Abolire la povertà: dalle utopie ai dati

Mentre la politica parla, in Italia il numero dei poveri assoluti continua ad aumentare

 

Il 17 Ottobre 2018 la Caritas ha pubblicato il rapporto annuale su povertà e politiche di contrasto. Nonostante piccoli segnali di ripresa sul fronte occupazionale, ad oggi il numero di poveri è aumentato del 182% rispetto gli anni pre-crisi (2007-2008).

Dati alla mano, il numero di persone in Italia a rischio povertà è passato da quattordici a 17milioni 469 mila. Tra questi, coloro che attualmente vivono in uno stato di povertà assoluta, ovvero incapaci di provvedere ai bisogni di base, hanno avuto la seguente evoluzione:

Anno 2007: 1 milione 789 mila

Anno 2016: 4 milioni 742 mila

Anno 2017: 5 milioni 58mila.

 Come sottolinea il rapporto CARITAS 2018, le categorie più svantaggiate sono i giovani, i disoccupati, le famiglie con figli minori e i nuclei di stranieri (29,2%). I giovani nella fascia 18-34 anni in condizione di povertà assoluta sono 1 milione 112mila, il 10,4%. Questa fascia di età è anche quella che maggiormente usufruisce dei centri di ascolto.

La povertà ha una stretta connessione con il livello di istruzione; tale correlazione è evidente se si considera che oltre i due terzi delle persone che si rivolgono alla Caritas ha un titolo di studio basso, pari o inferiore alla licenza media (il 68,3%). Un titolo di studio basso non è correlato solo a un aumentato rischio di povertà, ma anche a un aumentato di rischio di cronicizzazione di tale condizione, che appare maggiormente distribuita nelle regioni del Mezzogiorno, che registrano appunto i livelli più alti di povertà assoluta.

Il rapporto Caritas stila anche un identikit delle persone incontrate nei centri di ascolto: sono per lo più stranieri (57,8%), relativamente giovani, (la classe di età 18-34 anni corrisponde al 25,1% del totale), disoccupati (63,8%), con difficoltà economiche (78,9%) e disagi abitativi (26,7%). I Senza dimora corrispondono al 21% del totale.

È necessario evidenziare, comunque, il fatto che molte condizioni alla base dell’esclusione sono da riferire non solo a un ridotto capitale economico, ma anche a un ridotto capitale sociale, secondario alla rottura di legami familiari e amichevoli precedentemente intrecciati e alla difficoltà di crearne ulteriori.

 

 

Scarica il rapporto Caritas 2018 http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/7847/Poverta%20in%20Attesa_Sintesi.pdf

AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, medico chirurgo, specialista in diagnostica per immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l’università di Roma “Sapienza”.

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