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PARTITE TRUCCATE IN LEGA PRO E SERIE D

Collaboratori occasionali

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Il mondo del calcio italiano continua a far parlare di sé in  negativo con conseguenze che possono risultare devastanti per tutto il movimento…

di Gabriele Malvestiti

Il mondo del calcio italiano continua a far parlare di sé in  negativo con conseguenze che possono risultare devastanti per tutto il movimento.  La scorsa notte è partita l’operazione della Polizia di Stato, denominata  “Dirty Soccer”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato a circa 50 fermi tra calciatori, dirigenti e presidenti di club di squadre di Lega Pro e serie D. Arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia. Il provvedimento di fermo, di oltre 1000 pagine, delinea una rete di personaggi, appartenenti a due distinte organizzazioni criminali, attive nella combine di circa 80 incontri dei campionati di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti finalizzate alla vittoria del campionato di alcune società, quali Neapolis e Brindisi, oltre che per lucrare sulle scommesse. L’accusa è di associazione a delinquere, finalizzata alla frode sportiva. Per alcuni indagati vengono contestate anche le aggravanti mafiose e transnazionali. Sono quasi 50 “insospettabili”, da Trento ad Agrigento, che decidevano chi perdeva e chi vinceva  a dispetto delle persone che  andavano allo stadio pensando di assistere ad un incontro onesto tra la squadra del loro cuore e quella degli avversari. Ma non era così. Era tutto truccato per consentire agli stessi calciatori, presidenti, allenatori e scommettitori di guadagnare milioni e milioni di euro corrompendo tutti. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro diretta dal Procuratore Antonino Lombardi e dagli uomini dello Sco (Servizio Centrale Operativo della Polizia ) coordinati da Renato Cortese, che hanno individuato ed in parte arrestato  i protagonisti di questa squallida vicenda. In galera sono finiti oltre 15 calciatori, 6 presidenti di società sportive 8 dirigenti sportivi, allenatori, direttori generali, 10 “finanziatori” (scommettitori italiani, maltesi, del Kazakistan, della Russia, cinesi e serbi).  “L’operazione ci dà grande soddisfazione – ha puntualizzato il direttore del servizio centrale operativo Renato Cortese –  per il brillante risultato conseguito nel contrasto a clan della ‘ndrangheta che conferma come la ramificazione della criminalita’ organizzata abbia raggiunto livelli esorbitanti non solo nei settori criminali, ma anche nel mondo dello sport. Dall’altra parte non si può nascondere l’amarezza per intere generazioni di tifosi e appassionati nel leggere come alcuni protagonisti del calcio abbiano mortificato le speranze proprie di chi crede nei valori dello sport”.

“Esiste un sottobosco di sportivi  – ha continuato Ruperti – che si vendono anche per 5mila euro. Agli indagati viene contestata non solo la frode sportiva, sanzionata dall’ottobre 2014 con una pena fino a nove anni, ma anche la truffa a danno degli scommettitori onesti, di chi ha acquistato il biglietto delle partite allo stadio, della squadra avversaria e di tutti i bambini che sognano di emulare i gesti dei loro idoli. I soggetti coinvolti si conoscono tutti tra di loro e la combine si estende anche ad altri campionati, coinvolgendo società come il Brindisi che ora stanno disputando i play off.  Alcuni degli indagati hanno giocato anche sulla serie A cinese e indovinato set per set le partite di tennis in Quatar. Abbiamo riscontrato delle possibili mire espansionistiche anche sulla serie B, ma al momento non ne abbiamo individuato il preciso contatto. In questi casi la quota dell’offerta saliva da 40-50mila euro a 100-150mila euro. Altri indagati hanno ricevuto l’avviso di garanzia e le indagini sono ancora aperte”. Una situazione incredibile che testimonia ulteriormente di come si possa determinare l’esito di una partita approfittando di un entroterra dove evidentemente c’è la possibilità di intervenire quasi a botta sicura visto che molte società di Lega Pro e serie D hanno difficoltà gestionali piuttosto consistenti e già a metà stagione non sono più in grado di far quadrare i conti. Un terreno fertile quindi per la criminalità organizzata che ha potuto quindi sviluppare tutti i meccanismi per gestire le scommesse su partite dei campionati minori con un giro di affari molto consistente e remunerativo. Per fortuna la Procura della Repubblica di Catanzaro ha potuto indagare a tappeto riuscendo a smascherare questa organizzazione criminosa che ha portato ulteriore discredito al mondo del calcio. Il procuratore federale Palazzi ha chiesto di conoscere le carte dell’inchiesta per promuovere a sua volta un eventuale deferimento delle società e delle persone coinvolte. La speranza è che tutto possa emergere con chiarezza e che i colpevoli,  una volta per tutte vengano colpiti senza se e senza ma.  Chi risultasse colpevole deve essere radiato dal mondo del calcio e le società coinvolte devono pagare a duro prezzo ciò che hanno commesso. E’assolutamente l’unico criterio che si può adottare per fare pulizia una volta per tutte riportando il calcio ad essere uno sport credibile a tutte le latitudini…

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La crisi in Libia è drammatica anche socialmente

Da poche settimane eletto il nuovo Consiglio presidenziale ma la drammatica fuga dei disperati in mare non si ferma

Paolo Castiglia

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Da poche settimane è stato eletto il nuovo Consiglio presidenziale libico, e la Libia, per mille motivi – per certi versi storici ma per altri più attuali e molto stringenti, vedi emigrazione – è Paese decisivo per l’Italia e per il suo rapporto col Mediterraneo.

Un punto della situazione su questa vicenda, che ha ricadute importantissime sia politiche sia sociali in tutto l’ex Mare Nostrum, lo facciamo attraverso le recenti dichiarazioni dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, esperto di politica internazionale, già Capo di Stato Maggiore della Marina e attualmente titolare di una Cattedra di International Security alla Webster University di Ginevra.

Sulla questione libica, De Giorgi spiega che “l’Onu puntava su due nomi, il ministro dell’Interno Fathi Bashaga insieme ad Aquila Saleh tra i candidati a Presidente del Consiglio. L’elezione però è ricaduta su Mohammad Menfi come Presidente del Consiglio e su Abdul Hamid Dbeibah come Primo Ministro. Sono loro che dovranno, almeno questo è il mandato ufficiale, guidare la Libia fino alle elezioni del prossimo 24 dicembre”.
L’Onu ha ufficialmente salutato con favore questo governo di transizione, non si può certo dire che sia stato un successo per l’Organizzazione delle nazioni unite.

Sempre secondo il nostro esperto di questioni politiche internazionali, ci troviamo quindi in una situazione di ulteriore instabilità e di assoluta incertezza “in tutto il Nord Africa dal quale si continua a fuggire: negli scorsi giorni si sono riversate in mare più di 1,500 persone, di cui 1.000 dalla sola Libia, disperati che cercano di abbandonare il proprio Paese o le carceri in cui sono detenuti in condizioni di totale violazione dei diritti umani”. L’Ocean Viking, di Sos Mediterranée, ha infatti soccorso 121 persone da un gommone a 30 miglia nautiche da Al Khoms, in maggioranza donne e minori, di cui ben 55 non accompagnati. L’82% di migranti minori sono appunto non accompagnati.

“E pensare che ben 700 di queste persone – approfondisce De Giorgi – come ha reso noto l’Unhcr, siano state riportate in Libia è sconvolgente. Anche perché, ricordiamo sempre che la Libia non è e non può essere considerata un porto sicuro. Se leggiamo le dichiarazioni rilasciate da SOS Mediterranée ci troviamo, ancora una volta, di fronte a racconti di atrocità, tanto che anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha chiesto a gran voce che venga smantellato il sistema di detenzione arbitraria libico e che siano con urgenza fornite alternative sicure e praticabili”.

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Rotary Club Arezzo: donate borsette porta drenaggi post-operator

Uno stock di tracolle consegnate al reparto di senologia del’Ospedale San Donato

Paolo Castiglia

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In questo tempo di pandemia moltiplica il suo impegno di Club service, e su un terreno molto concreto fortemente orientato, vista l’emergenza, verso gli ambienti della Sanità.

Ultima tappa temporale di questo impegno da parte del Rotary Club Arezzo è stata oggi, 25 febbraio, la consegna di borsette porta drenaggi post-operatori al responsabile del reparto di senologia del San Donato di Arezzo, Tommaso Amato alla presenza di Marco De Prizio primario di chirurgia.
L’offerta è stata effettuata dal presidente del Rotary Club Arezzo, Franco Lelli, insieme ad una delegazione di soci e alle presidenti dei due club femminili Inner wheel Arezzo e Toscana per Europa.

“Proseguiamo in impegni di questo tipo che il nostro Club effettua – ha spiegato Lelli – e in questo caso abbiamo donato una prima trentina di queste piccole tracolle funzionali, e in un certo modo eleganti, che consentono alle donne in dimissione ospedaliera, che hanno bisogno di avere con loro il piccolo macchinario per il drenaggio, di poterlo portare con sé in maniera comoda e discreta. Presto arriveranno molte altre di queste borsette e le metteremo ancora e disposizione del San Donato”.

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Credere nelle teorie del complotto è correlato al rischio di depressione e suicidio tra i giovani

Uno studio condotto in Grecia tra studenti universitari mette in correlazione lo sviluppo di depressione e il credere alle teorie del complotto.

Marco Matteoli

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Successivamente l’oubreak del CoViD-19, molti studenti universitari hanno cambiato radicalmente il loro stile di vita, soprattutto dal punto di vista sociale, concentrando la propria socialità in non-luoghi come i social netwok. Questa condizione di alienazione ha contribuito all’incremento di sensazioni di paura, angoscia, stress, e incapacità di vedere il proprio futuro. In Italia nell’ultimo anno il tasso dei suicidi tra i giovani è aumentato del 20%, diventando la seconda causa di morte in questa fascia di popolazione (10-25 anni), Inoltre tra il 2009 e 2020  l’ideazione suicidaria  è passata dal 10% all’80% , mentre dal 2019 i casi di tentato suicidio sono aumentati del 121% e i gesti autolesivi sono aumentati del 84%.

Uno studio condotto in Grecia tra Aprile e Maggio 2020, durante il periodo di lockdown, tra giovani adulti universitari, ha confermato che il 65% del campione ha sperimentato sensazioni di ansia, mentre il 12% depressione maggiore. Le donne di questo studio hanno mostrato un rischio doppio di sviluppare depressione al confronto con i maschi, e una storia di tentativi di suicidio 5.7 volte superiore durante il periodo di lockdown.

All’interno di questo campione, il 68% degli intervistati ha confermato di credere nelle teorie del complotto collegate dal CoViD, questo dato, analizzato mediante l’analisi della varianza (ANOVA) ha suggerito che c’è una correlazione significativa tra coloro che credono nelle teorie del complotto e coloro che hanno sperimentato depressione.

Questi dati, in accordo con la letteratura scientifica, confermano una correlazione tra la vulnerabilità al credere alle teorie del complotto e la presenza di depressione e distress tra i giovani.

Tuttavia la correlazione tra eventi non implica necessariamente la causalità tra di essi, dunque il credere alle teorie del complotto è molto più probabilmente attribuibile a strategie di copying per fronteggiare le condizioni di ansia, depressione e perdita di speranza, più che la causa di esse.

Fonti:

– Patsali ME, Mousa DV, Papadopoulou EVK, Papadopoulou KKK, Kaparounaki CK, Diakogiannis I, Fountoulakis KN. University students’ changes in mental health status and determinants of behavior during the COVID-19 lockdown in Greece. Psychiatry Res. 2020

– Wise J. Covid-19: Suicidal thoughts increased in young adults during lockdown, UK study finds. BMJ. 2020

– Freyler, A., Simor, P., Szemerszky, R., Szabolcs, Z., Koteles, F., 2019. Modern health

worries in patients with affective disorders. A pilot study. – https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/02/04/news/chiusi-in-casa-zero-scuola-e-genitori-ostili-boom-di-adolescenti-che-tentano-il-suicidio-1.39856996

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