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Società

Una cordata di solidarietà per far fronte all’emergenza

Municipio XIII di Roma, Gruppo Servier in Italia e Croce Rossa insieme per un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà

Giuliano Russo

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Covid-19, una pandemia che ha causato la perdita di numerose vite umane. Un’emergenza sanitaria che si è tradotta, ben presto, in una profonda crisi economica. Una voragine che ha inghiottito un gran numero di persone e famiglie, a cominciare da quelle già socialmente più fragili, che si sono trovate in una situazione di assoluta indigenza, incapaci di far fronte a necessità e bisogni primari.

Sabbie mobili da cui si rischia di non riemergere, con uno Stato impreparato che arranca, imbrigliato nel ginepraio dei ruoli, delle cariche e della burocrazia. Tempi che si allungano e che si fanno eterni per chi tempo non ne ha.

Ma la mano che può tirarti fuori dalle sabbie mobili è sempre quella più prossima, quella più vicina.

Un esempio di questa prossimità ci viene dal Municipio XIII di Roma dove l’impegno congiunto di Municipio imprenditori locali e volontari della Croce Rossa si è tradotto  in un sostegno concreto a persone e famiglie in difficoltà del territorio.

Qui, infatti, è arrivata la risposta pronta e decisa,  all’appello del Municipio XIII,   del Gruppo Servier in Italia con sede sul territorio. Una risposta che si è concretizzata in un contributo di 5.000 euro al Comitato della Croce Rossa Italiana Municipi 13 e14 di Roma, per l’acquisto di beni di prima necessità.

“Ringraziamo il Municipio XIII – afferma Viviana Ruggieri, portavoce del Gruppo Servier in Italia – che, segnalandoci questo fenomeno sociale allarmante, ci ha permesso di dare il nostro piccolo contributo attraverso una donazione alla Croce Rossa locale che potrà in questo modo distribuire pacchi alimentari alle famiglie bisognose di un aiuto del nostro territorio”.

Si tratta di una società farmaceutica internazionale indipendente, governata da una fondazione non-profit, con sede in Francia. Presente in 149 Paesi nel mondo con 22.000 dipendenti, il Gruppo investe il 25% del suo ricavato nella ricerca e sviluppo di terapie, soprattutto per le patologie cardiometaboliche croniche e oncologiche.

 “Ringraziamo la Servier, le aziende ed i cittadini che ci hanno aiutato – Dichiara Felice Pistoia, Presidente del Comitato locale della Croce Rossa– e che ci hanno consentito fin qui di sostenere le famiglie in difficoltà durante questo periodo di emergenza non solo sanitaria, ma anche sociale”.

Per  Servier Italia si tratta di un’iniziativa che rinnova, dandogli un peso consistente, l’impegno del Gruppo per il territorio e la collaborazione con il Municipio XIII, nati nell’ambito di progetti di riqualifica e cura dell’ambiente attraverso la piantumazione di alberi nel parco di Val Cannuta in collaborazione con i ragazzi dell’Istituto Rosmini, siti nei pressi dell’azienda.

 Crediamo in un modello sociale, economico e ambientale sostenibile e finalizzato alla creazione di ‘valore’: quello reale, concreto e autentico. Per questo motivo siamo profondamente convinti del doveroso contributo che le imprese possono dare al territorio in cui operano, per migliorarlo e per sostenere situazioni di bisogno e fragilità. Una piccola goccia nel mare che speriamo possa essere di esempio per tanti altri donatori – conclude Viviana Ruggieri e che sia di stimolo per la creazione di una rete di  solidarietà: perché ognuno deve fare la propria parte nel disegnare una nuova normalità, una vita dignitosa e un futuro migliore per tutti”.

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Società

Luca Podda: “Ho cambiato vita ma il ring resta al centro di tutto”

Il pugile ex campione italiano ora negli Usa alla vigilia del prossimo match che si terrà in agosto in Florida

Paolo Castiglia

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“Ho deciso di venire negli Stati Uniti, mi alleno sotto la guida di Jorge Rubio, un cubano che vive a Miami e che ha allenato un fuoriclasse come Teofimo Lopez. Ho modificato le mie abitudini, ma soprattutto ho cambiato vita. Adesso che ho 33 anni sono sicuro che batterei me stesso a venti…”.
Sono parole del pugile italiano Luca Podda, già campione italiano ora impegnato negli Stati Uniti, raccolte da Luigi Panella e estratte da un’ampia intervista recentemente apparsa su Repubblica.it.

Podda ha recentemente battuto il messicano Roman Delgado a Cancun in Messico: “Non posso negare – spiega lo stesso Podda nella stesa intervista – che all’inizio ero un po’ teso, i messicani a casa loro incutono un certo timore. Però a conti fatti, e non solo per un bel gancio sinistro che mi ha permesso di vincere alla prima ripresa, è stata una esperienza bellissima. Sono rimasto positivamente impressionato dall’ambiente, dalla gente”.
Luca vive con la moglie Valeria a Hollywood, una località praticamente attaccata a Miami: “Ho iniziato un percorso di insegnamento dell’autodifesa. In Italia vedevo nei parchi molte signore e bambini che apprendevano lezioni di pugilato e ho esportato l’idea anche qui. Non penso sia una questione di insegnare la tecnica, l’importante è migliorare la sicurezza in se stessi, la capacità di affrontare e gestire la paura”.

Il ring resta il suo pensiero principale: “Qui si incontra il gotha della boxe. Ad esempio recentemente ho visto Tyson Fury, era in una palestra gestita da russi a svolgere una parte della preparazione per il prossimo mondiale dei massimi contro Wilder”.
La Florida come una svolta, anche nel ruolo di sparring: “Partiamo dal presupposto – prosegue Podda nell’intervista – che ci sono un sacco di palestre e in ognuna c’è almeno un campione della Top Rank (la scuderia del famoso manager Bob Arum, ndr). Sono un supermedio, mi stimano, mi cercano. In Italia mi allenavo con amici come De Carolis, Spada, Moruzzi. Qui affondano i colpi, ogni seduta è una guerra. Ho fatto i guanti con gente come Sekhniashvili, Socarras, Palmetta”.

Ma l’aspirazione è quella di essere protagonista: “Anche facendo boxe a livelli medi – conclude il nostro pugile – in Usa si campa bene. In Italia mi è capitato di dover cercare gli sponsor per crearmi una borsa”. Prossimo incontro, alla vigilia di Ferragosto: “A Orlando, sempre in Florida. Mi hanno messo in classifica, combatto per il titolo Nabf. La vittoria in Messico mi ha valorizzato”.

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Società

Farmacie baluardo anticovid

Con i tamponi hanno reso sicuro il rientro a scuola e dato un efficace tracciamento pandemico della popolazione.

Paolo Castiglia

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13mila tamponi gratuiti in convenzione regionale. E solo per il sano funzionamento delle scuole. E’ il dato emblematico della provincia di Arezzo che conta anche circa 50mila in regime privatistico. E’ questo il grandissimo contributo, in continua evoluzione, che la Farmacie private hanno dato, in particolare nel periodo che va dallo scorso marzo a metà giugno, per il progetto Scuola sicura, che ha coinvolto 42 Farmacie sul territorio della provincia.

Dai dati forniti da Federfarma si evince che, aggiungendo le Farmacie che per motivi logistici non hanno aderito al progetto Scuola Sicura ma che hanno comunque effettuato i tamponi in regime privatistico, si arriva invece a 57 farmacie nella provincia, quindi circa il 60% del totale della Farmacie private hanno effettuato ed effettuano i tamponi anticovid, ora decisivi anche per l’accesso alla Green card. E non solo, le stesse Farmacie hanno effettuato anche alcune migliaia di test sierologici qualitativi pungidito per accertare la eventuale presenza di anticorpiIgG-IgM in soggetti che possono essere venuti a contatto con il Covid-19.

Il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti spiega come “per agevolare appunto lo screening sulla popolazione scolastica il piano Scuola sicura, abbiamo dato accesso gratuito ad un test antigenico rapido al mese da fare in Farmacia attraverso la sottoscrizione del modulo di autocertificazione e del consenso informato da parte dei cittadini interessati, su prenotazione e asintomatici al momento dell’effettuazione del test”.

Ecco quindi che le Farmacie sono state ancora una volta protagoniste nella lotta alla pandemia covid19. “Le Farmacie private territoriali di comunità – spiega ancora Giotti –  diffuse in maniera capillare su tutto il territorio aretino, dando seguito alla normativa nazionale e regionale, si sono quindi rese disponibili come centri di accesso prossimale, agevole e immediato, all’effettuazione dei test anti-Covid anche per favorire un efficace, sicuro quanto indispensabile tracciamento pandemico sociale”.

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Società

Podda torna sul ring per conquistare l’Americas Title NBA

Allenato dal grande Rubio l’ex campione italiano prepara il match della svolta che si disputerà negli Stati Uniti ad Orlando, Florida il 14 agosto

Paolo Castiglia

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La data è già fissata. L’avversario in via di definizione. Ma per Luca Podda la sfida sul ring del prossimo 14 agosto potrà rappresentare una svolta decisiva per la carriera di questo boxer, già campione italiano, che ora vive a si allena a Miami.
Appunto il 14 agosto, ad Orlando in Florida, Podda salirà infatti sul quadrato per conquistare l’Americas Title NBA per la categoria dei Massimi Leggeri, importante titolo statunitense: un obiettivo davvero decisivo che, se realizzato, porterà una cintura americana di grande valore ad arricchire il suo già importante palmares.

Il nostro pugile è infatti reduce dalla grande vittoria dello scorso 29 maggio quando ha battuto a Cancun, in Messico, Roman Delgado in un mach previsto sulle 10 riprese che è però durato molto meno, visto che il rivale di Podda è andato al tappeto al primo round fulminato dal gancio destro dell’italiano.
Ecco quindi che ora, per il nostro pugile, si aprono prospettive di grande valore, e per prepararsi al meglio al prossimo incontro, che potrebbe portargli una prestigiosa cintura statunitense, Podda ora ha scelto di allenarsi con un grande trainer di fama internazionale, Jorge Enrique Rubio.

Cubano, già allenatore della nazionale cubana e abituato a formare combattenti professionisti a Miami, tra cui Gil Reyes, Juan Arroyo e Stacey Reile, Rubio è attualmente l’allenatore anche della grande promessa cubana Hairon Socarras e dell’ex medaglia d’oro olimpica Luke Campbell.

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