Dolci tranelli: i danni nascosti dello zucchero

Aumenta il rischio di carie, obesità, malattie metaboliche e cardiovascolari, l’OMS consiglia l’assunzione di massimo 25g di zucchero al giorno, ma l’italiano medio ne consuma 85g

 

Quando volgarmente di parla di zucchero si parla usualmente del saccarosio, uno zucchero disaccaride, ovvero formato da due molecole glucidiche, il glucosio e il fruttosio, ed estratto dalla canna o dalla barbabietola da zucchero.

Che lo zucchero aumenti il rischio di carie, se associato a scarsa igiene orale, è cosa risaputa, ma non è l’unico rischio determinato da questo alimento.

L’eccessiva consumazione di zucchero, associata a familiarità e stili di vita sub-ottimali, può provocare patologie metaboliche come obesità e diabete mellito di tipo 2, con le relative complicazioni dal punto di vista cardiovascolare e cerebrale.

Il tranello che determina la continua assunzione di questo alimento si cela dietro alla gradevolezza del suo sapore, ma soprattutto al fatto che determina dipendenza. L’assunzione di grandi quantità di zucchero, dal punto di vista biochimico, causa non solo iperglicemia, ma anche iperinsulinemia e senso di benessere, che tuttavia si riduce in tempi molto rapidi, poiché dopo poche ore l’ipoglicemia relativa porta al desiderio di altro zucchero e senso di irritabilità e spossatezza.

Ridurre l’apporto di zucchero nella dieta non azzera il rischio di contrarre tali patologie, ma contribuisce alla loro riduzione, non a caso l’OMS consiglia di assumere al massimo 25g di zucchero al giorno, l’equivalente di 5 cucchiaini da te.

Per avere dei parametri di riferimento, bisogna considerare il fatto che una lattina di bevanda gasata e zuccherata contiene circa 36gr di zucchero, mentre una confezione di succo di frutta ne contiene tra i 15 e i 29gr.

Damon Gameau, nel suo film-documentario “Zucchero! That Sugar Film”[[i]]  decise, sotto monitoraggio medico, di sottoporsi in prima persona a un esperimento della durata di 60 giorni, per documentare gli effetti di una dieta ad alto contenuto di zucchero.

Dopo aver passato 60 giorni assumendo l'equivalente di 40 cucchiaini, ovvero 160 grammi di zucchero al giorno, al protagonista vennero riscontrati enormi peggioramenti del suo stato di salute: un aumento del peso di 8,5 kg, del 7% del grasso corporeo, steatosi epatica, oltre che una mancanza cronica di sonno, un principio di depressione e diabete.

Per ovvi motivi etici, tale ricerca non può essere condotta su larga scala, tuttavia il caso riportato da questo documentarista può darci molti spunti su cui riflettere circa la nostra condotta alimentare.

 

AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, medico chirurgo, specialista in diagnostica per immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l’università di Roma “Sapienza”.

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[i] Anahad O'Connor, What Eating 40 Teaspoons of Sugar a Day Can Do to You, The New York Times, 14 agosto 2015

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