Un computer ci leggerà il pensiero?

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opzioni binarie punto com   http://iviti.co.uk/?vera=pannelli-forex-vendita-online&82b=44 Un team di scienziati dell'Università di Kyoto annuncia la realizzazione di un'intelligenza artificiale in grado di leggere la nostra mente

In Giappone la realtà supera la fantasia: se per anni abbiamo pensato che saper leggere i pensieri altrui fosse una strana capacità mentale, o un super potere alla stregua dell'invisibilità, un team di scienziati dell'Università di Kyoto sembrerebbe smentirci con la realizzazione di un'intelligenza artificiale in grado di leggere il pensiero.

Questo sistema, attraverso le onde cerebrali umane, ricreerebbe le immagini di ciò che una persona sta guardando o ricordando, siano esse un oggetto, un animale o anche dei simboli astratti. I risultati si possono trovare sulla piattaforma scientifica BioRxiv.

Per ora non si sarebbe ancora raggiunta una definizione nitida delle rappresentazioni, infatti le immagini risulterebbero sbiadite anche se sufficientemente aderenti a quelle originali.

Inizialmente la rete neurale sarebbe stata  in grado di riconoscere e associare solo le forme naturali concrete a cui i volontari venivano esposti in qualche modo, ad esempio un gufo o un aeroplano.

Il sistema però si sarebbe evoluto riconoscendo anche i simboli astratti. La sorpresa e la vera rivoluzione di questo macchinario è che attraverso il pensiero delle persone si potrebbe risalire alle lettere dell'alfabeto: le immagini sarebbero generate dall'attività cerebrale senza che queste siano inferite per corrispondenza a esempi noti.

Howard Gardner, un noto psicologo americano, famoso per la sua teoria sull’intelligenza multipla, asserisce nella sua opera “Formae mentis” che esistono vari modi per pensare. La querelle ancora in atto tra pittorialisti (coloro che credono siano le immagini a dare forma al pensiero) e i proposizionalisti, che sostengono invece siano le frasi ad avere un ruolo predominante, potrebbe finalmente, grazie a questo macchinario, avere un vincitore.

La tecnologia irrompe violentemente nella vita quotidiana e se ieri il riconoscimento facciale usato come password per sbloccare telefoni e applicazioni sembrava averci portato nel mondo di 007 oggi stiamo viaggiando alla velocità della luce sfidando la realtà fantascientifica.

Questa nuova tecnologia potrebbe essere di notevole aiuto per lo studio e la comprensione di moltissime disabilità, un soggetto affetto da un tipo di afasia, per esempio, con funzioni linguistiche danneggiate potrebbe ritrovare la “voce”,  ma come nei peggiori scenari apocalittici, descritti in maniera cinica e futuristica nella serie del momento "Black Mirror", potrebbe portare ad un'abolizione totale della privacy.

L’utilizzo di questo macchinario scatenerebbe quindi rilevanti problemi etici: la sfera privata sarebbe costantemente violata. La soluzione potrebbe essere l’utilizzo esclusivo di questo strumento soltanto per funzioni mediche.

 

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