 Giugno è arrivato nelle sale il remake di un classico horror degli anni ’80, “la bambola assassina”: perché le bambole possono spaventarci?

Marco Matteoli

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Si chiama “pediofobia”, chi ne è affetto prova una paura irrazionale e persistente verso le bambole. Una paura che in genere origina durante l’infanzia, chi soffre di questa condizione, alla presenza di una bambola può provare agitazione, tachicardia, carenza di salivazione, brividi, fino ad arrivare a un vero e proprio attacco di panico.

La pediofobia ha tratti molto simili alla coulrofobia, ovvero la paura dei clown, e alla più ampia automatonofobia, ossia la paura di automi, robot e statue.

<<Non ho mai comprato bambole a mia figlia e mai lo farò, quei cosi mi terrorizzano, ho sempre paura che si muovano di loro spontanea volontà mentre dormo>>. Con queste parole, Laura, 38 anni, ci esprime la sua paura verso le bambole.

Queste fobie traggono origine dalla paura ancestrale del loro aspetto innaturale ed ambiguo, a causa della fissità del loro sguardo, dei movimenti rigidi e della incapacità delle stesse di esprimere emozioni.

L’industria cinematografica ha sfruttato a pieno questo tipo di fobia, con una ricca produzione che iniziò nel 1936 con il film la bambola del diavolo di Tod Browning, per poi approdare nel 1988 con il film di Tom Hollande la bambola assassina al quale, a seguito di un risultato straordinario al box office, fecero seguito ben sei sequel.

La storia è sempre quella di una bambola regalata da una giovane madre al proprio figlio, che dapprima comincerà ad avere comportamenti semplicemente “strani”, per poi crescere in violenza a crudeltà fino ad arrivare a sequenze inquietanti. In questo remake i telespettatori scopriranno anche alcuni dettagli sul padre di Andy (il protagonista), tralasciati nella prima versione.

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Cultura

Grande successo per la sfilata IRIS Milan, Fashion Week al 55 Milano

Post Covid nel segno della moda
da rilanciare con la comunicazione globale

Paolo Castiglia

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Un grande successo e un premio alla carriera per la organizzatrice e mente di tutto, Irina Tirdea. E quello che è successo nella serata di mercoledì 23 durante la sfilata di moda IRIS Milan Fashion Week A/I 2020, presso il locale 55 Milano “Una risposta di rilancio in questo momento difficile per tutti, questo post covid che poi tanto ‘post’ non è” spiega la stessa Tirdea, che ha voluto presentare questa serata dove è stato possibile trovare una mostra d’arte e musica live.

Secondo logiche di comunicazione complessiva, non poteva mancare la cucina con degustazioni di Vino Open Wine, e il tutto con shooting nel segno dell’eleganza e le interviste ai partecipanti. Motore e cuore pulsante di tutto ciò, l’entusiasmo professionale proprio di Irina Tirdea, leader di questa che si presenta come una strategica iniziativa di comunicazione e promozione culturale, oltre che di marketing editoriale per il settore moda: “Il nostro progetto – ha spiegato la stessa Tirdea – è trasformare di fatto il marketing in comunicazione pura e evento culturale, anche con un canale Tv, in perfetto assetto giornalistico, dedicato a questo, e anche con un’Accademia dello Stile, oltre che con numerosi spazi social e internettiani, dove dare appunto lezioni di stile nel segno della grande moda italiana da rilanciare”.

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Cultura

Dentro. Bonvissuto

Fabiana Simonelli

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Cultura

Farmacia sant’Anna: per Genova è storia

Il sindaco della città presiede alla Scopertura della targa che identifica l’Antica Farmacia Sant’Anna come la più antica Bottega Storica del Comune di Genova

Mario Russo

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Sarà Marco Bucci, sindaco di Genova, sabato 23 novembre alle ore 10, a scoprire la targa che identifica la Farmacia sant’Anna come la più antica bottega storica del comune.

“Speriamo che questo evento possa contribuire a dare ulteriore risalto alla farmacia – afferma frate Ezio Battaglia, erborista e tutore della storia della farmacia – e stimoli la curiosità dei genovesi che ancora non conoscono la bottega a farci presto visita, perché tutti siano testimoni e depositari della cultura e tradizione secolare di una parte della città unitamente al valore di tutte le botteghe storiche”.

L’Antica Farmacia si trova all’interno del convento di Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi, nell’omonima piazzetta, nel quartiere di Castelletto, sulla sommità del poggio Bachernia, in posizione un po’ nascosta ma vicinissima al centro, facilmente raggiungibile con la storica funicolare di Sant’Anna. E’ un luogo unico, appartato e poco conosciuto dai genovesi, ancora intatto dai primi del ‘600. Una piccola oasi di pace a due passi dal centro.

Il Convento fu fondato nel 1584 da Padre Nicolò Doria, stretto collaboratore di Santa Teresa D’Avila la riformatrice dell’Ordine Carmelitano e fondatrice deli Scalzi. Primo convento dei Carmelitani Scalzi al di fuori dalla Spagna, Sant’Anna è sempre stata Casa di Formazione per i religiosi e ospita tutt’oggi un’attiva comunità di frati.

 La spezieria del convento di Sant’Anna

Il vero gioiello del complesso è comunque l’Antica Farmacia, un luogo suggestivo e iconico per Genova, alla quale si accede passando attraverso un antico portale barocco. Tra manuali, strumenti antichi, preziosi vasellami, sono esposti, in pregiate boiserie in noce, i vari preparati. Un putto ligneo del XVII secolo reca il motto della farmacia che da quattro secoli ispira l’operato dei frati di Sant’Anna: “Nos medicinam paramus, Deus dat nobis salutem”, ossia, “Noi prepariamo i rimedi, Dio ci dà la salute”.

A partire dalla fondazione del Convento, avvenuta nel 1584, i frati si erano occupati della raccolta delle erbe officinali che circondavano l’area conventuale, nonché della preparazione dei rimedi erboristici, utilizzati per curare la comunità religiosa.

Dal 1652 è documentata l’esistenza di una spezieria aperta al pubblico. Grazie all’operosità e allo studio che i frati vi dedicarono, alle ricette magistrali (tramandate da padre in padre, aggiornate in relazione al progresso scientifico) l’attività è proseguita sino a oggi senza interruzione o cambi di proprietà.

Ancora oggi l’accoglienza della persona nella sua particolarità e unicità gioca un ruolo fondamentale nel percorso di guarigione che qui molti vengono a intraprendere.

È soprattutto per il passaparola scaturito dall’efficacia dei prodotti a base di erbe, formulati per ristabilire l’equilibrio dell’organismo, che vengono riconosciuti alla farmacia meriti di rarità ed esclusività.

 Un luogo da scoprire

La chiesa, del 1586, annessa al convento, ha un impianto tardo rinascimentale e la sua originale austerità è stata arricchita nei secoli dal gusto delle famiglie Genovesi che ne hanno avuto il patronato come gli Spinola, i Doria, i Pallavicini e i Cattaneo che qui, a partire dal 1616 hanno costruito le loro cappelle private. All’interno sono custodite molte tele di artisti come Gherardo delle Notti, Domenico Fiasella, Agostino Ciampelli, Francesco Maria Schiaffino e altri autori barocchi di scuola genovese e romana.


All’interno del convento si trova la singolare biblioteca storica che raccoglie volumi antichi, erbari, saggi di botanica con preziose miniature, testi teologici e biblici di preziosa fattura.

Alla quiete e all’atmosfera del luogo contribuisce la presenza di un pregiato roseto ricco di varietà officinali, aperto al pubblico tutti i giorni negli orari d’apertura dell’Antica Farmacia.

L’intero complesso è visitabile partecipando a visite mensili gratuite guidate sia dall’architetto Silvia Piacentini: un viaggio alla scoperta della storia e dell’arte del Convento; sia da frate Ezio, erborista e tutore della storia della farmacia: un viaggio alla scoperta delle caratteristiche delle piante officinali, delle curiosità e dei preziosi rimedi erboristici.

Ecco alcune info:

Antica Farmacia Erboristica S. Anna dei frati Carmelitani Scalzi. Piazza S. Anna, 8     –    16125 GENOVA       Tel. ‪010.2513285
www.erboristeriadeifrati.it  

Orari di apertura:
dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,45 alle 19,00 e il sabato dalle 8,30 alle 12,30

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