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Economia

Banca Valdichiana: in crescita la Cassa mutua ‘Amici per sempre’

Approvato all’unanimità il Bilancio 2019. Poi la presentazione del libro “Il dottore e il paziente”

Paolo Castiglia

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“Siamo veramente soddisfatti per i risultati raggiunti dalla nostra mutua in questi anni e ancor più per essere stati presi come esempio, caso-pilota, insieme alle altre tre mutue esistenti in Toscana, in questo importante progetto. E’ la prova di aver bene operato e soprattutto della validità dell’iniziativa originale. A tutt’oggi, il Sistema sanitario nazionale fatica a far fronte a tutte le necessità dei cittadini e a garantire tempi certi. E’ quindi fondamentale una sanità integrativa, soprattutto quest’anno, mentre ancora in piena emergenza covid 19, il Servizio sanitario nazionale si trova inevitabilmente in difficoltà”. Sono parole di Alberto Ravazzi, presidente della Cassa mutua di Banca Valdichiana ‘Amici per sempre’, in occasione dell’assemblea cha ha approvato all’unanimità lo scorso 17 ottobre il bilancio 2019 di Amici per sempre, Cassa mutua Valdichiana nata nel 2011 con il sostegno di Banca Valdichiana.

Nel corso dell’assemblea, tenutasi presso il Teatro Mascagni di Chiusi, Ravazzi ha presentato la relazione relativa all’VIII esercizio di attività, e si è detto molto soddisfatto dei risultati. I trend di Amici per sempre sono infatti tutti in crescita e al 31 dicembre 2019 i soci risultavano 1918, in aumento di 47 unità rispetto al dicembre 2018, mentre i rimborsi effettuati erano pari a 41.655 euro per 683 domande. Ben 420 le convenzioni stipulate con medici e centri specialistici del territorio di competenza della Banca in modo da garantire ai soci, oltre ai rimborsi anche sconti e tempi molto rapidi.

A fronte di questi risultati la cassa mutua ha mantenuto invariate le quote annue per i soci, comprese – tenuto conto che per associarsi bisogna essere soci o clienti di Banca Valdichiana – tra un minimo di 15 euro per i soci con meno di 30 anni di età a un massimo di 50 euro per clienti con più di 30 anni. Anche gli importi dei sussidi sono rimasti invariati tranne piccole modifiche dovute a un allineamento di tali cifre a livello regionale. A partire dal 2020 infatti ha preso il via in Toscana, primo in Italia, il progetto “Una banca, una mutua”, che si propone di affiancare a ciascuna delle 15 attuali BCC toscane una cassa mutua.

“A quasi dieci anni dalla sua nascita per volontà di Banca Valdichiana – ha sottolineato il presidente della Bcc, Fabio Tamagnini, presente all’Assemblea – la cassa mutua rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per la nostra BCC. Abbiamo creduto e crediamo molto in questa iniziativa e anche se attualmente stiamo trattando la fusione con un’altra Banca, Banca Tema, che ha anch’essa una sua mutua, è nostra intenzione mantenere entrambe le casse mutua e garantire anche in futuro ai nostri soci e clienti il supporto di Amici per sempre. I valori del resto che ci ispirarono fin dalla sua nascita sono stati quelli fondamentali del Credito cooperativo: mettere l’uomo al centro,il mutualismo, il cooperativismo.”

Economia

Covid19/ Contributi tutte a le imprese che hanno subito gravi perdite di fatturato

La Risoluzione della Camera su proposta Confartigianato porta al superamento dei codici Ateco

Paolo Castiglia

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Sostenere semplicemente chi ha subito perdite, senza più correre dietro alla realtà con i codici Ateco: a questo punto è fondamentale che nella prossima Legge di Bilancio si possano mettere in campo le risorse adeguate a dare ristoro a tutti gli imprenditori, a qualsiasi settore e pezzo della filiera appartengano, che hanno subito cali di fatturato significativi nel semestre più aggiornato del 2020 e non più al solo mese di aprile.

Indennizzare quindi tutti gli imprenditori che hanno subito gravi perdite di fatturato a causa della pandemia indipendentemente dalla loro appartenenza a settori e ambiti di mercato. E’ il decisivo contenuto della Risoluzione di maggioranza approvata ieri dall’Aula della Camera, documento che recepisce la proposta della Confartigianato che chiedeva proprio questo.

“Forte ovviamente la soddisfazione” di Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo, “per questo successo della Confederazione che porterà, una volta applicata dal punto di vista normativo, un ristoro importante anche per le imprese del nostro territorio duramente colpite dalla gravissima crisi in atto a seguito della pandemia del Covid-19”
“Siamo orgogliosi della risoluzione approvata dal Parlamento – tiene a sottolineare Vannetti – che coglie la nostra sollecitazione per arrivare ad un provvedimento generalizzato per tutte le imprese, Si tratta, appunto, di una proposta targata Confartigianato, visto che era stata avanzata da tempo e ribadita dal segretario generale, Cesare Fumagalli, anche lo scorso 23 novembre durante l’audizione sulla Legge di Bilancio tenuta nella omonima Commissione della Camera.

“Nella risoluzione approvata dalla Camera – spiega ancora il presidente di Confartigianato Arezzo – si considera necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco, ma che basi l’accesso delle imprese in difficoltà sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

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Economia

Scuole di lingue al collasso: grave l’esclusione dal Ristori-bis

Si tratta di aziende formative che hanno avuto perdite di fatturato oltre il 75%

Paolo Castiglia

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“Per le scuole di lingue e nei centri di certificazione linguistica l’esclusione dai sostegni previsti nel decreto Ristori bis è incomprensibile e gravissima, siamo stati assimilati ai centri di formazione che possono operare soltanto con una didattica a distanza, ma ciò non è adeguato alla fascia di studenti più giovani che frequentano la mia e le altre scuole di lingue, che stanno registrando perdite di fatturato fino all’80% e sono vicine alla chiusura e quindi ai licenziamenti. Siamo al collasso, se non verrà trovato il modo di farci accedere ai sostegni che sono stati giustamente destinati alle altre categorie professionali dovremo chiudere le nostre attività, licenziare coloro che lavorano per noi”. Luigi Casagrande, già dirigente Confartigianato Arezzo, parla così in quanto titolare di una nota scuola di lingue e di formazione professionale.

Che sta succedendo: moltissimi studenti sono costretti ad interrompere i corsi di lingua, per i quali gli stessi genitori hanno investito tempo e risorse, perché ci sono molte difficoltà, anche da parte delle scuole oltre che delle famiglie, nel districarsi tra i mille regolamenti legati alla gestione della didattica in presenza o a distanza, che varia spesso anche nell’interpretazione dei singoli organi di controllo territoriali.

Quindi Confartigianato Arezzo lancia un appello al governo perché le scuole linguistiche vengano al più presto inserite tra i provvedimenti governativi, per poter contare, anche loro, che sono vere e proprie imprese, sugli indennizzi disposti dal governo Conte per sostenere le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid previste dai recenti Dpcm. Quando si devono erogare i corsi la CIG non serve a molto perché senza i docenti anche la formazione da remoto non è praticabile.

“Di fatto questa crisi – conclude Casagrande – sta privando i giovani dal dimostrare la competenza linguistica acquisita poiché le sessioni di esame sono spesso annullate. Per non parlare dei piccoli studenti cui è stato tolto il diritto di socializzare e di sviluppare le competenze linguistiche, nonostante le nostre scuole applichino dei protocolli di sicurezza stringenti e abbiano aule con pochi studenti dove è possibile apprendere in sicurezza, più di quanto accada nelle scuole statali dove la didattica in presenza è consentita”.

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Economia

Offerta ai limiti del gratuito per un appalto:
in Toscana non sarebbe successo

Commento al via libera della sentenza del Tar Lombardia

Paolo Castiglia

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Lavoro quasi gratuito in concorrenza consentito per legge? Non in Toscana, ma il Tar Lombardia, con una sentenza del 30 ottobre 2020 ha bocciato il ricorso promosso da uno studio di ingegneria che aveva contestato al giudice amministrativo la valutazione di una offerta economica estremamente bassa presentata dal gruppo aggiudicatario partecipante ad un bando del Comune di Casatenovo.

Il giudice ha rigettato tale accusa ritenendo tra l’altro che la congruità dell’offerta deriva anche da fattori non necessariamente economici quali ad esempio il prestigio dell’appalto. Si legge nella sentenza che “… un utile apparentemente modesto può comportare un vantaggio significativo sia per la prosecuzione in sé dell’attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l’impresa dall’essere aggiudicataria e aver portato a termine un appalto pubblico”.

Il Presidente di Inarsind Toscana, Marco Becucci, commenta ironicamente: “è come andare al supermercato e dire a tutti che un dato prodotto è ottimo per poi prelevarlo gratuitamente”. Va altresì osservato che il Tar non è certamente un’agenzia di marketing e ci sarebbe da domandarsi su quali elementi oggettivi abbia ritenuto che l’aver portato a termine un appalto pubblico possa costituire un vantaggio significativo? Questo elemento fa parte della motivazione della sentenza?

Becucci aggiunge inoltre che se fosse stata applicabile una norma regionale con lo stesso testo della LR Toscana n°35/2020, la motivazione espressa dal Tar Lombardia non sarebbe potuta essere possibile. Infatti, la norma, in particolare nell’art.2 (Acquisizione di servizi professionali) comma 3 recita: “ …non è consentito il ricorso a criteri di valutazione delle offerte che risultino potenzialmente idonei ad alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali rese e il compenso …”

Inarsind Toscana ricorda che la stessa legge regionale 35/2020 è frutto del lavoro della Commissione Soggetti Professionali di cui Inarsind Toscana fa parte e che ha attivamente partecipato alla stesura della proposta di legge su cui hanno poi operato Giunta e Consiglio regionale.

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