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Società

Retake: la bellezza vince sulla rassegnazione

Daniele Sebastianelli

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Continua nelle nostre città l’opera dei volontari anti-degrado

Puliscono i quartieri da sporco e incuria restituendoli ai cittadini

Esistono molti modi per impegnarsi nel sociale. Uno di questi è non rassegnarsi al degrado delle nostre città. È così che nasce Retake, che, come spiega il sito dell’associazione, «è un movimento no profit…

 di Daniele Sebastianelli

Puliscono i quartieri da sporco e incuria restituendoli ai cittadini

Esistono molti modi per impegnarsi nel sociale. Uno di questi è non rassegnarsi al degrado delle nostre città. È così che nasce Retake, che, come spiega il sito dell’associazione, «è un movimento no profit che mira a ripulire Roma dal vandalismo di scritte sui muri, adesivi e sporcizia che devastano la città eterna». Sono giovani, uomini, donne, ragazzi, uniti dal desiderio di riconquistare al decoro gli spazi cittadini.

Un sistema semplice. Basta un gruppo di volontari in casacca blu e pochi attrezzi: una spatola, un secchio, degli acidi, della vernice e tanta voglia di fare. Esiste anche la guida del retaker che spiega al volontario dell’ultima ora come comportarsi e quali strumenti usare. Si comincia dal proprio quartiere, dalla propria strada, addirittura dal proprio condominio. Una volta organizzati si è pronti a compiere missioni più grandi.

A Roma – dove l’associazione è nata cinque anni fa – l’ultimo lavoro eseguito, il 24 gennaio scorso, è stata la “bonifica” di Largo di Torre Argentina. Un’area centrale, archeologica e storica di primaria importanza per la capitale. In questo caso il lavoro è stato coordinato di comune accordo con gli operatori Ama, una squadra di vigili urbani e gli operatori di Federalberghi Roma. Risultato? via gli adesivi da pali e semafori, sgombrati i rifiuti, strappate le locandine dai cassonetti, eliminati i manifesti abusivi sui muri, cancellate le scritte dei writers, riverniciati gli arredi.

 

Nata da un’intuizione e dalla buona volontà di un gruppo di amici che vivevano a Roma, Retake grazie a facebook si sta espandendo ed è arrivata a più di venti mila condivisioni. Ha esportato il proprio modello organizzativo in tante città italiane (Firenze, Milano, Torino, ecc.) e sta dimostrando di funzionare. Con grande soddisfazione delle amministrazioni locali. In fondo ciò che si fa è applicare il principio di sussidiarietà (art. 118 della Costituzione italiana). Non tocca solo allo Stato o alle istituzioni locali proteggere e valorizzare ciò che è patrimonio di tutti, ma è anche un compito primario della società civile che deve in qualche modo collaborare. Ciò permette, inoltre, ai comuni di risparmiare risorse per poterle investirle nella prevenzione degli atti vandalici – e della pura maleducazione – che risulta difficile da scoraggiare con i soli divieti.

Un fenomeno sociale contagioso. Aumentano gli iscritti e si moltiplicano anche le associazioni e i movimenti che sul territorio si impegnano in queste attività dando vita ad un circolo virtuoso che alimenta la responsabilità civile. Il 25 gennaio, ad esempio, l’associazione Trastevere attiva, a Roma, ha riportato a lucido piazza S. Cosimato, mentre a Firenze sono da tempo attivi Gli Angeli del bello. A testimonianza che la bellezza attrae e che il desiderio di veder valorizzati gli spazi pubblici è più forte della rassegnazione.

 

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Società

“Lo spirito del Tor” tra natura, solidarietà e accoglienza

Dal Gruppo Greenthesis progetto per la promozione complessiva della Val D’Aosta

Paolo Castiglia

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Grazie alla conoscenza del territorio, alla disponibilità della migliore tecnologia presente sul mercato, all’adozione di sistemi di gestione dei rifiuti consolidati e performanti, la sinergia tra tre realtà garantisce l’eccellenza del servizio e l’estrema cura dell’ambiente, presupposti fondamentali per la concreta attuazione dell’economia circolare.

Parliamo di EnVal, nata nel 2019 per rispondere alle linee guida del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, struttura che unisce appunto la professionalità di tre realtà imprenditoriali: il Gruppo Greenthesis, attraverso la propria società REA Dalmine, la Fratelli Ronc e la Cesaro Mac Import. Alla luce di questo spirito di amore per ambiente e territorialità, in cosa consiste il progetto che si è deciso di sponsorizzare? Cos’è “Lo spirito del TOR”?

Lo Spirito del Tor è un film indipendente nel quale viene raccontata l’avventura di Daniele Persico, atleta amatoriale, che si è imbarcato in un’audace impresa: terminare in solitaria il Tor des Géants, ovvero uno dei trail più duri al mondo (con i suoi 330km di tracciato che attraversa 34 diversi comuni per un dislivello complessivo positivo di 24.000 metri), entro 150 ore, come previsto da regolamento ufficiale.
Poiché, però, quest’anno il Tor des Géants non si è svolto a causa dei ben noti motivi sanitari di cui tutti sappiamo, Daniele Persico ha deciso di intraprendere l’impresa in solitaria, non avvalendosi come avviene nel Tour ufficiale dell’ordinaria assistenza, ma avendo soltanto un accompagnatore esperto durante le ore di buio. L’idea, la produzione e la comunicazione del documentario Lo Spirito del Tor, è il frutto del Babel Collective (www.babelcollective.it).

Nel documentario Daniele, ingegnere di Bergamo con la passione della natura, attraversando in lungo e in largo la Val D’Aosta mostra come la solidarietà e l’accoglienza valdostani siano veramente grandi e capaci di scaldare il cuore: tante persone che hanno aperto le porte delle loro case per mettersi a disposizioni degli atleti che affrontano questo percorso così bello e accidentato.. Il team che lo ha seguito, oltre al supporto delle comunità locali e a quello di Lifegate (media partner dell’impresa), è stato fondamentale per raggiungere l’obiettivo prefissato, che non era solo compiere, appunto, una grande prova fisica, ma soprattutto quello di far emergere le piccole comunità montane locali. Il documentario si fa portavoce sia del senso di appartenenza alla Valle D’Aosta sia dello spirito solidaristico delle persone che la abitano, sia dell’immenso amore per i paesaggi e la bellezza incontaminata di questi luoghi, che fanno di questa regione una delle più intriganti d’Italia.

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Società

La crisi in Libia è drammatica anche socialmente

Da poche settimane eletto il nuovo Consiglio presidenziale ma la drammatica fuga dei disperati in mare non si ferma

Paolo Castiglia

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Da poche settimane è stato eletto il nuovo Consiglio presidenziale libico, e la Libia, per mille motivi – per certi versi storici ma per altri più attuali e molto stringenti, vedi emigrazione – è Paese decisivo per l’Italia e per il suo rapporto col Mediterraneo.

Un punto della situazione su questa vicenda, che ha ricadute importantissime sia politiche sia sociali in tutto l’ex Mare Nostrum, lo facciamo attraverso le recenti dichiarazioni dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, esperto di politica internazionale, già Capo di Stato Maggiore della Marina e attualmente titolare di una Cattedra di International Security alla Webster University di Ginevra.

Sulla questione libica, De Giorgi spiega che “l’Onu puntava su due nomi, il ministro dell’Interno Fathi Bashaga insieme ad Aquila Saleh tra i candidati a Presidente del Consiglio. L’elezione però è ricaduta su Mohammad Menfi come Presidente del Consiglio e su Abdul Hamid Dbeibah come Primo Ministro. Sono loro che dovranno, almeno questo è il mandato ufficiale, guidare la Libia fino alle elezioni del prossimo 24 dicembre”.
L’Onu ha ufficialmente salutato con favore questo governo di transizione, non si può certo dire che sia stato un successo per l’Organizzazione delle nazioni unite.

Sempre secondo il nostro esperto di questioni politiche internazionali, ci troviamo quindi in una situazione di ulteriore instabilità e di assoluta incertezza “in tutto il Nord Africa dal quale si continua a fuggire: negli scorsi giorni si sono riversate in mare più di 1,500 persone, di cui 1.000 dalla sola Libia, disperati che cercano di abbandonare il proprio Paese o le carceri in cui sono detenuti in condizioni di totale violazione dei diritti umani”. L’Ocean Viking, di Sos Mediterranée, ha infatti soccorso 121 persone da un gommone a 30 miglia nautiche da Al Khoms, in maggioranza donne e minori, di cui ben 55 non accompagnati. L’82% di migranti minori sono appunto non accompagnati.

“E pensare che ben 700 di queste persone – approfondisce De Giorgi – come ha reso noto l’Unhcr, siano state riportate in Libia è sconvolgente. Anche perché, ricordiamo sempre che la Libia non è e non può essere considerata un porto sicuro. Se leggiamo le dichiarazioni rilasciate da SOS Mediterranée ci troviamo, ancora una volta, di fronte a racconti di atrocità, tanto che anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha chiesto a gran voce che venga smantellato il sistema di detenzione arbitraria libico e che siano con urgenza fornite alternative sicure e praticabili”.

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Società

Rotary Club Arezzo: donate borsette porta drenaggi post-operator

Uno stock di tracolle consegnate al reparto di senologia del’Ospedale San Donato

Paolo Castiglia

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In questo tempo di pandemia moltiplica il suo impegno di Club service, e su un terreno molto concreto fortemente orientato, vista l’emergenza, verso gli ambienti della Sanità.

Ultima tappa temporale di questo impegno da parte del Rotary Club Arezzo è stata oggi, 25 febbraio, la consegna di borsette porta drenaggi post-operatori al responsabile del reparto di senologia del San Donato di Arezzo, Tommaso Amato alla presenza di Marco De Prizio primario di chirurgia.
L’offerta è stata effettuata dal presidente del Rotary Club Arezzo, Franco Lelli, insieme ad una delegazione di soci e alle presidenti dei due club femminili Inner wheel Arezzo e Toscana per Europa.

“Proseguiamo in impegni di questo tipo che il nostro Club effettua – ha spiegato Lelli – e in questo caso abbiamo donato una prima trentina di queste piccole tracolle funzionali, e in un certo modo eleganti, che consentono alle donne in dimissione ospedaliera, che hanno bisogno di avere con loro il piccolo macchinario per il drenaggio, di poterlo portare con sé in maniera comoda e discreta. Presto arriveranno molte altre di queste borsette e le metteremo ancora e disposizione del San Donato”.

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