La salute è ancora un diritto per tutti? (parte prima)

Come si evolve il concetto di salute globale e del singolo nel nuovo millennio

Il Servizio Sanitario Nazionale, nonostante i problemi e le criticità che presenta, è un patrimonio di ricchezza che non va depauperato, anzi: va tutelato ed arricchito. Nondimeno, è necessario adeguarlo alle nuove esigenze della società che si evolve molto più velocemente che in passato, utilizzando sistemi di equità sociale.

La Costituzione Italiana riconosce, infatti, il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell'individuo. L'art. 32 della Costituzione, ad esso interamente dedicato, al 1° comma così recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti", mentre il 2° comma aggiunge che "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Il legislatore, solo dopo diversi anni, ha in concreto determinato, con una disciplina dettagliata, il contenuto dell'art. 32, e lo ha fatto in maniera approfondita con la legge 23 dicembre 1978, n° 833, che all'art. 1 detta i suoi principi: senza trascrivere l'articolo della Costituzione, lo tutela attraverso il Servizio Sanitario Nazionale e le competenze di Stato e Regioni. La sua organizzazione può essere realizzata seguendo diversi modelli, i cui principali sono: il modello pubblico e quello privato.

Questa definizione di società che si evolve è perseguita nell'ambito delle attività scientifiche dal Centro di Ricerca e Formazione per la Salute unica e l'Alimentazione, il cui acronimo è "Ce.R.S.Al.", promosso dall'università degli studi di Perugia e della Regione Umbria insieme ad altri Enti che ha sede ad Orvieto.

In particolare, le attività del Centro si concentrano sul concetto di salute globale e del singolo, e come nel tempo si sia modificato il significato con la globalizzazione dei mercati.

Il Cersal, in collaborazione con il Ministero della Sanità e l’istituto Superiore della Sanità, ha cercato di analizzare il problema per permetterci di compiere un ragionamento più ampio sulle nuove frontiere che la sanità pubblica sarà inevitabilmente costretta a percorrere, e in particolar modo facendo riferimento alle sempre maggiori patologie croniche e, di conseguenza, all'aumento della spesa sanitaria.

La realtà del nostro pianeta, in un'ottica di globalizzazione totale, deve tener conto di interazioni strette fra le popolazioni e i determinanti di salute che sono fortemente influenzati dalle strutture politiche ed istituzionali, dal mercato globale, e dallo stretto rapporto dell'uomo con gli animali e con l'ambiente, oltre che dai cambiamenti climatici e quindi dalle nuove patologie trasmissibili e non.

E' assolutamente necessario che di fronte a fenomeni veloci, globali e, a volte, destabilizzanti, i decisori ed i sistemi sociali e sanitari siano in grado di rispondere e di fare prevenzione e promozione della salute del cittadino.

Importante è essere consapevoli che nessun fenomeno è fine a se stesso, ma è incardinato in un sistema di interazioni molto complesse che, se non conosciute ed argomentate, non permette di affrontare il lavoro quotidiano in un'ottica di apertura e intersettorialità. (Fine parte prima.)

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