Un quarto dell’agricoltura italiana dipende da lavoratori stranieri

Una componente indispensabile per garantire il made in Italy alimentare

  Con 340mila stranieri assunti regolarmente in agricoltura interi distretti produttivi di eccellenza del Made in Italy possono sopravvivere solo grazie al lavoro degli immigrati, dalle stalle del nord dove si munge il latte per il Parmigiano Reggiano alla raccolta delle mele della Val di Non, dal pomodoro del meridione alle grandi uve del Piemonte.

I prodotti dell’agricoltura italiana passano nelle mani dei lavoratori stranieri che rappresentano circa il 25 per cento del numero complessivo di giornate di occupazione del settore e rappresentano quindi una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel condannare il grave episodio di caporalato con discriminazione razziale sgominato dai carabinieri della Compagnia di Paola in Calabria.

Si tratta di una grande risorsa dell’agricoltura italiana che, secondo Coldiretti, va valorizzata e difesa da inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale.

 

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