Rondine: il Nobel per la pace alla “Cittadella della pace”

Scritto da Daniele Sebastianelli
Pubblicato: Venerdì, 10 Luglio 2015
Categoria: Arti e cultura

Candidata al Nobel per la Pace l’associazione “Rondine - Cittadella della Pace” da anni centro di dialogo tra culture

La cittadina vicino Arezzo simbolo di convivenza e integrazione

 

“Siete ufficialmente candidati al Nobel per la Pace 2015 per le cose che avete già fatto e per quelle che potrete fare”. La Vicepresidente della Camera dei deputati, Marina Sereni, ha dato quest’oggi, 9 luglio, la notizia all’associazione “Rondine - Cittadella della Pace”, durante la Presentazione del Rapporto annuale 2014 nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari a Roma, in occasione dei diciotto anni d’attività dell’associazione.

 “È una storia d’amore, un colpo di fulmine quella che è nata tra me e Rondine” racconta Sereni, una “scintilla” scattata nel 2013 quando la parlamentare per la prima volta viene a conoscenza di questa realtà. “Mentre parlavano i ragazzi e le ragazze di Rondine – continua Sereni – sono rimasta molto colpita e mi è venuta la curiosità di vedere questo posto, questa esperienza più da vicino”. Da quel giorno solo conferme e la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una “realtà bellissima” e profonda.

 Insieme laboratorio di culture e luogo di incontro e formazione “Rondine – Cittadella della Pace” è un progetto importante che prende il nome dal borgo toscano in cui risiede, alle porte di Arezzo. Nata nel 1977 come esperienza parrocchiale oggi è tra le oltre 60 associazioni candidate al Nobel per la Pace. Scopo dell’associazione è l’accoglienza di ragazzi provenienti da zone di conflitto che vengono formati per due anni attraverso condivisione di esperienze, corsi e master universitari per poi diventare ambasciatori di pace nel mondo. Uno studentato internazionale per formare nuove generazioni che sappiano gestire le differenze come ricchezza e possano diventare i leader di domani.

 Fondatore e Presidente di Rondine è Franco Vaccari, psicologo e docente liceale. “Rondine tocca un nervo scoperto del nostro tempo – ha affermato Vaccari – il tema del conflitto che dilaga ad ogni livello con il nemico che diventa totale. Prima era colui che stava oltre confine o al di là di un muro. Oggi sbarca in spiaggia da un gommone o semina morte in una redazione giornalistica. Tutto questo per dire che, quando un conflitto non viene gestito, genera mostri”. L’associazione insegna proprio questo. A gestire i conflitti e vedere l’altro non come un nemico, ma come una persona con la quale poter instaurare una relazione che vada oltre. Una vera e propria “scuola di pace” dove i “nemici” storici imparano a vivere fianco a fianco: israeliani con palestinesi, russi con ceceni, serbi con bosniaci.

 “Accanto alla buona politica o ai buoni accordi– ammonisce Vaccari – serve scommettere sull’educazione”. Un messaggio valido per tutti.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn