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Economia

Inarsind: grave e incomprensibile il blocco dei contributi per i liberi professionisti

Misure di emergenza Covid19 deliberate da Inarcassa ma ancora
non corrisposte a causa del mancato via libera dei Ministeri competenti

Paolo Castiglia

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“Consapevoli della complessità del lavoro che state svolgendo e delle tante istanze cui dovete dare riscontro siamo comunque costretti a sollecitare la vostra attenzione su un tema che appare, ai tanti liberi professionisti iscritti a Inarcassa, incomprensibile dato che si tratta di esprimere un parere di competenza senza dover allocare risorse”. E’ scritto cosi nella “urgente richiesta dei pareri di competenza Ministeri vigilanti sulla variazione di bilancio Inarcassa al fine di liberare le iniziative a favore degli ingegneri e architetti liberi professionisti italiani” scritta e inviata da Inarsind, l’associazione sindacale degli ingegneri e architetti liberi professionisti.

La notizia è questa. Una lettera urgente ai ministri competenti, da parte di inarsind, per sbloccare i fondi Inarcassaa favore dei liberi professionisti, stanziati da tempo, e ancora bloccati dalla mancato via libera dei ministeri competenti  i cui titolari sono ovviamente i destinatari della missiva, e cioè il Ministro dell’Economia, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Ministro della Giustizia, missiva che per conoscenza è stata inviata anche al Presidente di Inarcassa.

Cosa dice Inarsind: “Siamo Inarsind, quindi, l’associazione sindacale che, nella sua completa indipendenza, rappresenta gli stessi iscritti ad Inarcassa, ed è costretta a far sentire la sua voce “per chiedere di provvedere ad un atto dovuto e atteso da tempo che potrebbe liberare una linea di sussidi a favore degli iscritti più in difficoltà”.

Lo scorso 12 maggio il Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa ha deliberato – nell’ambito delle sue competenze e nelle disponibilità dell’Ente, e peraltro utilizzando le provviste derivanti dai versamenti degli iscritti senza ricorrere a debiti o a finanziamenti – una variazione di bilancio per l’ammontare di 100 milioni di Euro finalizzati a fornire le prime indispensabili misure di assistenza agli iscritti colpiti dalla pandemia e le prime misure di sostegno al reddito per gli iscritti.       Purtroppo  ci risulta siano ampliamente trascorsi i termini entro i quali una risposta era dovuta”.  

Come Associazione “abbiamo già inviato  – recita il testo – nei mesi scorsi delle richieste al Governo per assicurare l’avvio di investimenti pubblici di sostegno alla domanda interna che coinvolga tutta la forza lavoro della Nazione ed ora siamo a disposizione per affrontare il difficile momento delle scelte operative con la convinzione che il Decreto Semplificazioni sia l’occasione per richiedere il contributo propositivo degli architetti e ingegneri liberi professionisti. La sfida è rimuovere gli ostacoli burocratici e le incertezze per avviare un piano straordinario per tutte le opere, grandi, medie e piccole”.

“Per quanto sopra – è l’appello di Inarsind –  senza voler limitare l’attività di controllo dei competenti uffici, chiediamo cortesemente il vostro autorevole intervento per concludere con somma urgenza l’esame delle delibere e per la trasmissione dei benestare alla Cassa di previdenza”.

Economia

Covid19/ Contributi tutte a le imprese che hanno subito gravi perdite di fatturato

La Risoluzione della Camera su proposta Confartigianato porta al superamento dei codici Ateco

Paolo Castiglia

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Sostenere semplicemente chi ha subito perdite, senza più correre dietro alla realtà con i codici Ateco: a questo punto è fondamentale che nella prossima Legge di Bilancio si possano mettere in campo le risorse adeguate a dare ristoro a tutti gli imprenditori, a qualsiasi settore e pezzo della filiera appartengano, che hanno subito cali di fatturato significativi nel semestre più aggiornato del 2020 e non più al solo mese di aprile.

Indennizzare quindi tutti gli imprenditori che hanno subito gravi perdite di fatturato a causa della pandemia indipendentemente dalla loro appartenenza a settori e ambiti di mercato. E’ il decisivo contenuto della Risoluzione di maggioranza approvata ieri dall’Aula della Camera, documento che recepisce la proposta della Confartigianato che chiedeva proprio questo.

“Forte ovviamente la soddisfazione” di Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo, “per questo successo della Confederazione che porterà, una volta applicata dal punto di vista normativo, un ristoro importante anche per le imprese del nostro territorio duramente colpite dalla gravissima crisi in atto a seguito della pandemia del Covid-19”
“Siamo orgogliosi della risoluzione approvata dal Parlamento – tiene a sottolineare Vannetti – che coglie la nostra sollecitazione per arrivare ad un provvedimento generalizzato per tutte le imprese, Si tratta, appunto, di una proposta targata Confartigianato, visto che era stata avanzata da tempo e ribadita dal segretario generale, Cesare Fumagalli, anche lo scorso 23 novembre durante l’audizione sulla Legge di Bilancio tenuta nella omonima Commissione della Camera.

“Nella risoluzione approvata dalla Camera – spiega ancora il presidente di Confartigianato Arezzo – si considera necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco, ma che basi l’accesso delle imprese in difficoltà sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

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Economia

Scuole di lingue al collasso: grave l’esclusione dal Ristori-bis

Si tratta di aziende formative che hanno avuto perdite di fatturato oltre il 75%

Paolo Castiglia

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“Per le scuole di lingue e nei centri di certificazione linguistica l’esclusione dai sostegni previsti nel decreto Ristori bis è incomprensibile e gravissima, siamo stati assimilati ai centri di formazione che possono operare soltanto con una didattica a distanza, ma ciò non è adeguato alla fascia di studenti più giovani che frequentano la mia e le altre scuole di lingue, che stanno registrando perdite di fatturato fino all’80% e sono vicine alla chiusura e quindi ai licenziamenti. Siamo al collasso, se non verrà trovato il modo di farci accedere ai sostegni che sono stati giustamente destinati alle altre categorie professionali dovremo chiudere le nostre attività, licenziare coloro che lavorano per noi”. Luigi Casagrande, già dirigente Confartigianato Arezzo, parla così in quanto titolare di una nota scuola di lingue e di formazione professionale.

Che sta succedendo: moltissimi studenti sono costretti ad interrompere i corsi di lingua, per i quali gli stessi genitori hanno investito tempo e risorse, perché ci sono molte difficoltà, anche da parte delle scuole oltre che delle famiglie, nel districarsi tra i mille regolamenti legati alla gestione della didattica in presenza o a distanza, che varia spesso anche nell’interpretazione dei singoli organi di controllo territoriali.

Quindi Confartigianato Arezzo lancia un appello al governo perché le scuole linguistiche vengano al più presto inserite tra i provvedimenti governativi, per poter contare, anche loro, che sono vere e proprie imprese, sugli indennizzi disposti dal governo Conte per sostenere le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid previste dai recenti Dpcm. Quando si devono erogare i corsi la CIG non serve a molto perché senza i docenti anche la formazione da remoto non è praticabile.

“Di fatto questa crisi – conclude Casagrande – sta privando i giovani dal dimostrare la competenza linguistica acquisita poiché le sessioni di esame sono spesso annullate. Per non parlare dei piccoli studenti cui è stato tolto il diritto di socializzare e di sviluppare le competenze linguistiche, nonostante le nostre scuole applichino dei protocolli di sicurezza stringenti e abbiano aule con pochi studenti dove è possibile apprendere in sicurezza, più di quanto accada nelle scuole statali dove la didattica in presenza è consentita”.

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Economia

Offerta ai limiti del gratuito per un appalto:
in Toscana non sarebbe successo

Commento al via libera della sentenza del Tar Lombardia

Paolo Castiglia

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Lavoro quasi gratuito in concorrenza consentito per legge? Non in Toscana, ma il Tar Lombardia, con una sentenza del 30 ottobre 2020 ha bocciato il ricorso promosso da uno studio di ingegneria che aveva contestato al giudice amministrativo la valutazione di una offerta economica estremamente bassa presentata dal gruppo aggiudicatario partecipante ad un bando del Comune di Casatenovo.

Il giudice ha rigettato tale accusa ritenendo tra l’altro che la congruità dell’offerta deriva anche da fattori non necessariamente economici quali ad esempio il prestigio dell’appalto. Si legge nella sentenza che “… un utile apparentemente modesto può comportare un vantaggio significativo sia per la prosecuzione in sé dell’attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l’impresa dall’essere aggiudicataria e aver portato a termine un appalto pubblico”.

Il Presidente di Inarsind Toscana, Marco Becucci, commenta ironicamente: “è come andare al supermercato e dire a tutti che un dato prodotto è ottimo per poi prelevarlo gratuitamente”. Va altresì osservato che il Tar non è certamente un’agenzia di marketing e ci sarebbe da domandarsi su quali elementi oggettivi abbia ritenuto che l’aver portato a termine un appalto pubblico possa costituire un vantaggio significativo? Questo elemento fa parte della motivazione della sentenza?

Becucci aggiunge inoltre che se fosse stata applicabile una norma regionale con lo stesso testo della LR Toscana n°35/2020, la motivazione espressa dal Tar Lombardia non sarebbe potuta essere possibile. Infatti, la norma, in particolare nell’art.2 (Acquisizione di servizi professionali) comma 3 recita: “ …non è consentito il ricorso a criteri di valutazione delle offerte che risultino potenzialmente idonei ad alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali rese e il compenso …”

Inarsind Toscana ricorda che la stessa legge regionale 35/2020 è frutto del lavoro della Commissione Soggetti Professionali di cui Inarsind Toscana fa parte e che ha attivamente partecipato alla stesura della proposta di legge su cui hanno poi operato Giunta e Consiglio regionale.

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