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Cultura

Alla scoperta del “Joker” delle origini

Il 03 ottobre arriverà nelle sale cinematografiche italiane “Joker”, film del regista Todd Phillips: un tuffo nella psicologia di uno dei villain più cattivi nella storia dei fumetti.

Marco Matteoli

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Vincitore del Leone d’oro al miglior film alla Mostra internazionale d’arte cinematografica del 2019, premio Soundtrack Stars a Hildur Guðnadóttir, premio Fanheart3 al miglior film; dopo diversi anni di film a trame interconnesse, come il crossover Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) la Warner e la DC Films nell’agosto del 2017 hanno annunciato che lo sviluppo del film Joker sarebbe stato in solitaria.

Todd Phillips, regista noto fino a questo momento come autore di commedie (per esempio la trilogia di “una notte da leoni”), ha dichiarato sin da subito che il suo Joker sarà raccontato in maniera diversa rispetto a come lo è sempre stato fino ad ora. Il film esplorerà la storia e la psicologia del noto antieroe nato dalla collaborazione di Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson nel 1940. Un film girato con un budget bassissimo rispetto quello usato nei cinecomics (attorno ai 55 milioni di dollari), proprio per differenziarsi anche dal punto di vista produttivo e concentrarsi più sugli aspetti psicologici e sullo spessore del personaggio che non su effetti speciali o esplosioni mirabolanti.

Joaquin Phoenix in questo film interpreta i panni di Arthur Fleck, clown di giorno e cabarettista fallito di notte, un personaggio affetto da un disturbo dell’umore che lo fa scoppiare in risate isteriche quando è sottoposto a stress emotivi. Un personaggio debole, malato, che nella Gotham degli anni settanta viene umiliato, deriso ed emarginato. Come in ogni viaggio dell’eroe, anche in quello di questo antieroe arriva il momento in cui gli equilibri si rompono e una rivolta improvvisa e violenta risveglia qualcosa di più grande di lui.

Gotham diventa la versione distopica della New York violenta degli anni Settanta, ma anche delle metropoli odierne, in questo contesto, il personaggio del Joker mette in parallelo i problemi di Gotham con quelli che affliggono il mondo contemporaneo. Joker diventa un agente del caos, pensiero già presente in quello interpretato da Heath Ledger nel Cavaliere Oscuro, all’interno di un contesto sociale pervasivamente violento, nel quale però il Joker non è davvero un leader.

L’anteprima del film è stata presentata il 31 agosto 2019 alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e verrà distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 4 ottobre 2019, mentre in quelle italiane dal giorno precedente.  La visione del film è stata vietata ai minori di 17 anni negli Stati Uniti a causa di «comportamenti inquietanti, violenza, linguaggio scurrile e contenuti sessuali».

Cultura

Grazie Gianni, buon compleanno! Un abbraccio da tutti i bambini del mondo!

I 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari: La storia celebra il genio della letteratura per l’infanzia.

Daniele Sebastianelli

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(dedicato a Giorgio Diamanti, profondo conoscitore di Rodari e suo amico)

Ricorre quest’anno il centesimo anniversario della nascita di Gianni Rodari, indiscusso genio italiano della letteratura per l’infanzia. Nato il 23 ottobre 1920 sul lago d’Orta, in Piemonte, ha segnato il secolo scorso e continua, inesorabilmente, e lasciare la sua impronta ancora oggi nel mondo della letteratura per ragazzi e soprattutto nell’educazione alla lettura che con lui ha trovato un canale privilegiato e sicuro.

Prima maestro elementare, poi scrittore, ha cresciuto e saziato generazioni di ragazzi investendo su ciò che è loro più congeniale: la fantasia. Una creatività che lo ha spinto non solo a scrivere innumerevoli libri ma, si può dire, ad impostare un metodo capace di affascinare l’animo dei più giovani ( e degli adulti) trasmettendo la passione per le storie, il racconto, l’amore per la lettura.

Ed è forse questa la sua maggiore eredità. Al di là della sterminata bibliografia che ha lasciato nel panorama culturale e letterario italiano ed internazionale (ricordiamoci che Rodari, oltre a maestro elementare, fu anche un giornalista molto proficuo), ciò che più ha inciso è l’aver insegnato a generazioni intere il piacere di leggere. La scoperta di trovarsi davanti un libro per immergersi in ciò che di più formativo rappresenta per i ragazzi. Piantando nei cuori i germogli di un’attitudine che se ben indirizzata può solo sbocciare per generare a sua volta.

Memorabili furono le sue parole per la chiusura dell’Anno del bambino del 1979: «Sono molto impressionato e anche un po’ spaventato per la straordinaria occasione che mi viene data di parlare addirittura per i posteri. Non sono tanto presuntuoso da immaginare che essi, gli uomini di domani, possano conservare qualche ricordo di me. Conto già così poco in questo secolo, non mi illudo di contare qualcosa nel secolo per me venturo, in cui voi vivete. Fate conto che vi scrive un qualunque nonno, o bisnonno, un anonimo antenato, per dirvi molto semplicemente:

Cari amici, sono contento che il mondo continui dopo di me, dopo di noi, smentendo gli uomini, le classi, i popoli che oggi vivessero il loro tramonto e lo interpretassero non come un segnale della loro fine, ma un segnale della fine del mondo.

Giudicateci con indulgenza. Analizzate lealmente i nostri errori per cercare di non ripeterli. Servitevi di noi per essere migliori di noi, per costruire un mondo migliore del nostro, più pacifico, più giusto, più libero: un mondo che non abbia bisogno di indire un “anno del bambino” per ricordare a tutti che milioni di bambini muoiono di fame – nel quale ogni anno sia l’anno del bambino e ogni giorno di quell’anno, e ogni ora di quel giorno.

Ricordateci, se potete, con umano amore: siamo la terra che ha nutrito le vostre radici, innaffiate da tutte le lacrime del nostro tempo. siamo lo spessore che sostiene i vostri passi e l’aria che sostiene i vostri voli!

Questo è del resto ciò che penso davanti ad ogni bambino, vivente rappresentante dei posteri. E ad ogni bambino auguro di poter diventare ciò che spera, di realizzare completamente se stesso, aiutando ogni simile ad avere una vita piena e felice».

Morì prematuramente a 59 anni nel 1980 per un collasso cardiaco. Di lui disse, allora, un bambino di 9 anni, Massimiliano: «…La sua morte non ci deve scoraggiare; dobbiamo continuare a fare quello che lui stava facendo, cioè fare del mondo UNA FAVOLA DI PACE . E la pace si ottiene col piacere di essere amici».

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Cultura

Grande successo per la sfilata IRIS Milan, Fashion Week al 55 Milano

Post Covid nel segno della moda
da rilanciare con la comunicazione globale

Paolo Castiglia

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Un grande successo e un premio alla carriera per la organizzatrice e mente di tutto, Irina Tirdea. E quello che è successo nella serata di mercoledì 23 durante la sfilata di moda IRIS Milan Fashion Week A/I 2020, presso il locale 55 Milano “Una risposta di rilancio in questo momento difficile per tutti, questo post covid che poi tanto ‘post’ non è” spiega la stessa Tirdea, che ha voluto presentare questa serata dove è stato possibile trovare una mostra d’arte e musica live.

Secondo logiche di comunicazione complessiva, non poteva mancare la cucina con degustazioni di Vino Open Wine, e il tutto con shooting nel segno dell’eleganza e le interviste ai partecipanti. Motore e cuore pulsante di tutto ciò, l’entusiasmo professionale proprio di Irina Tirdea, leader di questa che si presenta come una strategica iniziativa di comunicazione e promozione culturale, oltre che di marketing editoriale per il settore moda: “Il nostro progetto – ha spiegato la stessa Tirdea – è trasformare di fatto il marketing in comunicazione pura e evento culturale, anche con un canale Tv, in perfetto assetto giornalistico, dedicato a questo, e anche con un’Accademia dello Stile, oltre che con numerosi spazi social e internettiani, dove dare appunto lezioni di stile nel segno della grande moda italiana da rilanciare”.

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Cultura

Dentro. Bonvissuto

Fabiana Simonelli

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