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Economia

Servizi sociali da potenziare per la donna imprenditrice e madre

Anche in questo periodo di lotta al Covid prosegue senza soste l’impegno a fianco delle aziende artigiane

Paolo Castiglia

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“Il compito della donna imprenditrice non è certo facile in un Paese come il nostro in cui devono assolutamente essere potenziati i servizi sociali indispensabili per sostenere la donna nel suo doppio ruolo di titolare di impresa e madre” . Si esprime così Erminia Romagnoli, appena riconfermata alla guida del gruppo Donne Impresa di Confartigianato Arezzo: “Non solo – spiega Romagnoli – sono le donne, proprio in questo tempo di coronavirus più che mai multitasking: a casa in smart working, in ufficio, in stabilimento a trainare tra le mille difficoltà la propria impresa e famiglia. Le rappresentanti femminili, nel dramma della pandemia, emergono come pilastro sociale insostituibile, instancabili e coraggiose nell’affrontare gli effetti del Covid 19”.

“Restiamo in attesa – afferma ancora la presidente – dei prossimi provvedimenti normativi, grazie alla tecnologia, pur in isolamento, possiamo comunicare in modo efficace da remoto questo, anche per noi dirigenti di Associazione, ci permetterà di proseguire senza soste l’impegno per la ricerca di soluzioni migliori a sostegno delle nostre imprese associate”.

C’è da dire che il gruppo che rappresenta le imprese femminili in seno a Confartigianato Arezzo dà voce a specifiche istanze di un mondo che si conferma uno dei punti di forza del sistema economico della nostra provincia e si occupa di promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile favorendo la conciliazione tra lavoro e cura della famiglia.
Per questo motivo il gruppo Donne Impresa si è fatto promotore negli anni di iniziative come la Scuola per Genitori, che ha ospitato personaggi di spicco nel panorama nazionale affrontando il tema della conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, così come di occasioni di avvicinamento al mondo della scuola.

“Crediamo infatti che sia molto importante – spiega ancora Romagnoli – stabilire un contatto con la scuola al fine di stimolare le studentesse alla cultura dell’imprenditoria e mostrare loro le prospettive lavorative esistenti nel variegato mondo dell’artigianato. Ad esempio, con il progetto Girl’s Day, abbiamo ospitato per un giorno, nelle nostre aziende, alcune allieve della scuola secondaria di primo grado, mostrando loro svariati ambiti lavorativi dove la donna può realizzarsi appieno come imprenditrice, anche in settori tradizionalmente maschili”. Nel suo mandato Erminia Romagnoli sarà coadiuvata dalla vice presidente Barbara Lancini e dalle consigliere Simonetta Senatori, Lucrezia Tarquini ed Ilenia Montagni.

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Economia

Covid19/ Contributi tutte a le imprese che hanno subito gravi perdite di fatturato

La Risoluzione della Camera su proposta Confartigianato porta al superamento dei codici Ateco

Paolo Castiglia

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Sostenere semplicemente chi ha subito perdite, senza più correre dietro alla realtà con i codici Ateco: a questo punto è fondamentale che nella prossima Legge di Bilancio si possano mettere in campo le risorse adeguate a dare ristoro a tutti gli imprenditori, a qualsiasi settore e pezzo della filiera appartengano, che hanno subito cali di fatturato significativi nel semestre più aggiornato del 2020 e non più al solo mese di aprile.

Indennizzare quindi tutti gli imprenditori che hanno subito gravi perdite di fatturato a causa della pandemia indipendentemente dalla loro appartenenza a settori e ambiti di mercato. E’ il decisivo contenuto della Risoluzione di maggioranza approvata ieri dall’Aula della Camera, documento che recepisce la proposta della Confartigianato che chiedeva proprio questo.

“Forte ovviamente la soddisfazione” di Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo, “per questo successo della Confederazione che porterà, una volta applicata dal punto di vista normativo, un ristoro importante anche per le imprese del nostro territorio duramente colpite dalla gravissima crisi in atto a seguito della pandemia del Covid-19”
“Siamo orgogliosi della risoluzione approvata dal Parlamento – tiene a sottolineare Vannetti – che coglie la nostra sollecitazione per arrivare ad un provvedimento generalizzato per tutte le imprese, Si tratta, appunto, di una proposta targata Confartigianato, visto che era stata avanzata da tempo e ribadita dal segretario generale, Cesare Fumagalli, anche lo scorso 23 novembre durante l’audizione sulla Legge di Bilancio tenuta nella omonima Commissione della Camera.

“Nella risoluzione approvata dalla Camera – spiega ancora il presidente di Confartigianato Arezzo – si considera necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco, ma che basi l’accesso delle imprese in difficoltà sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

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Economia

Scuole di lingue al collasso: grave l’esclusione dal Ristori-bis

Si tratta di aziende formative che hanno avuto perdite di fatturato oltre il 75%

Paolo Castiglia

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“Per le scuole di lingue e nei centri di certificazione linguistica l’esclusione dai sostegni previsti nel decreto Ristori bis è incomprensibile e gravissima, siamo stati assimilati ai centri di formazione che possono operare soltanto con una didattica a distanza, ma ciò non è adeguato alla fascia di studenti più giovani che frequentano la mia e le altre scuole di lingue, che stanno registrando perdite di fatturato fino all’80% e sono vicine alla chiusura e quindi ai licenziamenti. Siamo al collasso, se non verrà trovato il modo di farci accedere ai sostegni che sono stati giustamente destinati alle altre categorie professionali dovremo chiudere le nostre attività, licenziare coloro che lavorano per noi”. Luigi Casagrande, già dirigente Confartigianato Arezzo, parla così in quanto titolare di una nota scuola di lingue e di formazione professionale.

Che sta succedendo: moltissimi studenti sono costretti ad interrompere i corsi di lingua, per i quali gli stessi genitori hanno investito tempo e risorse, perché ci sono molte difficoltà, anche da parte delle scuole oltre che delle famiglie, nel districarsi tra i mille regolamenti legati alla gestione della didattica in presenza o a distanza, che varia spesso anche nell’interpretazione dei singoli organi di controllo territoriali.

Quindi Confartigianato Arezzo lancia un appello al governo perché le scuole linguistiche vengano al più presto inserite tra i provvedimenti governativi, per poter contare, anche loro, che sono vere e proprie imprese, sugli indennizzi disposti dal governo Conte per sostenere le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid previste dai recenti Dpcm. Quando si devono erogare i corsi la CIG non serve a molto perché senza i docenti anche la formazione da remoto non è praticabile.

“Di fatto questa crisi – conclude Casagrande – sta privando i giovani dal dimostrare la competenza linguistica acquisita poiché le sessioni di esame sono spesso annullate. Per non parlare dei piccoli studenti cui è stato tolto il diritto di socializzare e di sviluppare le competenze linguistiche, nonostante le nostre scuole applichino dei protocolli di sicurezza stringenti e abbiano aule con pochi studenti dove è possibile apprendere in sicurezza, più di quanto accada nelle scuole statali dove la didattica in presenza è consentita”.

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Economia

Offerta ai limiti del gratuito per un appalto:
in Toscana non sarebbe successo

Commento al via libera della sentenza del Tar Lombardia

Paolo Castiglia

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Lavoro quasi gratuito in concorrenza consentito per legge? Non in Toscana, ma il Tar Lombardia, con una sentenza del 30 ottobre 2020 ha bocciato il ricorso promosso da uno studio di ingegneria che aveva contestato al giudice amministrativo la valutazione di una offerta economica estremamente bassa presentata dal gruppo aggiudicatario partecipante ad un bando del Comune di Casatenovo.

Il giudice ha rigettato tale accusa ritenendo tra l’altro che la congruità dell’offerta deriva anche da fattori non necessariamente economici quali ad esempio il prestigio dell’appalto. Si legge nella sentenza che “… un utile apparentemente modesto può comportare un vantaggio significativo sia per la prosecuzione in sé dell’attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l’impresa dall’essere aggiudicataria e aver portato a termine un appalto pubblico”.

Il Presidente di Inarsind Toscana, Marco Becucci, commenta ironicamente: “è come andare al supermercato e dire a tutti che un dato prodotto è ottimo per poi prelevarlo gratuitamente”. Va altresì osservato che il Tar non è certamente un’agenzia di marketing e ci sarebbe da domandarsi su quali elementi oggettivi abbia ritenuto che l’aver portato a termine un appalto pubblico possa costituire un vantaggio significativo? Questo elemento fa parte della motivazione della sentenza?

Becucci aggiunge inoltre che se fosse stata applicabile una norma regionale con lo stesso testo della LR Toscana n°35/2020, la motivazione espressa dal Tar Lombardia non sarebbe potuta essere possibile. Infatti, la norma, in particolare nell’art.2 (Acquisizione di servizi professionali) comma 3 recita: “ …non è consentito il ricorso a criteri di valutazione delle offerte che risultino potenzialmente idonei ad alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali rese e il compenso …”

Inarsind Toscana ricorda che la stessa legge regionale 35/2020 è frutto del lavoro della Commissione Soggetti Professionali di cui Inarsind Toscana fa parte e che ha attivamente partecipato alla stesura della proposta di legge su cui hanno poi operato Giunta e Consiglio regionale.

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