Ottobre di prevenzione

Salute mentale nel mirino. Nuove terapie e attivazioni comportamentali

Anche quest’anno il mese di ottobre è stato dedicato alla prevenzione con diverse giornate a tema sulla salute mentale e un’attenzione particolare alle sindromi depressive. I dati nazionali ed internazionali sulle depressioni generali e i conseguenti stati d’ansia riportano cifre allarmanti. In Europa soffrono di depressione circa 40 milioni di cittadini, mentre in Italia sono circa 10 milioni coloro che lamentano, lungo l’arco della loro vita, disturbi depressivi e sofferenze causate dall’ansia. Ne è coinvolto il 5% della popolazione adulta italiana, per un totale di 3 milioni di persone circa. Queste patologie non sembrano lasciare scampo a nessuno in questo tempo che misura tutto in velocità, reattività, interazione immediata e costanti sottoposizioni a valutazioni personali. Le nuove generazioni sono quelle più colpite con stanchezza e malumori frequenti. Di prassi, per curare la depressione, si fa ricorso alla terapia cognitivo comportamentale, ma secondo l’ultimo studio inglese in materia pubblicato sulla rivista Lancet, la depressione si potrebbe vincere modificando i comportamenti sbagliati che incidono sull’umore. La nuova terapia, denominata “attivazione comportamentale”, punta a cambiare gli atteggiamenti che possono influire sull’umore del paziente, riducendo l’inerzia, la passività e i comportamenti negativi messi in atto dallo stesso. Un trattamento più semplice, breve ed economico rispetto al precedente che secondo lo studio britannico non sminuirebbe assolutamente la terapia standard, avendo gli stessi benefici. A dimostrazione di quanto sostenuto, 440 soggetti con depressione sono stati divisi in due gruppi, 219 pazienti sono stati trattati con la terapia standard, mentre 221 sono stati sottoposti all’attivazione comportamentale. I due gruppi monitorati e valutati su un arco di 18 mesi, hanno dato gli stessi esiti, riducendo gli episodi depressivi e aumentando le possibilità di remissione dalla malattia. La parola chiave di questo nuovo studio è “cambiamento”, modificare il modo di agire del paziente e sostituirlo con nuovi stimoli e azioni per fortificare l’umore. Molti ospedali all’avanguardia e centri specializzati hanno già messo in pratica questo nuovo tipo di cura, integrando le sessioni terapeutiche con momenti di meditazione ed introspezione spirituale. Queste pratiche comprendono l’uso giornaliero della preghiera o di riflessioni spirituali, a prescindere dal proprio credo ed i pazienti che hanno scelto di curarsi incrementando la propria introspezione con terapie meditative, hanno ottenuto risultati molto incoraggianti. Un graduale ma costante miglioramento psicofisico è stato il primo cambiamento evidenziato durante i controlli periodici. Alcuni pazienti si sono visibilmente ripresi dal loro torpore emotivo stagnante, trasformandolo in vigore ed empatia. Gli stati negativi sono andati sparendo, sostituiti da una rinnovata gioia di vivere e una maggiore concentrazione.

A molti di questi pazienti è sembrato più logico trattare un malessere dell’anima con un rimedio spirituale anziché materiale, e affidarsi ad una Fonte esterna a loro li ha ripagati con certezze inaspettate. Benché inizialmente scettici, tutti si sono definiti più leggeri e sollevati dopo le sessioni spirituali; hanno riacquistato fiducia, vedendo se stessi uscire da un lungo tunnel nel quale pensavano di essere imprigionati per sempre.

 

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