I Kunta Kinte del XXI secolo: i dati della schiavitù nel mondo

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  http://iviti.co.uk/?vera=pannelli-forex-vendita-online&82b=44 Una quantità di esseri umani paragonabile alla sub-totalità della popolazione italiana attualmente vive in condizioni di schiavitù.

 Nel 2016 sono stati stimati go here 45,8 milioni di schiavi in tutto il mondo, tra uomini donne e bambini, in Italia il dato si aggira attorno a 129.600. Questo è quanto emerge dal The Global Slavery Index Report 2016.

Al giorno d’oggi la schiavitù non si riferisce al sistema adottato dagli antichi romani, né a quello adottato dagli americani sudisti pre-guerra di secessione, ma è definita come quella situazione di sfruttamento dalla quale la persona non può svincolarsi e che non può rifiutare a causa di minacce, violenza, coercizione, abuso di potere o inganno.

Il 58% degli schiavi è concentrato in 5 paesi: India, Cina, Pakistan, Bangladesh e Uzbekistan.

In Asia c’è il maggior numero assoluto di schiavi, oltre il 66%, in Europa circa il 3%; i Paesi maggiormente coinvolti nello sfruttamento della schiavitù sono la Corea del Nord, l’Iran, l’Eritrea, la Guinea Equatoriale, la Repubblica Centroafricana, Papua Nuova Guinea, la Repubblica Democratica del Congo e il Sud Sudan.

Nel 2015 oltre 7.000 vittime di traffico sono state assistite dall’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) in oltre 117 paesi di destinazione: lavori forzati, prostituzione, traffico di droga, o sfruttamento per lavori domestici.

Nella visione capitalistica della società, i nuovi schiavi sono coloro che sono pronti ad alimentare ciò che Karl Marx definiva “l’esercito industriale di riserva”, ovvero quell’esercito di sottoproletari, utilizzati per alimentare la lotta di classe, creando una concorrenza feroce all’interno dei ceti medio-bassi mediante lo sfruttamento a basso costo.

I bambini restano sempre i gruppi più vulnerabili al traffico, lo sfruttamento e l’abuso fisico o mentale, molti di loro vengono sfruttati nelle miniere o nelle fabbriche africane o asiatiche. Il report delle Nazioni Unite di gennaio 2016   ha riportato che circa 3500 persone, in maggior misura donne e bambini Curdi (yazidi, assiri e cristiani), sono state ridotte in schiavitù in Iraq da parte dello stato islamico ed utilizzati sia per lavori forzati che come schiavi/schiave sessuali, che come bambini soldato. 

 

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http://wcminerals.com.au/?gvozd=vantage-binary-options-review&68a=1b Il report delle Nazioni Unite 2016: Office of the High Commissioner for Human Rights, United Nations Assistance Mission for Iraq – Human Rights Office, Report on the Protection of Civilians in the Armed Conflict in Iraq, 1 May–31 October 2015, UNAMI/OHCHR, Baghdad, accessed 19/01/2016.

cytotec no rx in us Scarica “the global slavery index 2016” https://www.globalslaveryindex.org/download/

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http://fisflug.is/?yrus=trading-avec-iqoption&d37=29 AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, medico chirurgo, specialista in diagnostica per immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l’università di Roma “Sapienza”.

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