Turismo in Italia? Sì. Per il buon cibo

Analisi Coldiretti in occasione dell’apertura della Bit, Borsa internazionale del settore a Milano

Il cibo componente determinante della vacanza Made in Italy. Complessivamente tra il consumo di pasti nella ristorazione (14 miliardi) e l’acquisto di prodotti alimentari nei negozi e nei mercati (12 miliardi), i turisti italiani e stranieri hanno speso per cibo e bevande circa 26 miliardi di euro su un totale di 75 miliardi del fatturato turistico complessivo. Insomma circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia è stato destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti enogastronomici.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’apertura della Bit, la Borsa internazionale del Turismo di Milano, a commento dei dati sui viaggi e vacanze degli italiani nel 2015 divulgati dall’Istat che evidenzia un effetto Expo sugli spostamenti.

L’enogastronomia è di fatto la principale voce del budget delle vacanze che – precisa la Coldiretti – ha superato persino quella dell’alloggio. Un risultato reso possibile dal primato del nostro made in Italy agroalimentare, conquistato dall’Italia che - continua la Coldiretti - può contare sul primato europeo con 280 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione, 405 vini Doc/Docg, quasi ventunmila agriturismi e oltre 6.600 fattorie dove acquistare direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica. Il tutto senza dimenticare le centinaia di città dell’olio, del vino, del pane ed i numerosi percorsi enogastronomici, feste e sagre di ogni tipo. Una passione che riguarda anche l’acquisto di souvenir con più di un italiano su quattro (28 per cento) che - conclude la Coldiretti - torna a casa con specialità alimentari tipiche da gustare.

 

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