Maltempo e rischio crolli: Italia paese fragile

Sono 3 milioni di nuclei familiari italiani che risiedono in aree ad alta vulnerabilità,  pari a oltre 7 milioni di persone

 

“Le industrie e i servizi posizionati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono quasi 83 mila, con oltre 217 mila addetti esposti a rischio. Il numero maggiore di edifici a rischio si trova in Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio.”. E’ l’allarme pesantissimo che lancia il Centro studi di Confcooperative,  rielaborando dati fonte ISPRA che analizza impietosamente maltempo e rischio crolli nel nostro Paese. I dati danno davvero da pensare: a rischio oltre 7 milioni di persone, 700 mila imprese e 38 mila beni culturali. Dal 1960 a oggi conto salatissimo: 240 miliardi.

Di fatto dalla ricerca emerge che oltre 3 milioni di nuclei familiari risiedono in aree ad alta vulnerabilità, pari a oltre 7 milioni di persone. Al pericolo inondazione, sempre nello scenario medio, si trovano invece esposte ben 600 mila unità locali di impresa (12,4% del totale) con oltre 2 milioni di addetti ai lavori, in particolare nelle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria dove il rischio è maggiore. Per la salvaguardia dei Beni Culturali, è importante stimare il rischio anche

per lo scenario meno probabile, tenuto conto che, in caso di evento, i danni prodotti al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili”.

E’ infatti minacciato - come abbiamo visto dai recenti crolli di monumenti anche ecclesiastici a Roma -  anche il patrimonio culturale italiano. I dati dell’ISPRA individuano nelle aree franabili quasi 38 mila beni culturali, dei quali oltre 11 mila ubicati in zone a pericolosità da frana elevata e molto elevata, mentre sfiorano i 40 mila i monumenti a rischio inondazione nello scenario a scarsa probabilità di accadimento o relativo a eventi estremi: di questi più di 31 mila si trovano in zone potenzialmente allagabili anche nello scenario a media probabilità.

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