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Economia

Dal Tar l’ok all’aumento del tasso di capitalizzazione dei montanti retributivi dei professionisti aderenti

Plauso Inarsind per la battaglia legale vinta da Inarcassa

Paolo Castiglia

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Un forte plauso ad Inarcassa “per l’incisiva azione legale a tutela degli ingegneri e architetti liberi professionisti” che ha portato al riconoscimento, da parte del Tar, “dell’aumento dall’1.5% al 4,5 % del tasso annuo di capitalizzazione dei montanti re-tributivi” che i Ministeri vigilanti avevano tentato di bocciare

Il tutto arriva da Inarsind, l’associazione di rappresentanza sindacale di ingegneri e architetti liberi professionisti, con una lettera rivolta al presidente di Inarcassa,. Nella quale si legge infatti che “Inarsind si complimenta con il presidente Inarcassa, Giu-seppe Santoro e il suo Cda per essersi opposto al provvedimento con il quale i Mini-steri vigilanti avevano bocciato gli atti adottati da Inarcassa per aumentare dall’1.5% al 4,5 % il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti retributivi”.

Secondo Inarsind “la sentenza del Tar rende giustizia ad una lunga battaglia intrapresa da Inarcassa. Battaglia che andava combattuta, perché quel testo del comma 6 del Regolamento generale di previdenza 2012 di Inarcassa – che si pretendeva di ignora-re da parte dei ministeri vigilanti – rappresenta un caposaldo dell’identità dell’ingegnere e dell’architetto libero professionista iscritto ad Inarcassa”.
Tutto questo perché “il tasso annuo di capitalizzazione, strumento fondamentale per la determinazione dell’ammontare del montante previdenziale di ogni iscritto, viene messo dal comma 6 nelle mani degli iscritti. È quindi un caso di homo faber fortunae suae: il tasso di capitalizzazione è determinato dalla media dei redditi professionali degli iscritti, sono gli iscritti, che con il loro operare determinano l’ammontare del tasso di capitalizzazione”.

Ma non basta. “A questo – precisa la missiva di Inarsind – gli iscritti aggiungono e godono della loro capacità di saper correttamente e positivamente amministrare il loro capitale e, dunque, possono godere dei risultati del rendimento del loro patrimonio previdenziale”.

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Economia

Confartigianato Carrozzieri per un riequilibrio dei rapporti tra mondo dell’autoriparazione e mondo assicurativo

Impegno a tutela degli artigiani e per la libertà di scelta dei cittadini

Paolo Castiglia

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Il dubbio che sorge spesso nel cittadino è da quale carrozziere bisogna andare dopo un incidente stradale, da quello convenzionato con la propria compagnia oppure da uno qualsiasi. Su questo tema Confartigianato – con Roberto Carria, che è stato confermato nel Consiglio nazionale di Confartigianato Carrozzieri dopo essere stato rieletto presidente di Confartigianato Carrozzieri Arezzo e Toscana – sta portando avanti un’importante battaglia e tiene a ribadire un fatto importante che non tutti gli automobilisti sanno, e cioè che, In realtà, per quanto riguarda il carrozziere, il cliente ha totale libertà di scelta.

Uno degli impegni principali che lo stesso Carria e tutta la squadra Confartigianato intende quindi continuare a portare avanti nel nuovo mandato è fondamentalmente quello di arrivare, al più presto, ad un riequilibrio dei rapporti tra mondo dell’autoriparazione e mondo assicurativo, a tutela di tutta la categoria artigiana ma anche della libertà informata dei clienti. Dunque, se è rimasto coinvolto in un sinistro, una volta compilato il CID può scegliere se portare la macchina incidentata da un carrozziere qualsiasi oppure da quello convenzionato con la compagnia.

In effetti, a seguito di un incidente d’auto, le compagnie assicurative sono solite indirizzare il loro cliente verso un carrozziere convenzionato. Il motivo? Si chiama “canalizzazione” e consiste nel tentativo di portare un parziale controllo, da parte delle compagnie stesse, del mercato della riparazione. Ma se il cliente sceglie liberamente il carrozziere non cambia nulla, perché l’assicurazione pagherà i danni indipendente dal carrozziere che effettuerà le riparazioni.

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Economia

Non solo Covid: Rotary in campo per la sicurezza

I club di Arezzo hanno organizzato un importante evento web sulla questione sismica

Paolo Castiglia

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Il Rotary Arezza Est, in interclub con il Rotary Club Arezzo, ha organizzato nei giorni scorsi un importante evento web che ha avuto un forte riscontro e una forte partecipazione dei soci. Un evento dedicato al tema: “Terremoto: conoscere per prevenire”. Alla manifestazione online sono intervenuti – dopo i saluti iniziali dei due presidenti, Gilberto Cristofoletti e Franco Lelli – i relatori esperti della materia, e cioè i docenti Universitari Andrea Benedetti, che è anche socio Arezzo Est. Mario De Stefano e Giovanni Cardinale.

Secondo l’ingegner Mario De Stefano, ordinario di Tecnica delle Costruzioni dell’Università di Firenze, uno dei temi principali rispetto al terremoto è quello della resilienza delle strutture ospedaliere: gli ospedali devono avere elevata resilienza. In relazione al nostro territorio ha fatto l’esempio dell’Ospedale di Sansepolcro, ospedale zonale.

Giovanni Cardinale, vice presidente Consiglio nazionale degli ingegneri, ha parlato invece dell’evoluzione delle normative relative al nostro territorio in relazione ai terremoti tra il 1971 e il 1982, anno dell’aggiornamento delle zone sismiche della Regione Toscana. Ha sottolineato inoltre l’importanza delle indagini diagnostiche: è fondamentale la pianificazione e la progettazione delle indagini e quello che fa la differenza è calibrare le indagini in modo tale da poter avere da tali indagini riposte significative. Non conta la “quantità”, l’ampiezza in se e per se dell’indagine, ma la sua accuratezza e calibratura in relazione alle informazioni che si devono ottenere.

L’ingegner Andrea Benedetti, ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’università di Bologna, ha parlato a sua volta della sicurezza del Patrimonio Culturale e dell’interazione tra la conservazione della forma e del “significato” dell’edificio e la sua funzionalità. Una chiesa ha una funzionalità chiara, certa, quella liturgica, per altri tipi di edifici a volte è più difficile capire l’effettiva funzionalità. In Italia, dopo i vari terremoti, sono progressivamente aumentati i Comuni che sono stati dichiarati sismici.

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Economia

“Un duro colpo la ‘chiusura’ alle 18, ma scongiurato l’incubo della serrata nei festivi”

Il presidente della Federazione Alimentazione di Confartigianato Toscana sul semi-lockdown che coinvolge bar, pub e ristoranti

Paolo Castiglia

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“Pur rimanendo in vigore lo stop alle 18 per le consumazioni nei locali, il Governo ha fatto marcia indietro sulla loro prevista chiusura la domenica e nei giorni festivi. Almeno al pranzo fuori e alle attività di bar, rosticcerie, pasticcerie e gelaterie, non è stato assestato, forse, il colpo definitivo”. Sono parole di Fabrizio Piervenanzi, presidente delle Federazione Alimentazione di Confartigianato Toscana dopo il via libera al semi-lockdown per un mese, con al centro restrizioni per le attività dei locali dell’area enogastronomica. Il premier Giuseppe Conte ha, infatti, firmato il nuovo Dpcm che resta in vigore da questo lunedì, almeno fino al 24 novembre, con misure più restrittive per contenere la nuova ondata di contagi in Italia.
Il nuovo testo contiene minime modifiche rispetto alla bozza circolata precedentemente, che sembrano però andare incontro alle richieste formulate da alcune Regioni e dalle Associazioni di categoria con in testa Confartigianato.

“Pur non potendo esprimere soddisfazione per una decisione che infligge alle attività di ristorazione un duro colpo”, spiega ancora Confartigianato, leggiamo “con sollievo il fatto che nella versione definitiva del Dpcm sia stato eliminato l’obbligo di chiusura domenicale e festivo, per le suddette attività, che potranno, dalle 18 fino alla mezzanotte, vendere i loro prodotti con la formula dell’asporto e/o del domicilio.

“Le attività dei servizi di ristorazione – spiega ancora Piervenanzi – bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie resteranno quindi aperte dalle 5 fino alle 18 per le attività abituali e nel rispetto delle norme relative. Per noi èfondamentale – insiste il presidente toscano – il fatto che resta consentita la ristorazione per asporto e/o la consegna a domicilio”.

“Su questo fronte – tiene a evidenziare Piervenanzi – ribadisco la consueta e piena collaborazione dei nostri associati con le autorità di controllo, nel reciproco rispetto delle funzioni e per consentire ai cittadini di poter usufruire dei nostri servizi nel rispetto delle regole stabilite del Governo. Al quale però continueremo a chiedere misure di ristoro e sostegno economico, peraltro ufficialmente promesse dal Presidente del Consiglio, per limitare la mortalità delle imprese”.

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