I paradossi della tecnologia

Solitudine ed isolamento da smartphone

Si chiama phubbing e definisce il comportamento di chi ignora le persone accanto a se a favore dello smartphone. E’ una parola nuova, composta da phone e snubbing, in italiano telefono e snobbare, coniata già da tempo dagli psicologi americani proprio per indicare questo fenomeno che dilaga fra i giovani e purtroppo anche fra gli adulti.

Studi recenti la definiscono una vera e propria forma di esclusione sociale ed evidenziano il paradosso che si è creato da un oggetto, nato per metterci in relazione con il mondo, ma che ora sta contribuendo all’isolamento e alla solitudine.

Per parecchi il telefono è diventato un naturale prolungamento del braccio, un inseparabile finestra sul mondo dalla quale è difficile staccarsi a prescindere dalla situazione; ed è proprio questo a rendere il comportamento particolarmente dannoso sul piano relazionale. Per chi continua ad interagire con il proprio smartphone mentre parla con qualcuno o sta con qualcuno, la vita reale non è altro che una irritante distrazione, alla quale ci si può dedicare più tardi; e in questo modo, senza accorgersene, bisogni fondamentali come il rispetto, il senso di appartenenza, del controllo e pure dell’autostima vengono disconosciuti, danneggiando la qualità di qualsiasi rapporto.

Gli studiosi che hanno analizzato il fenomeno nei ragazzi così detti smart, ovvero tecnologicamente attivi e molto presenti sui social media, hanno rilevato in molti di loro una sensazione di solitudine generale che questi difficilmente riescono a mettere in relazione con l’uso esagerato dei dispositivi tecnologici.

Per salvare molti adolescenti dalla dipendenza tecnologica e riportare smartphones, Ipads e i loro simili alla condizione per la quale sono stati creati, dobbiamo incominciare a distinguere i contesti, ovvero comprendere l’importanza dell’altro rispettarlo come è giusto per creare relazioni che generano umanità e considerazione.

Limitare o vietare l’uso degli smartphones si è rivelato controproducente, ma stili di vita sbagliati, se riconosciuti, possono essere invertiti e sostituiti con comportamenti salutari che non escludono affatto la tecnologia, anzi, la includono nella nostra vita e la rendono più semplice e confortevole.

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