Il Veneto spera in un Natale “scacciacrisi”

Scritto da Monica Splendori
Pubblicato: Mercoledì, 12 Dicembre 2018
Categoria: Viaggi e sapori

Atteso un notevole flusso turistico in particolare di stranieri attirati dalle tante iniziative e dalle bellezze del territorio      

   

Ecco il Natale, è alle porte. A Verona inizia con le bancarelle di Santa Lucia quindi prima del 13 dicembre per arrivare alle bancarelle di Natale e ai mercatini di Norimberga, fino a dopo l’epifania. Anche quest'anno come tutti gli anni, sono presenti in Arena i presepi di tutto il mondo, al teatro filarmonico e al Duomo musiche Natalizie con cori e musicisti di pregiato livello.

Questa festività a Verona e provincia, nonostante una percentuale di giovani ritenga più utile viaggiare è un'occasione, per la maggioranza della popolazione, di viverla in famiglia, un po' per la crisi economica, ma soprattutto perché questo è un giorno in cui tutti sentono il bisogno, di ritrovarsi con i propri cari, per scambiarsi doni od affettuosità che nella vita frenetica dell'oggi non si riesce più a fare.

Un’iniziativa dettata dalla crisi, in un comune in Provincia di Verona, si chiama “Natale scacciacrisi”, con eventi nei negozi sfitti: il paese è Legnago e gli ideatori sono le associazioni di commercianti “Vivi Legnago”, casette e Portobello per richiamare più visitatori nel capoluogo della ‘bassa’ durante le festività natalizie. Tutto ciò, a fronte della trentina di serrande abbassate e vetrine con il cartello affittasi o vendesi. A corredo degli oltre 50 eventi, con l'accensione dell'abete in Piazza Garibaldi donato dal gruppo Tosano, l’associazione ha pensato di allestire locali lasciati vuoti in una “Ludoteca di Natale": qui i genitori che vorranno fare shopping nei fine settimana potranno affidare a gruppi qualificati i loro bimbi, che potranno partecipare a laboratori dedicati.

Il Garda e i suoi paesi, gode invece di un notevole flusso turistico in particolare di stranieri, attirati dalla bellezza del lago, ma anche dai ristoranti ricercati, e fantastiche manifestazioni folcloristiche, su tutta la sponda Veronese del Benaco.

“Cucina Natalizia”

Secondo la tradizione la cena di Natale, detta la cena della vigilia non deve contenere carne, questa tradizione è diffusa maggiormente al sud dove il capitone è il piatto tipico. In altri cenoni vi si possono trovare i sette piatti di pesce; come dolce, soprattutto a Napoli, si usano molto gli struffoli: palline di pasta fritte e cosparse di miele. Al sud il cenone è molto sentito e lo si prepara nelle famiglie ancora nel pomeriggio. Tutti si riuniscono in una famiglia, mentre i bimbi giocano, gli adulti cucinano, in attesa della Santa Messa a mezzanotte dopo il cenone.

Nel Veneto la tradizione del cenone è poco vissuta se non dagli ultimi anni. Qui si festeggia il pranzo di Natale dopo la messa mattutina. Ci si riunisce a casa di un parente, solitamente il più anziano, e si prepara il pranzo, in questo caso a base di carne, il Lesso con la Peara' e i tortellini in brodo, o il pasticcio di lasagne. Il dolce è il Pandoro tipico del Veneto, ma che ormai è presente in tutta Italia.

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