Washington-Mosca: tensioni da Guerra Fredda

Sale la tensione tra USA e Russia. Per ora solo dichiarazioni, ma la possibilità di uno “scontro sul campo” è al quanto realistica

L’agenzia europea per la sicurezza dei voli (EUROCONTROL) ha diramato un comunicato in cui invita le compagnie aeree a prestare particolare attenzione alle rotte sul Mediterraneo Orientale visto il rischio di un possibile attacco alla Siria.

Neanche il tempo di far calare il sipario, almeno nei telegiornali su “l’affaire Skripal”, che Mosca torna alla ribalta con un nuovo caso internazionale. Questa volta è la Siria al centro del nuovo dibattito/scontro apertosi tra Washington e Mosca.

Le tensioni stanno aumentando di giorno in giorno dopo le dichiarazioni del presidente americano Trump dove affermava che gli USA sarebbero pronti a intervenire militarmente, il prima possibile, in risposta all’attacco chimico da parte dell’esercito siriano a Douma, roccaforte dei ribelli, ad est di Damasco, nella zona della Ghouta orientale.

Preparatevi ai nostri missili”, tuona Trump contro Mosca. La replica dello Zar Putin non si fa attendere. La Russia ha, infatti, dichiarato che i fatidici missili americani dovrebbero piovere sulle teste dei terroristi “non verso il governo legittimo siriano che lotta da anni contro il terrorismo”. L’ambasciatore russo in Libano, comunque, nonostante le crescenti tensioni, giorni fa aveva dichiarato che “lo scontro con gli Stati Uniti è da evitare e, nel caso in cui ci fosse un attacco, la Russia si limiterebbe ad abbattere i missili lanciati e a cercare subito i negoziati”.

Mai i rapporti tra questi due giganti, che condizionano la geopolitica mondiale, appaiono davvero agitati. La marina militare russa, infatti, per farsi trovare pronta, ha già programmato alcune esercitazioni belliche nei pressi delle acque siriane che coinvolgeranno una quindicina tra imbarcazioni e sottomarini, dotati anche di missili da crociera. L’Europa, dal canto suo, difronte a questo scenario, esprime preoccupazione. Ma la sua posizione è tutt’altro che chiara, con l’Inghilterra e la Francia pubblicamente schierate con gli Stati Uniti, e la Germania chiusa in un imbarazzante silenzio. 
In vista del prossimo consiglio affari esteri, comunque, che si terrà a Lussemburgo il prossimo lunedì, l’UE ha avviato degli incontri diplomatici, a partire dagli stati membri, per consultarsi in merito alla spinosa questione destinata a stravolgere il futuro dell’area mediterranea e, probabilmente, gli assetti politici internazionali.

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