Cittadini tedeschi in piazza a favore dei migranti afghani

Diverse centinaia di cittadini bavaresi sono scesi in piazza per protestare contro le linee politiche del governo federale tedesco circa i rimpatri

 

 Alle ore 22:00 del giorno 11 settembre 2018 dall'aeroporto di Monaco sono stati rimpatriati diciassette afghani, tra questi, cinque erano stati giudicati colpevoli di reati quali violenza sessuale, rapina e lesioni aggravate.

 Il 2 ottobre 2016 attraverso la Joint Way Forward (JWF) è stato stabilito un accordo tra il governo tedesco e quello afghano in materia di rimpatri, con l'obiettivo di negare ai richiedenti asilo pregiudicati la protezione internazionale, destando non poche polemiche da parte dell'opinione pubblica.

Secondo i dati dell'organizzazione non governativa chiamata "consiglio dei profughi bavarese", questo è il sedicesimo rimpatrio a partenza dalla Baviera.

Diverse centinaia di persone, circa 300-400 in tutta Monaco, hanno partecipato alla protesta contro questa linea politica; Amnesty International in testa, ha dichiarato che Kabul non può essere considerata una città sicura, poiché territorio costantemente a rischio di instabilità, e dunque non può essere sede di rimpatrio.

Pesanti critiche sono state mosse al Ministro dell'Interno tedesco e al partito conservatore CSU (unione cristiano sociale) di Baviera circa queste decisioni, soprattutto dopo il suicidio di un afghano di 23 anni, avvenuto ad Agosto, subito dopo il suo rimpatrio a Kabul.

Secondo fonti del governo afghano, l'espulso aveva raggiunto la Germania quando aveva 15 anni, e nell'arco degli anni aveva maturato alcuni precedenti penali per furto e violazione delle leggi sulle droghe.

Secondo il governo tedesco, la priorità è quella di rimpatriare criminali o comunque individui che possono mettere a rischio la sicurezza e la stabilità sociale. Questa posizione ha portato a diversi scontri tra il ministro dell'interno Seehofer e la cancelliera Angela Merkel, sostenitrice di una posizione migratoria più tollerante a riguardo.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn