Protocollo EVA: un canale prioritario per le vittime di violenza domestica

Scritto da Marco Matteoli
Pubblicato: Giovedì, 06 Settembre 2018
Categoria: Finestra sociale

Un progetto nazionale della polizia, al momento operativo a Milano, orientato alla tutela delle donne vittime di violenza domestica

 

Le vittime di violenza domestica sperimentano più volte gli stessi episodi, che spesso diventano sempre più gravi, sia dal punto di vista fisico, che emotivo.

Per tutelare le vittime di violenza, la polizia di Milano ha creato una “lista speciale” che contiene i numeri di telefono di vittime o ex vittime di stalking e maltrattamenti, ovvero donne potenzialmente in pericolo, dopo un passato di violenza.

Il protocollo “EVA”, acronimo per “Esame delle Violenze Agite”, sfrutta quegli strumenti che dal 2013 la legge mette a disposizione delle forze dell’ordine, come l’allontanamento da casa degli individui violenti, o arresto obbligatorio per chi è in flagranza di reato per maltrattamenti; introduce inoltre un database che permette di tenere traccia delle violenze.

All’interno della lista vengono inseriti anche i contatti delle vittime e ex vittime, che assicura loro la priorità su chiamate di emergenza e interventi.

Il protocollo EVA mira a occuparsi del secondo tempo, prolungando il sistema di vigilanza, ed è allo stato attuale un passo avanti per le nuove strategie di prevenzione.

 

 

 AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, medico chirurgo, specialista in diagnostica per immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l’università di Roma “Sapienza”.

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