Good Deeds Day

Il weekend della solidarietà. Una panacea universale per chi pratica il bene

 

Anche quest’anno si svolgeranno in numerose città del mondo le giornate della solidarietà, Good Deeds Day (Giorno delle Buone Azioni). A Roma avranno inizio da domani e si concluderanno il 15 aprile. Fin dal suo lancio nel 2007, voluto dall’imprenditrice Shari Arison, la manifestazione internazionale è cresciuta rapidamente e conta oggi la partecipazione contemporanea di 80 paesi del mondo. I 7.000 partecipanti del primo anno, si sono trasformati in un milione e mezzo di persone che hanno dato vita a oltre 20.000 progetti.

Per l’Italia questa sarà la quarta edizione. Tre giorni per diffondere solidarietà e buone azioni che a Roma si tradurranno in diverse iniziative locali nei quartieri, per le strade, nelle scuole e nei parchi pubblici. Le attività sono promosse dalle associazioni di volontariato, dai comitati di quartiere e dagli enti locali, ma tutti i cittadini possono partecipare, regalando un po’ del loro tempo per curarsi del prossimo e del bene comune. A questo proposito i ricercatori della British Columbia University di Vancouver, hanno indagato sull’effetto del volontariato praticato già in giovane età, lavorando con gruppi di adolescenti di varie estrazioni sociali. A questi gruppi è stato chiesto di fare del volontariato ed occuparsi della comunità a vari livelli ma in maniera regolare. “Dopo 10 settimane abbiamo osservato un netto miglioramento nella salute dei ragazzi che si sono attivati a sostegno di membri della comunità o durante interventi a scopo sociale”. È quanto afferma la ricercatrice Hanna Schreier, una delle autrici dello studio, la quale ha osservato in particolare un calo di peso ed una diminuzione delle infiammazioni in genere e del tasso di colesterolo. L’organo principale a guadagnarci in salute sembrerebbe essere il cuore, considerando che sovrappeso e colesterolo sono i suoi principali nemici.

Molti filantropi del passato hanno incitato il mondo a compiere buone azioni ignari della connessione fra il bene e la salute ”Il riposo più elevato e più dolce, anche da un punto di vista umano, sta in un santo lavoro”. Sono le parole di Mary Baker Eddy, scrittrice e teologa dello scorso secolo che spese la sua vita operando il bene e trasferendo la sua contagiosa energia a chiunque le sia stato vicino. E ancora prima di lei l’apostolo Paolo scrivendo ai Galati li esortava: “non ci scoraggiamo nel far il bene; perché se non ci stanchiamo mieteremo a suo tempo. Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti”. Agire insieme per il bene comune benefica il nostro cuore e rinfranca la nostra anima.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn