Cos’è il CATCALLING e perché in Francia è diventato reato

Nel Luglio 2018 il governo Macron ha approvato un disegno di legge che punisce le molestie verbali. Tale disegno ha destato non poche polemiche, soprattutto tra i conservatori

Il catcalling, anche ribattezzato street harassment (molestie in strada) consiste nel ricevere in maniera insistente dei complimenti non richiesti, accompagnati il più delle volte a baci, fischi di apprezzamento e versi di richiamo (da qui il nome Catcalling) da parte di uomini sconosciuti.

La pena per coloro che infrangeranno questa legge consisterà sia in multe, (dai 90 ai 750 euro, fino a 3 mila euro in caso di recidiva), che in programmi di riabilitazione civica obbligatori per il molestatore.

I dati sulle molestie verbali in Francia mettono alla luce il fatto che circa l’80% delle donne

francesi abbiano subito uno street harassment nell’arco della loro vita, e questo dato ha portato il governo francese all’approvazione di questo disegno di legge.

La distinzione, per lo meno in linea teorica, tra un complimento innocuo e una molestia, è costituita dal consenso, ovvero tra adulti consenzienti tutto è permesso, ma se una delle due parti non gradisce, l’altra deve attenersi e non insistere contro la volontà del primo.

Il giorno 26 settembre 2018 il ministro per le Pari opportunità Marlène Schiappa, si è complimentata su Twitter per la prima condanna decisa in base a questa nuova legge: la sera del 19 settembre, in una cittadina a sud di Parigi, un uomo di 30 anni era salito ubriaco su un autobus ed aveva dato una pacca sul sedere a una ragazza di 21 anni, contornando il gesto con commenti sgradevoli sul suo aspetto fisico.  L’uomo è stato fermato dalla polizia e condannato a sei mesi di carcere e a una multa di 300 euro.

I commenti inopportuni in strada come complimenti, fischi e commenti sull’aspetto fisico, sono proibiti e sanzionati non solo in Francia, ma anche in altri paesi, come l’Argentina e il Portogallo; si attende una risposta anche dal governo italiano a questo punto.

 

AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, medico chirurgo, specialista in diagnostica per immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l’università di Roma “Sapienza”.

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