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Economia

Confartigianato: serve piano straordinario di interventi per il settore moda

C’è bisogno di un intervento di ben altro spessore rispetto alla misura contenuta nella Legge di Bilancio

Paolo Castiglia

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Simbolo del made in Italy nel mondo, la moda è il fiore all’occhiello della nostra tradizione manifatturiera artigiana. Creazioni sartoriali dal taglio perfetto, calzature amate dai divi di Hollywood, accessori ‘su misura’: in un capo d’abbigliamento italiano c’è la storia e la qualità del ‘saper fare’ che il mondo ci invidia, la cultura produttiva profondamente radicata nei territori nostro Paese. Dal pregio del ‘pezzo unico’ al lusso quotidiano del prêt à porter, la moda che esce dai laboratori artigiani rappresenta il ‘bello e ben fatto’ italiano.

Secondo Confartigianato “dobbiamo fare qualcosa per non disperdere tutto questo: occorre un piano più ampio di interventi, che restituisca slancio al comparto manifatturiero simbolo del made in Italy nel mondo”. Lo chiede con forza anche Confartigianato Arezzo, attraverso le parole di Giordano Frangipani, presidente di Confartigianato Moda, che spiega come “le imprese dei settori pelletteria, abbigliamento, calzature hanno bisogno di un intervento di ben altro spessore rispetto alla misura contenuta nella Legge di Bilancio, vista la necessità di sostegno per il rilancio di tutte le imprese del settore moda.

“Il nostro settore, secondo i dati dell’ufficio studi Confartigianato Imprese – insiste Frangipani – ha subito i peggiori effetti della crisi da Covid-19, e numeri parlano chiaro: nei primi dieci mesi del 2020 si è registrato una perdita di fatturato del 20,1% per il settore manifatturiero della provincia di Arezzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I mancati ricavi delle imprese della moda come dato nazionale tra gennaio e ottobre sono pari a 15,5 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di minori esportazioni. In pratica, 1 miliardo in meno al mese di made in Italy della moda venduto nel mondo”.

Il presidente di Confartigianato Moda mette in luce anche la grave crisi della domanda interna: “Sempre nei primi dieci mesi del 2020, a fronte di un calo delle vendite al dettaglio del 5,4%, sono crollate del 23% le vendite di abbigliamento, calzature e articoli in pelle. Di fronte a queste cifre, serve uno scatto d’orgoglio per rimettere il fashion made in Italy al centro delle strategie di rilancio del Paese”.

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Economia

“Ingegneri e architetti immuni dal Covid?”

Inarsind Toscana: i liberi professionisti, al pari degli avvocati, sono soggetti a rischio, perché l’esclusione dal vaccino?

Paolo Castiglia

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Gli avvocati toscani hanno avuto la possibilità di vaccinarsi in quanto “… unitamente agli operatori del settore giustizia magistrati, personale amministrativo, forze dell’ordine assicurano un servizio essenziale tutelando il diritto costituzionalmente garantito dei cittadini alla difesa”.
Inarsind, l’associazione di intesa sindacale a tutela di ingegneri e architetti liberi professionisti, ricorda però che i liberi professionisti tecnici frequentano cantieri, si recano, su appuntamento, nei vari uffici della Pubblica Amministrazione, poi frequentano aziende e ricevono clienti ovviamente rispettando al massimo le regole anticovid.

Il presidente Marco Becucci spiega: “Se si ammala un libero professionista, questo deve, giustamente, stare in quarantena, e nessuno lo rimborsa. Non va in malattia come per altre categorie”. Sempre Becucci approfondisce: “Allora, non vogliamo certo fare a gara con la categoria degli avvocati; vogliamo solo sottolineare l’importanza del ruolo dei liberi professionisti, categoria che contribuisce al prodotto interno lordo della Regione Toscana per poco meno di un quarto, e che avrebbe anche lei diritto ad un rapido accesso al vaccino, al pari di altre categorie professionali”.

Va detto infine che categorie “bisognose” di essere vaccinate sono comunque tante e tutte giustificate.

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Economia

Avviare dialogo costruttivo tra liberi professionisti e Pubblica Amministrazione

Incontro in Regione Toscana sul sondaggio promosso da Inarsind

Paolo Castiglia

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Avviare un dialogo costruttivo sul rapporto tra Pubblica Amministrazione e liberi professionisti è stato lo scopo di un recente incontro tra Inarsind e assessore ai lavori pubblici alla luce delle problematiche emerse da un recente sondaggio promosso proprio dall’Associazione di intesa sindacale di Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti lo scorso settembre.

Obiettivo del sondaggio Inarsind è stato quello di poter verificare le discrasie con gli uffici tecnici delle Pubbliche Amministrazioni toscane “e in effetti – spiega il presidente di Inarsind Toscana Centro, Marco Becucci – dall’analisi delle risposte sono emerse problematiche e motivi di insoddisfazione circostanziati e significativi”.

A seguito di ciò, per procedere in una logica costruttiva, il presidente Becucci ha chiesto un incontro con l’assessore regionale Monia Monni. All’incontro hanno partecipato anche il dirigente del Settore Sismica, Luca Gori e la segreteria di Lucia De Robertis, presidente Quarta commissione.
L’assessore Monni si è mostrata attenta e sensibile ai temi presentati, rassicurando sul fatto che la Regione si sta adoperando al fine di risolvere le discrasie evidenziate dal sondaggio. Durante l’incontro Inarsind Toscana ha manifestato la propria disponibilità a collaborare fattivamente con la Regione per una più proficua comunicazione di raccordo e confronto con il mondo dei liberi professionisti.

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Economia

Confartigianato: per le aziende del settore ancora difficoltà per adempiere al progetto. Va aperto un tavolo con Governo

Lotteria degli scontrini: non si sa chi vincerà
ma il rischio di perdere è tutto per le imprese

Paolo Castiglia

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“Lo abbiamo detto in tempi non sospetti e lo ripetiamo nuovamente: chiediamo al nuovo governo la costituzione di un tavolo di concertazione con le Associazioni di categoria nel quale si rivedano modalità e obiettivi di questa iniziativa”. Alessandra Papini, segretario generale di Confartigianato Arezzo, affronta così un tema molto controverso, quello della cosiddetta “lotteria degli scontrini”. “Come tutte le lotterie – afferma – non si sa chi vincerà, ma il rischio è che si sappia già chi rischia di perdere, e cioè gli imprenditori che devono gestirla tra mille difficoltà: per le aziende vi sono mille difficoltà per adempiere al progetto sul piano tecnologico, poi con la questione delle vetrofanie da appendere, la problematica gestione dei furbetti che mirano alla scalata del montepremi e soprattutto i costi annui per le aziende, superiori ai 600 euro per adeguarsi”.

“Tutto queste problematiche – insiste Papini – impongono un’immediata e urgente riflessione sull’iniziativa, non possiamo permettere che a rimetterci siano sempre le imprese, già abbondantemente stremate dalla pandemia.”. In base a quanto stabilito dal Governo, gli esercenti sono tenuti a dotarsi di registratori telematici per inviare i dati fiscali giornalieri direttamente all’Agenzia delle entrate, e su questa base di trasferimento si inscrive anche il sistema della lotteria degli scontrini.

Per poter partecipare alla lotteria, infatti, il cliente deve chiedere al negoziante di registrare il codice lotteria attraverso un lettore ottico collegato al registratore telematico che trasmetterà i dati direttamente all’Agenzia delle entrate. È fondamentale, quindi, che il registratore di cassa sia adeguato per supportare la nuova procedura. Gli artigiani che vogliono fornire questo servizio ai propri clienti dovranno verificare con il proprio fornitore se il registratore di cassa supporta questa modifica attraverso il codice seriale. Se questo è possibile si dovrà procedere all’acquisto del software e all’intervento da fare sul registratore di cassa.

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