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Economia

Too Good To Go: l’applicazione anti-spreco

L’app danese che offre anche a noi l’opportunità di ridurre gli sprechi e l’inquinamento

Collaboratori occasionali

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di Irene Morabito

In Italia ogni anno vengono gettate circa 10 tonnellate di cibo. La quantità di alimenti che finisce nella spazzatura aumenta ogni giorno e corrisponde a un valore di 15 miliardi l’anno. Una media di circa 700 euro all’anno per ogni famiglia. Per il rapporto dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher, in Italia i maggiori sprechi alimentari avvengono nel commercio.

Benvenuta allora Too Good To Go. Un’applicazione che mira ad abbassare gli sprechi utilizzando la tecnologia come strumento di connessione tra i commercianti di esercizi di prossimità e noi consumatori. In questo modo si sostengono le attività locali che si impegnano a ridurre gli sprechi di cibo e di risorse.

Come funziona Too Good To Go: Le Magic Box sono delle bag di prodotti freschi ‘a sorpresa’ messi in vendita da parte di commercianti e ristoratori che sono iscritti all’applicazione. Possiamo trovare negozi di alimentari, ristoranti, pasticcerie, panetterie, bar, negozi di prodotti biologici che si impegnano a combattere lo spreco alimentare offrendo a prezzi ridotti, dai 2 ai 6 euro, cibi che, rimanendo invenduti, a fine giornata andrebbero gettati.

Dopo aver scaricato l’applicazione sullo smartphone ed essersi geolocalizzati, si possono cercare i locali aderenti all’iniziativa e comodamente più vicini alla propria zona d’abitazione o dell’area di interesse in quel momento. All’interno della mappa si troveranno le attività iscritte all’applicazione contrassegnate con dei pallini colorativerde come ampia disponibilità, giallo come disponibilità limitata e rosso come -sold out- prodotti esauriti. A seguito della scelta, l’utente potrà ordinare la Magic Box, pagarla attraverso l’app con carta di credito, Pay pal o servizio Google play e recarsi al negozio selezionato nell’orario prestabilito per ritirare l’ordine.

To Good to Go è nata nel 2015 in Danimarca e adesso è attiva in 12 Paesi d’Europa con 14 milioni di utenti. In Italia è presente a Milano, Bologna, Genova, Torino, Verona e a Roma. Sta suscitando entusiasmo e riempie di speranza la constatazione che dal suo ingresso nel nostro paese, da aprile ad oggi, abbia permesso di salvare oltre 30.000 pasti.Lo spreco alimentare si riferisce ai prodotti acquistati per alimentarsi ma che, non essendo consumati nei termini, finiscono nella spazzatura. Oltre al cibo perso, lo spreco riguarda anche le risorse per produrlo: l’acquala terra e il lavoro delle persone durante la produzione.

Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione,16 ottobre 2019, è stato pubblicato il nuovo rapporto della Fao sullo stato dell’alimentazione e dell’agricoltura nel mondo “Sofa”: a livello globale si stima che il 14% del cibo raccolto viene perso senza nemmeno raggiungere i punti di vendita al dettaglio. Questo riguarda principalmente la frutta e la verdura. Possiamo ridurre i momenti dello spreco a tre fasi principali:
Produzione, distribuzione, consumo.

Per la prima fase c’è una chiara differenza tra le diverse nazioni. Per i Paesi meno industrializzati l’inefficienza riguarda la fase di stoccaggio causata dalla carenza di infrastrutture elettriche e idriche come, ad esempio la mancanza di magazzini refrigerati. Lo spreco dei Paesi ricchi è, invece, strettamente correlato all’eccessivo immagazzinamento di prodotti alimentari e quindi ad una gestione poco oculata delle quantità prodotte.

La fase di distribuzione si riferisce maggiormente alla trasformazione industriale e alle esigenze di marketing. Se il prodotto viene raccolto già danneggiato o si verificano problemi a seguito della lavorazione, viene buttato poiché non “corrisponde esteticamente” alle aspettative del consumatore. 

Nell’ultima fase si parla concretamente dello spreco alimentarecome scarto volontario di prodotti commestibili da parte di dettaglianti e consumatori. Uno spreco che si concentra maggiormente nei Paesi a reddito più alto. Questo fenomeno avviene per l’80% tra le mura domestiche anche se, stando al Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Waste Watcher, il 47% degli intervistati ritiene che si sprechi soprattutto nel commercio e nel pubblico.

Nel mondo esistono e si stanno creando numerose iniziative e organizzazioni che mirano a limitare lo spreco riutilizzando e riciclando prodotti “non vendibili” ma ancora commestibili. Un esempio è proprio Too Good To Go grazie alla quale, per ogni Magic Box acquistata, viene anche evitata l’emissione di 2 kg di Co2 nell’atmosfera (Fonte US EPA – United States Environmental Protection Agency).

I mezzi per ridurre lo spreco ci sono, cominciamo ad usarli.

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Economia

Stanziati dal Cda 18mila euro. Coinvolti i territori di Arezzo, Siena e Perugia

Banca Valdichiana: Borse di Studio premio all’impegno e al merito scolastico

Paolo Castiglia

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Banca Valdichiana dimostra ancora un volta la propria grande vicinanza alla scuola, agli studenti e alle famiglie, pubblicando il Bando per le Borse di studio 2019/2020, una iniziativa che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per la Banca. Giunto alla 18esima edizione, il bando acquista particolare importanza quest’anno, in quanto va a premiare il merito e l’impegno scolastico di studenti – soci o figli di soci della BCC – che, nonostante le enormi difficoltà dell’ultimo anno scolastico a causa della pandemia e del lockdown, sono riusciti a terminare il proprio ciclo di scuola con voti molto elevati.

“Le condizioni in cui si è svolta l’ultima parte dello scorso anno scolastico – sottolinea il presidente di Banca Valdichiana, Fabio Tamagnini – con i ragazzi che hanno sofferto in modo particolare l’isolamento rispetto ai coetanei e la necessità di fare lezioni online con insegnanti a distanza, rendono ancora più meritevoli quegli studenti che nonostante tutto, sono riusciti ad ottenere i voti più alti, mantenendo il massimo impegno e obiettivi chiari. Del resto il futuro del Paese è in mano a loro, e noi come Banca locale vogliamo sostenere le nuove generazioni delle nostre comunità, che si troveranno a gestire anche la difficile eredità di questa pandemia”.

“Il premio delle borse di studio – prosegue Tamagnini – sarà inoltre un contributo importante in questa fase, per famiglie e ragazzi, consentendo loro di colmare un eventuale gap tecnologico e di affrontare con più serenità la possibile necessità di nuova didattica a distanza”.

Il bando delle Borse di studio di Banca Valdichiana prevede un plafond di 18.000 euro che va ad aggiungersi agli oltre 600.000 euro già distribuiti nelle precedenti 17 edizioni, anche considerando che Banca Valdichiana è nata nel 2016 dalla fusione delle BCC con sede a Chiusi con quella con sede a Montepulciano e che entrambe avevano avviato questa iniziativa

Potranno partecipare tutti i bambini e ragazzi figli di Soci che hanno concluso il loro ciclo di scuola – dalla primaria all’università – con il massimo dei voti, ovvero con 9 o 10 alla primaria o alla scuola secondaria di primo grado, con 100 o 100 e lode alla scuola superiore e con 110 o 110 e lode all’università.

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Economia

Inarsind: grave e incomprensibile il blocco dei contributi per i liberi professionisti

Misure di emergenza Covid19 deliberate da Inarcassa ma ancora
non corrisposte a causa del mancato via libera dei Ministeri competenti

Paolo Castiglia

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“Consapevoli della complessità del lavoro che state svolgendo e delle tante istanze cui dovete dare riscontro siamo comunque costretti a sollecitare la vostra attenzione su un tema che appare, ai tanti liberi professionisti iscritti a Inarcassa, incomprensibile dato che si tratta di esprimere un parere di competenza senza dover allocare risorse”. E’ scritto cosi nella “urgente richiesta dei pareri di competenza Ministeri vigilanti sulla variazione di bilancio Inarcassa al fine di liberare le iniziative a favore degli ingegneri e architetti liberi professionisti italiani” scritta e inviata da Inarsind, l’associazione sindacale degli ingegneri e architetti liberi professionisti.

La notizia è questa. Una lettera urgente ai ministri competenti, da parte di inarsind, per sbloccare i fondi Inarcassaa favore dei liberi professionisti, stanziati da tempo, e ancora bloccati dalla mancato via libera dei ministeri competenti  i cui titolari sono ovviamente i destinatari della missiva, e cioè il Ministro dell’Economia, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Ministro della Giustizia, missiva che per conoscenza è stata inviata anche al Presidente di Inarcassa.

Cosa dice Inarsind: “Siamo Inarsind, quindi, l’associazione sindacale che, nella sua completa indipendenza, rappresenta gli stessi iscritti ad Inarcassa, ed è costretta a far sentire la sua voce “per chiedere di provvedere ad un atto dovuto e atteso da tempo che potrebbe liberare una linea di sussidi a favore degli iscritti più in difficoltà”.

Lo scorso 12 maggio il Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa ha deliberato – nell’ambito delle sue competenze e nelle disponibilità dell’Ente, e peraltro utilizzando le provviste derivanti dai versamenti degli iscritti senza ricorrere a debiti o a finanziamenti – una variazione di bilancio per l’ammontare di 100 milioni di Euro finalizzati a fornire le prime indispensabili misure di assistenza agli iscritti colpiti dalla pandemia e le prime misure di sostegno al reddito per gli iscritti.       Purtroppo  ci risulta siano ampliamente trascorsi i termini entro i quali una risposta era dovuta”.  

Come Associazione “abbiamo già inviato  – recita il testo – nei mesi scorsi delle richieste al Governo per assicurare l’avvio di investimenti pubblici di sostegno alla domanda interna che coinvolga tutta la forza lavoro della Nazione ed ora siamo a disposizione per affrontare il difficile momento delle scelte operative con la convinzione che il Decreto Semplificazioni sia l’occasione per richiedere il contributo propositivo degli architetti e ingegneri liberi professionisti. La sfida è rimuovere gli ostacoli burocratici e le incertezze per avviare un piano straordinario per tutte le opere, grandi, medie e piccole”.

“Per quanto sopra – è l’appello di Inarsind –  senza voler limitare l’attività di controllo dei competenti uffici, chiediamo cortesemente il vostro autorevole intervento per concludere con somma urgenza l’esame delle delibere e per la trasmissione dei benestare alla Cassa di previdenza”.

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Economia

La crisi del commercio equo solidale ai tempi del post-pandemia

La crisi causata dal lockdown ha costretto molte cooperative a chiudere la loro bottega equo solidale e a spostarsi sulla vendita on-line.

Marco Matteoli

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Il commercio equo e solidale è una categoria di Commercio nella quale vi è sia una tutela del produttore, riducendo le iniquità causate da una rete poco etica, che del consumatore, tutelato da un controllo serrato della qualità del prodotto.

Sia nel commercio ordinario che in quello equo solidale, la qualità del prodotto alimentare è sottoposta a rigidi controlli che ne garantiscono la qualità sia dal punto di vista organolettico, che igienico-sanitario che nutrizionale, garantita da regolamentazioni che ne certifichino il rispetto delle norme igieniche all’interno della sua catena di produzione.

Il commercio equo solidale aggiunge, a tutto questo, il criterio di qualità dal punto di vista etico, garantendo un equo compenso e il non sfruttamento dei lavoratori impiegati nella catena di produzione.

Il costo del prodotto finale all’utenza risente non soltanto della qualità di partenza dei prodotti, ma anche della lavorazione degli stessi, del trasporto e della quantità di prodotto messa sul mercato. Ne consegue che prodotti a costo eccessivamente basso , con tutta probabilità si muovono all’interno di percorsi che sfruttano la manodopera a basso costo di lavoratori in paesi in via di sviluppo, sia per quanto riguarda i prodotti alimentari, che per i capi d’abbigliamento, i prodotti tecnologici, oppure cosmetici.

Al fine di ridurre lo sfruttamento lavorativo, molte associazioni hanno costituito cooperative di tipo equosolidale, che sono in grado di garantire l’eticità nel trattamento dei lavoratori, con un tracciamento trasparente di tutta la filiera di produzione. L’emergenza sanitaria causata dall’ultima pandemia ha toccato anche il mondo del FairTrade, e attività già fragili di per sé hanno subito notevoli ripercussioni economiche, essendo per lo più cooperative sociali. La maggior parte di queste cooperative ha meno di 15 dipendenti e dunque non possono aderire a fondi di integrazione salariale accessibili alle aziende più grandi, come denunciato dalla cooperativa “La Bottega della solidarietà” di Sondrio.

Le iniziative da parte dei commercianti di questo settore sono molteplici, ci si interroga su come si possa garantire la consegna a domicilio, oppure il ritiro della spesa prenotata on-line in alcuni territori. Molti, come “Mondo nuovo” e la “La Bottega della solidarietà” di Sondrio hanno deciso di chiudere fino a data da definire, oppure restano aperti in orario ridotto.

La percezione è che questo momento di grave difficoltà porterà a un incremento nelle difficoltà dei processi di integrazione del mondo del commercio equo.

Al fine di incrementare la gittata della clientela “Altromercato” ha implementato la sua fruizione dei servizi line, con una mappa trasparente dei produttori e con la possibilità di vendere online i prodotti in una visione sempre più on-line del commercio, in questo periodo storico, sempre più distanziato e “contact-ness”.

Sito web di altromercato: https://www.altromercato.it/it_it/

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