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Economia

Inarsind: “Pubblica Amministrazione da rifondare”

Dall’Assemblea dell’Associazione sindacale degli Ingegneri e Architetti liberi professionisti la necessità di un profondo cambiamento

Paolo Castiglia

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“Appare veramente irripetibile l’occasione di poter riformare quel coacervo di sovrastrutture normative che, pur avendo una dignità legislativa in quanto inserite nelle tante finanziarie che si sono susseguite, in pratica condizionano gli strumenti attuativi. Ingegneri e gli Architetti liberi professionisti non possono chiedere con forza una profonda riforma della Pubblica Amministrazione, specie dopo i grossi limiti riscontrabili negli esiti dello smart working in periodo di pandemia”. Sono parole del presidente Roberto Rezzola nell’ampia relazione che, lo scorso 26 marzo, ha aperto in modalità web l’Assembla ordinaria di Inarsind per l’approvazione del bilancio consuntivo 2020. Ma l’Assise è stata anche la sede di un utile confronto di idee tra i delegati provinciali intervenuti, in rappresentanza di regioni dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, sulla vita interna al sindacato e delle sue prossime iniziative.

“Come operatori sussidiari alla Pubblica amministrazione – spiega in proposito il presidente Inarsind – non possiamo accettare di vedere allocate risorse economiche non finalizzate alla sburocratizzazione, responsabilizzazione ed all’efficientamento di un sistema che drena risorse economiche ed umane non restituendo un effettivo slancio per la crescita del Paese. Sarebbe quindi auspicabile, e noi riteniamo debba essere considerato inevitabile, cogliere l’occasione per dare al Paese procedure snelle e autenticamente semplificate per consentire interventi immediati e la loro declinazione immediatamente operativa”.

Rezzola spiega anche che “i nostri mantra in questo approccio sono: sburocratizzare ma responsabilizzare, semplificare ma vigilare e incentivare ma investire. Non è pensabile, infatti, togliere dei consolidati paletti normativi senza individuare i responsabili dell’applicazione, in deroga, di norme sulla gestione del patrimonio pubblico. Urge l’individuazione di soggetti (Sindaci, Governatori, Commissari ad acta) che sappiano assumersi responsabilità nella declinazione operativa, lo chiede l’Europa ma lo chiedono anche gli operatori della filiera”.

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Economia

Nasce la nuova “Banca Tema Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma”

Espansione nel Credito Cooperativo toscano

Paolo Castiglia

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A conclusione della due giorni di Assemblee ordinarie e straordinarie dei Soci di Banca Valdichiana e di Banca Terre Etrusche e di Maremma, che si sono svolte rispettivamente il 7 e l’8 giugno, le due compagini sociali hanno approvato a larghissima maggioranza, con il 98% dei voti favorevoli, il progetto di fusione che di fatto dà vita alla nuova “Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo”.

Un momento storico per le due BCC di origine, come storica è stata la partecipazione dei Soci alla votazione – che ha registrato 2.513 voti, sia per i Soci di Banca Valdichiana che per i Soci di Banca Tema, in assoluta parità – a riprova non solo della grande vicinanza delle due compagini sociali alle loro Banche locali di riferimento ma anche della condivisione del progetto portato avanti dagli amministratori. La nuova Banca sarà operativa dal prossimo 26 luglio.

La nuova Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo avrà oltre 20.000 Soci e circa 74.000 clienti. Il suo territorio di competenza si estenderà tra cinque province – Arezzo, Grosseto, Siena, Perugia e Viterbo – in cui opererà con 53 filiali e 364 dipendenti. Grazie a questa fusione, realizzata con il prezioso supporto della Capogruppo Iccrea e degli enti preposti, sarà operativa da fine luglio una Banca unica: più grande, più forte e più solida che metterà al centro il territorio e i Soci, nel solco della storia delle BCC da cui nasce.

Entrambi i CdA delle due banche esprimono quindi soddisfazione per il risultato conseguito “E’stato un percorso lungo, ma la vicinanza dei Soci e la maggioranza totalitaria da loro espressa in favore del progetto di fusione, ci ripaga del lavoro svolto. Ringraziamo tutti i Soci per la fiducia espressa e i collaboratori per l’impegno profuso, nella certezza che grazie a questo passaggio la storia delle nostre BCC e i valori fondanti di attenzione e sostegno alle comunità di riferimento troveranno pieno compimento.”

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Economia

Banca Valdichiana: il 7 giugno Assemblea straordinaria

Verso l’approvazione del progetto di fusione con Banca Tema

Paolo Castiglia

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Il progetto di fusione con Banca Tema sarà al centro dell’Assemblea straordinaria e ordinaria di Banca Valdichiana: Il Consiglio di Amministrazione l’ha convocata per lunedì 7 giugno.

Ufficializzato un anno fa, dopo i rallentamenti dovuti alla pandemia, il progetto di fusione ha ora ricevuto tutte le autorizzazioni dagli organi di sorveglianza competenti – in particolare dalla Capogruppo Iccrea e dall’Autorità di vigilanza Europea – oltreché dai due CdA. E’ quindi pronto per essere sottoposto all’approvazione delle due compagini sociali: l’Assemblea dei soci di Banca Tema si svolgerà il giorno successivo a quella dei soci di Banca Valdichiana, ovvero martedì 8 giugno.

“La Banca che nascerà – spiega il presidente di Banca Valdichiana, Fabio Tamagnini – prenderà il nome di ‘Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo’ e sarà una banca nuova e più solida, che resterà però fedele alla storia e al legame con i territori di origine di entrambe le bcc, mantenendo intatti i valori fondanti di mutualità e cooperativismo e l’attenzione alle istanze di famiglie, imprese e comunità, di un territorio di riferimento che sarà solo molto più vasto”.
Cinque province e 95 comuni costituiranno infatti la nuova area di competenza della nuova banca: “Una realtà molto grande, ma anche più forte e più solida”, aggiunge Fabio Becherini, direttore generale di Banca Tema e dallo scorso aprile anche di Banca Valdichiana.

“La capillare e uniforme presenza di filiali di cui la nuova Banca disporrà – prosegue il direttore – e il lavoro di efficientamento operativo che stiamo portando avanti, ci consentiranno di svolgere al meglio il nostro ruolo al servizio del territorio, operando in maniera moderna ed efficace, pur mantenendoci nel solco della storia di entrambe le banche. Vogliamo sottolineare infine che questa operazione non genererà nessun esubero e ci consentirà invece un’ulteriore valorizzazione delle risorse interne.”

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Economia

“SolAzul”: quando il lavoro diventa solidarietà

Da Rossana Redondo, imprenditrice colombiana che opera a Roma, impegno a tutto campo per promuovere sviluppo

Paolo Castiglia

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Le borse sono tutte fatte a mano al 100% dagli artigiani della comunità Wayuu della penisola di La Guajira, in Colombia. Ogni singola borsa è diversa e unica e sono facilmente riconoscibili per i suoi colori e il design intricato. Per realizzare la tradizionale borsa artigianale all’uncinetto può essere necessario più di un mese di lavoro. Per gli artigiani del territorio colombiano questo lavoro rappresenta un’occasione fantastica: trovare lavoro lì non è facile, e con orgoglio Rossana Redondo, imprenditrice colombiana che opera a Roma, ha realizzato “SolAzul” che è il marchio di un’iniziativa che è imprenditoriale, concretizzata nell’abbigliamento e negli accessori, ma ha anche un forte impatto sociale a favore della popolazione della regione colombiana.

Dalla sua impresa romana, Redondo, che presto intervisteremo per approfondire questa esperienza internazionale di alto valore, spiega il doppio impegno che la coinvolge in pieno. Con SolAzul infatti da una parte Rossana ha dato lavoro, sul loro territorio, a tante persone in gravissime difficoltà, dall’altra, con la Fondazione, raccoglie anche generi di prima necessità e aiuti per la sua gente.

“Provengo dalla Colombia – afferma infatti Redondo – un Paese che sfortunatamente è sempre associato al tema della droga, del narcotraffico, ed è diventato famoso in tutto il mondo per le stragi, le ingiustizie e le disuguaglianze sociali. Non dico che la realtà della Colombia sia diversa, ma sicuramente ci sono altre mille sfaccettature, molte veramente affascinanti che non sono conosciute. La realtà lì è dura, complessa, ci sono tante sacche di povertà, ma sono fermamente convinta che si possa cambiare, non so quanto tempo ci vorrà, ma si può cambiare”.

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