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Benessere

Alimentazione nuova per il bene del Pianeta

Importante adattare il nostro rapporto col cibo per difendere l’ambiente

Monica Splendori

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Gli obbiettivi della politica europea di sicurezza alimentare sono duplici: proteggere la salute umana e gli interessi dei consumatori e favorire il corretto funzionamento del mercato unico europeo. Di conseguenza, l’Unione europea provvede affinché siano definite e rispettate norme di controllo nei settori dell’igiene, della salute animale. Ma come si possono attuare? 

Molte le ipotesi  che sono state in passato prese in forte considerazione da decreti europei e normative Internazionali, quali: un Parere del Comitato economico e sociale europeo sul promuovere un’alimentazione sana e sostenibile nell’Ue, Decisione plenaria 12/07/2018, art. 29 paragrafo 2. E anche gli  articoli 43 e 114, 168, paragrafo 4, e art 169 del Trattato sul funzionamento dell’UE solo per citarne alcuni,

L’adozione concreta di questi provvedimenti presuppone che, di fondo,  chi si occupa di economia alimentare  – sia questi semplicemente un genitore, ma sopratutto un ministro  – deve avere a cuore il problema e lavorare perché cambi l’offerta di cibo, poi la domanda di conseguenza anche lo stile di vita.

Viviamo in una società afflitta dall’obesità, in Europa ma anche nel resto del mondo, dove questa patologia è in crescita, dovuta in primis alla scarsa educazione alimentare  e all’utilizzo di prodotti per niente salutari, ma di basso costo accessibile alle classi povere. 

Zuccheri, olio di Palma, esaltatori di sapidità monolitici, sono parte integrante di alcuni prodotti alimentari di uso comune: pensiamo a chi si alimenta quotidianamente nei Fast Food  ormai diffusi ovunque. L’alimentazione, oltre che sulla nostra salute,  influisce anche sull’ambiente, visto che  per soddisfare il fabbisogno dei prodotti,si modificano i territori, per lasciare spazio alle coltivazioni di soia, olio di palma, e via di seguito si distruggono foreste.

Occorre dire poi che, favorendo il consumo prodotti già pronti, si produce materiale plastico, che si riversa nell’ambiente, visto che ormai lo spreco è consuetudine.

Potrebbe però esserci presto una grande svolta se ci sarà attenzione e impegno, in questo senso, proprio da parte di chi produce e commercializza generi alimentari: la Grande Distribuzione deve essere parte primaria di questo cambiamento, magari con agevolazioni da parte dei governi, per promuovere prodotti più sani per noi per la nostra Madre Terra. (segue)

Benessere

Le Farmacie pronte al ritorno alla gestione completa del Cup

Dopo la ‘guerra di trincea’ combattuta contro il Covid-19

Paolo Castiglia

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“Sempre in prima linea come punta avanzata sul territorio del Servizio Sanitario Nazionale, e ora, dopo la ‘guerra di trincea’ combattuta contro il corona virus, siamo pronti al ritorno alla gestione del Cup e attendiamo il via libera regionale alla sperimentazione effettiva della riforma che ci porterà alla realizzazione della tanto attesa Farmacia dei Servizi, strumento fondamentale a servizio dei cittadini”.

Sono parole del presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, che, proprio a proposito del Cup, spiega che “le Farmacie Private di Federfarma di tutta la Provincia di Arezzo sono state sempre per la gran parte – di fatto l’80 per cento delle circa 100 farmacie private aretine –  operative e a disposizione dei cittadini per la gestione dei Cup, quindi per la prenotazione, la disdetta o lo spostamento di visite specialistiche ed esami strumentali e diagnostici, oltre che per il pagamento dei ticket per le prestazioni ricevute e l’attivazione delle tessere sanitarie TSE”.

“Passa dalle nostre Farmacie – spiega ancora Giotti – circa il 40% di tutte le prenotazioni per le visite specialistiche, e riattivare il collegamento diretto con il servizio sanitario permetterà ai nostri utenti-pazienti di conoscere in tempo reale la disponibilità di posti, la sede in cui verrà erogata la prestazione, e la data e l’ora fissate per l’appuntamento. Il tutto con la stampa di un documento che accerterà la prenotazione e l’eventuale pagamento del relativo ticket”.

“Il servizio Cup delle Farmacia  – spiega Giotti – è ripreso dai primi di giugno su invito e richiesta concordata con la Direzione Generale della Asl Toscana Sud-Est per ora limitato alle sole richieste di prestazioni urgenti (U) e a breve termine entro 10 giorni (B), favorendo lo smaltimento delle prestazioni pregresse ancora da evadere gradualmente da parte delle strutture della ASL che si sono accumulate durante il lockdown pandemico. La Direzione Generale della ASL ci ha recentemente comunicato che la piena attività del CUP riprenderà a pieno regime, se pur gradualmente, dalla metà di Giugno”.

“La riattivazione completa del Cup  – approfondisce Giotti – rappresenta quindi il primo passaggio per la graduale ripresa anche dei servizi socio-sanitari offerti dalle Farmacie dopo la gestione, professionale e attenta e socialmente consapevole, dell’epidemia che sta pian piano rallentando di intensità.

“La Farmacia infatti – afferma ancora il presidente – proprio nel pieno della crisi, ha confermato ogni giorno, affrontando la grave emergenza sanitaria, il proprio compito come presidio territoriale sempre aperto ed accessibile e quindi indispensabile del Servizio Sanitario. Tutto ciò ha rappresentato e rappresenta anche un ulteriore esempio del ruolo fondamentale e crescente che le Farmacie Private, e i professionisti della salute che sono anche i Farmacisti, rivestono garantendo ai nostri utenti-pazienti risposte professionali e concrete su tutti il territorio provinciale in modo capillare, anche di fronte alla seria minaccia per la nostra salute che abbiamo vissuto nei mesi scorsi, anche per l’ irreperibilità e la mancanza dei Dispositivi di Protezione Individuale da parte dei colleghi, alcuni dei quali si sono ammalati gravemente ed, a livello Nazionale, si sono registrati purtroppo diversi decessi”.

Per tutto ciò premesso, quindi, il presidente di Federfarma Arezzo chiede con forza “l’avvio della sperimentazione della Farmacia dei Servizi che era stato fermato a seguito dell’emergenza Covid19, emergenza che ha confermato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, il ruolo decisivo della Farmacia stessa come avamposto di prossimità sul territorio del Servizio Sanitario Nazionale”.

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Benessere

Resta a casa, ci pensiamo noi

Una attività della Croce Rossa Italiana a favore delle persone anziane, immunodepresse o affette da patologie croniche

Marco Matteoli

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Gli aggiornamenti ufficiali della protezione civile (16 Marzo 2020 ore 18.00) circa la situazione della pandemia da CoViD-19 in Italia appaiono come un bollettino di guerra:

35713 i casi totali, le persone attualmente positive sono 28710, 2978 deceduti e 4025 guariti.
Tra i 28710 positivi:

12090 si trovano in isolamento domiciliare
14363 ricoverati con sintomi
2257 in terapia intensiva

Per far fronte a questa epidemia, la strategia adottata è stata la quarantena e la “sospensione” transitoria della libertà di movimento, necessaria per la tutela della salute pubblica. Al fine di garantire la sussistenza base ai cittadini maggiormente vulnerabili, nella città di Roma, la Croce Rossa Italiana ha attivata il servizio “resta a casa, ci pensiamo noi”, un servizio indirizzato a tutti i cittadini soli, e non in grado di provvedere a loro stessi per quanto concerne il rifornimento di farmaci ed alimenti.

All’interno del territorio corrispondente i municipi 13 e 14 di Roma (Roma nord-ovest), con la collaborazione dei medici di base, delle farmacie e dei punti vendita del territorio, la croce rossa rifornisce la popolazione di generi alimentari e farmaci attraverso questa misura straordinaria. I volontari garantiscono l’identificazione personale, il rispetto delle procedure igieniche circa il trasporto di generi alimentari e il rispetto delle norme di sicurezza come da DPCM attuale.

Per poter usufruire del servizio, è sufficiente contattare, dalle ore 10.00 alle ore 18.00  il numero 06.81177229, oppure il 3200460497 per i cittadini residenti nei municipi 13 e 14, mentre per le altre aree di Roma il numero da comporre è 800065510.

Questo servizio è stato notato anche dalla Croce Rossa Americana, che sul proprio account Instagram esalta il lavoro dei volontari:

“Volontari italiani aiutano nella tutela della vita portando medicine a casa delle persone vulnerabili ed isolate. L’Italia è il Paese europeo maggiormente coinvolto dalla pandemia CoViD19, con oltre 27000 casi diagnosticati fino ad ora.  Questo servizio è rivolto alle persone di età superiore a 65 anni, disabili o affetti da sintomi del nuovo coronavirus (in quarantena a casa)”

Per aggiornamenti ufficiali circa la situazione Coronavirus:

http://www.salute.gov.it/portale/malattieinfettive/dettaglioFaqMalattieInfettive.jsp

https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reportshttps://www.ecdc.europa.eu/en/novel-coronavirus-chinahttp://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp

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Benessere

Sostanze allucinogene per combattere ansia e depressione

Secondo un articolo del Journal of Contextual Behavioural Science la somministrazione controllata di sostanze psichedeliche può aumentare la flessibilità psicologica e ridurre sintomi come depressione e ansia

Marco Matteoli

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La ricerca ha dimostrato che gli psichedelici somministrati durante le sedute di psicoterapia possono aiutare le persone con depressione e ansia, tuttavia i meccanismi alla base di ciò non sono ancora completamente chiari.

Premesso che parliamo di un utilizzo controllato all’interno di un percorso psicoterapico condotto da professionisti, l’autore dello studio Alan K. Davis, assistente professore presso la Ohio State University riporta quanto segue: “nuove evidenze supportano la possibilità che la teoria della flessibilità psicologica potrebbe accompagnare la pratica clinica di psicoterapia con l’utilizzo di sostanze con effetto psichedelico”.
“Abbiamo condotto questo studio per testare la teoria secondo cui gli psichedelici aumenterebbero la flessibilità psicologica di una persona e che tali cambiamenti sarebbero associati a miglioramenti nella sua condizione di depressione / ansia”.

La flessibilità psicologica definisce la capacità di connettersi con il momento presente e gestire i propri sentimenti. Le persone con un alto grado di flessibilità psicologica tendono a non essere d’accordo con affermazioni rigide come “temo di non essere in grado di controllare le mie preoccupazioni e sentimenti” e “i miei ricordi dolorosi mi impediscono di avere una vita appagante”.
I ricercatori hanno esaminato 2.120 persone che avevano fatto uso di farmaci psichedelici, come psilocibina, LSD o DMT. Di questo campione, 985 partecipanti hanno indicato di aver vissuto una esperienza psichedelica che ha modificato loro lo stato di ansia o depressione, con intuizioni psicologiche significative e tendevano a riferire una maggiore flessibilità psicologica dopo l’esperienza.

 “La flessibilità psicologica riguarda l’essere aperti alle proprie esperienze momento per momento, essere presenti nella propria vita e fare ciò che conta di fronte a barriere oppure a ostacoli, compresi quelli emotivi” ha detto Davis a PsyPost. “Dovremmo considerare di applicare questo approccio terapeutico alla psicoterapia al fine di massimizzare i possibili effetti positivi del trattamento.”
Lo studio rappresenta solo un primo passo per comprendere queste relazioni, ha aggiunto Davis. “Dobbiamo condurre studi a lungo termine in ambienti di laboratorio al fine di stabilire ulteriormente questa teoria”.

È importante, anche se ovvio, sottolineare il fatto che lo studio non esorta all’utilizzo ludico di sostanze allucinogene ma, come già evidenziato in apertura, fa riferimento a un utilizzo controllato all’interno di un percorso psicoterapico condotto da professionisti. L’utilizzo sconsiderato di sostanze allucinogene, infatti, come LSD, Psilocibina o Mescalina può causare, in soggetti vulnerabili, turbe psichiche e stati ansiosi tali da poter portare, addirittura, il paziente al suicidio.

FONTE

Davis, A., Barrett, F. and Griffiths, R. (2020). Psychological flexibility mediates the relations between acute psychedelic effects and subjective decreases in depression and anxiety. Journal of Contextual Behavioral Science, 15, pp.39-45.

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