Il sorriso diventa legge

 In Puglia, grazie a un decreto legge regionale, il sorriso diventa “ufficialmente” terapia

 

Diffusa ormai in tutto il mondo, la terapia del sorriso ha finalmente ottenuto un riconoscimento ufficiale dalla Puglia, prima Regione in Italia a regolamentare quest’attività dandole un peso all’interno della gestione sanitaria e sociale.
Anche se il suo nome potrebbe far pensare ad altro, la gelotologia, studia il fenomeno del ridere, con particolare riguardo alle potenzialità terapeutiche di esso. Il suo nome deriva dal greco γελὸς – riso e, in pratica, studia e applica la risata e le emozioni positive come terapia per portare sollievo in situazioni di difficoltà come negli ospedali o nelle case di riposo.
Secondo il Decreto legge approvato il 20 dicembre 2017 dalla regione Puglia, sarà riconosciuta come terapia del sorriso “la possibilità di utilizzare il sorriso e il pensiero positivo a favore di chi soffre un disagio fisico, psichico o sociale”, inquadrando la figura del “clown di corsia” come colui che “utilizzando specifiche competenze acquisite in varie discipline, analizza i bisogni dell’utente per migliorarne le condizioni fisiche e mentali, all’interno delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, applicando i principi e le tecniche della clownterapia”.
Oltre alla classica terapia del sorriso, comunque, tra le tecniche riconosciute da questa legge, ci sono anche quelle di improvvisazione teatrale, mimo, giocoleria, magia, tecniche per la coesione del gruppo e gestione emotiva.
La Terapia del Sorriso si basa sugli effetti positivi psicologici e biologici del riso. Questo tipo di cura nasce in America. I primi dottori-clown sono Michael Christensen, un vero e proprio pagliaccio in un circo di New York, e Paul Binder. La grande fortuna, però, arriva alla fine degli anni Novanta, quando dalla figura di un noto medico della West Virginia viene preso spunto per il celebre film Patch Adams. Lui è Hunter “Patch” Adams, appunto. Un dottore alquanto originale che nel 1971 fonda, con la collaborazione della compagna e di alcuni amici, l’Istituto Gesundheit.
Il suo, per molti aspetti, visti i risultati che denotano un incremento delle guarigioni che ha dell’incredibile, fu un vero e proprio colpo di genio.
Secondo uno dei primi studiosi della cura del sorriso, il professor William Fry dell’Università di Stanford (Usa), cento risate al giorno avrebbero, sul fisico, l’effetto tonificante di dieci minuti di vogatore.
 Ma gli effetti sono molteplici e i risultati dimostrano un aumento delle guarigioni inspiegabile per la medicina tradizionale. Uno studio effettuato su persone sofferenti di broncopneumopatia cronica, ad esempio, ha dimostrato che le risate migliorano la capacità respiratoria.
Ma di benefici ve ne sono tanti altri. Ridere ci aiuta a guardare positivamente le cose, allontanando la tensione e la depressione. Quando iniziamo a ridere, aumentano gli scambi polmonari e si abbassa il tasso dei grassi presenti nel sangue; ridere fa bene, quindi al colesterolo. Nel momento in cui ridiamo, il cuore e la pressione accelerano i ritmi, la tensione delle arterie diminuisce ed i muscoli si rilassano. La risata ha una funzione depurativa, che aiuta l’organismo a combattere la stitichezza e ad espellere anidride carbonica, consentendo un miglioramento delle funzioni intestinali. Quando abbiamo un dolore, una risata ci aiuta a distrarci e quando il dolore ritorna non ha più la stessa intensità di prima. Ridere aiuta a ridurre le tensioni interne, che ci tengono svegli e, quindi, concilia il sonno. Ridere allevia lo stress; il sorriso combatte la debolezza fisica e mentale alleviando la tensione accumulata.
In Italia la terapia del sorriso arriva negli ospedali e in altre realtà difficili, grazie a medici volontari, associazioni di volontariato o alla buona volontà e all’organizzazione interna di alcune aziende ospedaliere. Speriamo che, sull’esempio della Puglia, in molte altre regioni italiane il sorriso diventi un impegno delle istituzioni.
Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn