Connect with us

Ambiente

Grazie alla ricostruzione non immessi nell’ambiente più di 31.000 tonnellate di pneumatici usati

Paolo Castiglia

Pubblicato

il

Airp per la giornata dell’ambiente

Lo smaltimento di pneumatici usati ha notevole…

 Airp per la giornata dell’ambiente

Lo smaltimento di pneumatici usati ha notevole impatto ambientale in quanto occorrono circa 100 anni perché un pneumatico immesso nell’ambiente si deteriori completamente. Nel 2014 però, grazie alla ricostruzione dei pneumatici, sono state 31.075 le tonnellate di pneumatici usati che non sono state immesse nell’ambiente. Airp, l’Associazione Italiana dei Ricostruttori di Pneumatici, rende noto questo dato in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si tiene il 5 giugno.

L’importante risultato ecologico ottenuto grazie ai pneumatici ricostruiti ha portato quindi un notevole beneficio. Ogni anno, infatti, nell’Unione Europea la sostituzione dei pneumatici degli autoveicoli genera milioni di gomme da smaltire a cui se ne aggiungono altre derivanti da veicoli cosiddetti “a fine vita”.

La ricostruzione consente di salvare circa il 70% dei materiali originali del pneumatico e, come si è detto, evita l’immissione nell’ambiente di molte e molte tonnellate di pneumatici ogni anno. Oltre agli importanti benefici ambientali, che comprendono anche l’abbattimento delle emissioni di CO2 di circa il 30% rispetto all’utilizzazione di pneumatici nuovi, la ricostruzione consente anche un ingente risparmio economico. Infatti, nel 2014 la ricostruzione dei pneumatici ha consentito al nostro Paese di risparmiare anche 107,2 milioni di litri di petrolio e agli utilizzatori di pneumatici ricostruiti di risparmiare 279,1 milioni di euro.

Sempre in considerazione dei meriti ecologici della ricostruzione e sulla base di una corretta interpretazione delle normative europee, inoltre, i pneumatici usati destinati alla ricostruzione non sono più considerati rifiuti e pertanto sono esclusi dalla relativa normativa e la fondamentale valenza ecologica dei ricostruiti è stata anche riconosciuta dal legislatore italiano, che ha stabilito l’obbligo per le flotte dedicate al trasporto pubblico di riservare almeno una quota pari al 20% degli acquisti di pneumatici di ricambio.

Continua la lettura
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ambiente

Nucleare: Inarsind in campo per le scelte strategiche di difesa ambientale e della salute dei cittadini

Partecipazione dell’Associazione degli Ingegneri e Architetti liberi professionisti alla Consultazione Pubblica Nazionale promossa da Sogin.

Paolo Castiglia

Pubblicato

il

Inarsind scende in campo con tutto il suo impegno e tutto il suo know-how – che viene dal suo rappresentare gli Ingegneri e gli Architetti liberi professionisti italiani – partecipando attivamente ad un progetto nazionale volto a realizzare le migliori condizioni per la difesa della salute dei cittadini.

Inarsind è stata infatti invitata a partecipare alla prima Consultazione Pubblica a livello nazionale in corso in Italia, promossa da Sogin, che riguarda la realizzazione di un’importante infrastruttura impiantistica con rilevanti aspetti sociali, economici e geopolitici in gioco: Sogin ha dato vita ad una Consultazione Pubblica nazionale sull’avvio della procedura per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e dell’associato Parco Tecnologico.

“Per rendere conto dell’importanza decisiva di questa nostra partecipazione – spiega il presidente di Inarsind, Carmelo Russo –  va ricordato che la Sogin è la società pubblica responsabile del “decommissioning” degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare. Per questi motivi i vertici della nostra associazione sindacale,  che rappresenta appunto ingegneri e architetti liberi professionisti, hanno ritenuto importante evidenziare l’iniziativa, seguirne lo svolgimento e soprattutto partecipare  alla stessa, inviando osservazioni e proposte tecniche”. 
“Partecipiamo con grande piacere e consapevolezza a queste attività – insiste Russo – che sono volte a garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future”.

Interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sogin opera in base agli indirizzi strategici del Governo italiano ed ha quindi promosso un Seminario Nazionale per l’approfondimento degli aspetti tecnici relativi al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e al Parco Tecnologico (ex DLGS 31/2010), che rappresenta l’ultimo passo previsto di una Consultazione Pubblica, sull’avvio della procedura per la localizzazione, costruzione ed esercizio dei suddetti Deposito nazionale e associato Parco Tecnologico.

“La valutazione positiva, e la decisione di Inarsind di partecipare attivamente alla Consultazione Pubblica, nascono quindi della volontà –  spiega ancora il presidente  Russo –  di conseguire esperienza su questa e su future iniziative del genere, ma anche di rendere pubblica la forte sensibilità di Inarsind rispetto alle tematiche decisionali sugli interventi realizzativi di carattere nazionale a tutela dei liberi professionisti del settore che rappresentiamo”.

Proprio per questo Inarsind ha ritenuto utile e opportuno partecipare in maniera molto attiva a questo momento decisionale inviando a Sogin un primo documento che è stato recepito e inserito nel sito www.depositonazionale.it, visibile nella sezione “Consultazione Pubblica DNPT, sottosezione “Osservazioni e proposte tecniche trasmesse”, Lista INARSIND, protocollo 14508 del 19.03.2021.
In seguito Sogin ha invitato Inasind a presentare i contenuti delle osservazioni e proposte tecniche elaborate nel Seminario Nazionale che ha avuto inizio il 7 settembre 2021 con una seduta plenaria di apertura e che terminerà il 24 novembre 2021 con una seduta plenaria di chiusura.

Nella sessione nazionale del 14 settembre, tra gli interventi degli stakeholders è stato trasmesso l’intervento del delegato Inarsind, ing. Angelo Antonio Papa che ha ricevuto i positivi riscontri  dell’AD Sogin, Emanuele Fontani e del Responsabile del DNPT  Fabio Chiaravalli.
Inarsind continuerà  a partecipare alle successive sessioni del Seminario Nazionale che riguarderanno le rimanenti regioni (28/29 settembre Sardegna; 26/27 ottobre Basilicata e Puglia; 9/10/11 novembre Lazio; 15/16/17 novembre Piemonte).

Continua la lettura

Ambiente

Frutta gratis a Copenaghen

Alberi da frutto piantati per le vie della città a disposizione dei cittadini.
Un’app aiuterà a conoscere e riconoscere erbe e piante

Mario Russo

Pubblicato

il

La capitale della Danimarca ha deciso di piantare alberi da frutto in diverse parti della città. Già da alcuni mesi piante e arbusti vengono piantati in aree pubbliche, nei parchi, nei campi da gioco, lungo i viali e i canali.

Cittadini e turisti vi potranno attingere e servirsene liberamente raccogliendo mele, more o mirtilli magari mentre vanno a lavoro o mentre passeggiano.

Questa volta Copenaghen, già premiata nel 2014 come Capitale Verde Europea, ha deciso di andare oltre e pensare ancora di più alla sua comunità. L’iniziativa, infatti, è nata anche dalla consapevolezza che le giovani generazioni stanno perdendo il contatto con la natura e i sapori genuini.

La presentazione della natura danese ai visitatori, ma anche ai cittadini che ancora non la conoscono bene, è affidata a un app. “Vild Mad”, questo il suo nome, letteralmente “Cibo Selvaggio”, nata, sembra, da un’idea dello chef danese Renè Redzepi.

L’applicazione aiuta a conoscere e riconoscere alberi ed erbacee. Istruisce le persone sulle varietà di frutti, bacche ed erbe presenti sul territorio e costituisce anche una vera e propria guida culinaria. L’app propone, infatti, anche una raccolta di gustose ricette da realizzare proprio usando gli ingredienti selvatici raccolti.

In realtà i danesi già per legge possono raccogliere cibo dalle terre pubbliche come meglio credono. Così come hanno la facoltà di raccogliere frutta e verdura da proprietà private, purché si trovino su strade o sentieri.

Alla base, bisogna comunque dire, c’è una cultura di rispetto e condivisione (prendo una mela se ne ho voglia o se ho fame) e non di incetta e appropriazione (ne prendo a più non posso, magari prima che lo facciano gli altri). Alla base c’è un principio di bene comune, che è di tutti e serve a tutti, e per questo va rispettato, curato e conservato. Ma ancora più a monte ci sono scelte di salvaguardia ambientale radicali. E la Danimarca è uno dei primi Paesi al mondo impegnato in tal senso e orientato al “green totale”.

Certo, smog estremi, con “ingredienti” annessi, comuni a molte grandi città anche italiane, non farebbero per niente bene agli alberi da frutto, tanto meno a chi quei frutti dovesse mangiare. Sono già uno spettacolo al quanto triste quegli aranci piantati lungo alcune vie metropolitane, cupi e malaticci, i cui frutti scuri e “muffi” squacquerandosi sui marciapiedi costituiscono anche un pericolo.

Ma si potrebbe cominciare dai parchi cittadini, il cui ambiente dovrebbe essere almeno un po’ più salubre. E perché no, sulla base dell’app “Vild Mad” si potrebbe avviare una campagna sulla conoscenza e l’uso di erbe e piante che già spontaneamente la natura ci offre. E così, magari, approfittando di una gita fuori porta scopriremo che, oltre a rilassarci e passeggiare, per prati e boschi è possibile anche fare la spesa e forse impareremo a rispettare e custodire un po’ di più madre natura.

Continua la lettura

Ambiente

Giornata mondiale delle api

Il ruolo fondamentale delle api per la nostra sopravvivenza è in forte rischio

Collaboratori occasionali

Pubblicato

il

di Irene Morabito

Oggi è la giornata mondiale dedicata alle api, istituita dall’Onu per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della loro salvaguardia

Le api hanno un ruolo fondamentale per il mantenimento della biodiversità e per la conservazione della natura. Appunto in natura ogni animale e pianta assume una funzione importante per la conservazione dell’equilibrio dell’ecosistema a cui appartiene. Tra gli insetti impollinatori le api, trasportando il polline da un fiore all’altro, permettono lo sviluppo dei frutti e garantiscono la presenza di specie vegetali diverse fra loro, fattore essenziale per la salute della natura. Il contributo all’equilibrio della biodiversità è garantito dalla presenza di numerose specie di api diverse e in particolare dalle poco conosciute api selvatiche solitarie.

Le api contribuiscono per il 70% all’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e, quindi, al 35% della produzione di cibo a livello globale. L’84% delle specie vegetali coltivate nell’Unione Europea e gran parte della verdura e della frutta consumata, dipende dal lavoro delle api. 

L’aumento dell’inquinamento, l’uso di pesticidi e il cambiamento climatico sta mettendo in grave pericolo la vita di questi splendidi insetti. Il motivo per cui è stata dedicata loro una giornata mondiale, manifesta il notevole allarme per la loro sopravvivenza e l’inizio dell’azione per la loro salvaguardia. La loro mancanza diminuirebbe la biodiversità e porterebbe a un grave impoverimento botanico. La carenza dell’impollinazione produrrebbe conseguenze nefaste e devastanti sulla produzione alimentare. Basti pensare che la produzione agricola europea, grazie agli impollinatori, vale 15 miliardi di euro all’anno e che l’impollinazione artificiale è molto lenta e costosa.

Gli apicoltori purtroppo riscontrano di anno in anno la riduzione delle loro produzioni di miele e di arnie. Le api muoiono continuamente a causa dei pesticidi usati in agricoltura a base di neonicoitinoidi che fanno perdere l’orientamento alle api bottinatrici e impediscono loro di fare ritorno negli alveari.

Come possiamo agire per frenare questo futuro desolante? Innanzitutto essere coscienti che il problema è presente e peggiorerà se non facciamo subito qualcosa. Occorre stimolare le iniziative che promuovano l’agricoltura sostenibile, eliminando o riducendo le sostanze chimiche responsabili di danni all’ecosistema. Nel nostro piccolo possiamo rispettare ed amare questi preziosi insetti e non averne paura. Non si tratta di animali aggressivi, le api ricorrono a una puntura di difesa, per altro a loro fatale, solo nel caso in cui venissero aggredite. Dal momento che sono innocue, non bisogna utilizzare spray che risultano essere dannosi per noi e per l’ambiente. Nel caso si trovasse un nido di api, dato che la legge vieta l’uccisione di questi insetti, occorre chiamare un apicoltore di zona che si occupi di spostare in un luogo sicuro l’alveare.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) di quest’anno “Save Bees and Farmers! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano” è una proposta di direttiva europea popolare e verrà presentata al Parlamento Europeo se dovesse raggiungere un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’UE. Le richieste di questa iniziativa sono rivolte all’eliminazione dei pesticidi di sintesi dai campi entro il 2035 e a riportare a uno stato di funzionalità gli ecosistemi naturali nelle aree agricole, in modo da rendere l’agricoltura parte trainante del recupero della biodiversità.

L’ICE è promossa e sostenuta da circa 70 soggetti a livello europeo: associazioni di agricoltori, istituzioni scientifiche, movimenti di cittadini e Ong ambientaliste tra cui Pesticide Action Network (Pan) Europe e Friends of the Earth.

“L’obiettivo della raccolta di firme è di cambiare il modello agricolo e scegliere l’agroecologia di cui biologico e biodinamico sono gli esempi concreti più diffusi – aggiunge la Mammuccini, presidente di Federbio – Le api sono vere e proprie sentinelle dell’inquinamento ambientale: se le salviamo, salviamo anche la salute dei cittadini e di chi lavora la terra. Le molteplici crisi che stiamo attraversando a livello globale, da quella ambientale e climatica a quella sanitaria, sono facce della stessa medaglia, conseguenza in gran parte del nostro impatto sugli ecosistemi naturali che ci sta portando ad un’emergenza dietro l’altra. È urgente puntare al recupero degli ecosistemi e a superare un modello intensivo basato sull’uso dei pesticidi che mettono a rischio la sopravvivenza delle api e di tante altre specie. È questa la sfida principale per il futuro, e la recente costituzione di una rete europea dei centri di ricerca per un’agricoltura senza pesticidi è il segno più evidente che innovazione e ricerca stanno andando in questa direzione”.

Firma la petizione: https://www.savebeesandfarmers.eu/eng

Video da non perdere per capire quanto siano importanti le api per noi: https://www.youtube.com/watch?v=hdJNWjeyuBQ&feature=emb_logo

Continua la lettura
Advertisement

Facebook

Tweets

Siti partner

I più letti