Roma si stringe sotto il grido “io sono Pamela”

Una fiaccolata per ricordare Pamela Mastropietro barbaramente uccisa il 30 gennaio a Macerata

 

Alle ore 19.00 del 13 aprile 2018, da via Saluzzo a Piazza Re di Roma, una fiaccolata in memoria di Pamela Mastropietro, diciottenne romana barbaramente uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio

Striscioni, fiaccole, un corteo composto e silenzioso, un fiume di gente che dalla casa di Pamela ha raggiunto Piazza Re di Roma, una piazza dove la ragazza è cresciuta e dove ha trascorso parte della sua vita.

La povera Pamela non potrà più calpestare quelle strade, né uscire con i suoi amici, quegli amici che oggi, stringendosi attorno ai familiari della ragazza, marciano con una fiaccola in mano e chiedono giustizia.

<<Non esiste l’omicidio perfetto, esistono solo investigatori disattenti>>. Con queste parole l’avvocato Marco Valerio Verni, zio della vittima e legale della famiglia Matropietro, sottolinea un caso che ha ancora troppi lati da chiarire e che merita di essere approfondito, come controversi sono i punti a riguardo la struttura dove Pamela era ricoverata. La madre era certa che lì, in quella comunità, Pamela sarebbe stata seguita bene, sperava di vederla tornare a sorridere.

Accanto ai familiari della vittima sono presenti le istituzioni capitoline e diverse cariche politiche. Nessun partito innalza i propri simboli, ma più volte durante il corteo echeggia nell’aria non tanto la parola “legalità” quanto la parola “giustizia”. Giustizia è la parola gridata a squarciagola non solo dalla famiglia di Pamela, ma anche da cittadini che con una fiaccola in mano chiedono chiarezza riguardo a un caso tanto intricato quanto raccapricciante.

<<Mia nipote è stata barbaramente uccisa, scuoiata, fatta a pezzi in maniera meticolosa e messa in due valige, e c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che Pamela era una tossica e che se lo è meritato>> afferma l’avvocato Verni con una punta di amarezza, ma senza perdere la solennità consona all’occasione, ricordando inoltre che solo una persona abituata alla macellazione e alla disarticolazione avrebbe potuto effettuare un depezzamento così meticoloso e preciso; in ogni caso, che sia stata una sola persona o più persone ad eseguire tale scempio, la giustizia farà il suo corso fino alla fine.

Pamela, come tante altre vittime di violenza, potrebbe essere la figlia, la nipote, la sorella o l’amica di ciascuno di noi. In piazza Re di Roma è stata posta una targa commemorativa e una panchina è stata dipinta di rosso, alla memoria non solo della giovane Pamela, ma di tutte le vittime dimenticate.

 

AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, medico chirurgo, specialista in diagnostica per immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l’università di Roma “Sapienza”.

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