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Economia

Oro, tessile, infrastrutture a turismo le sfide per ripartire

Confartigianato Arezzo indica le scelte decisive per il rilancio imprenditoriale dell’area aretina

Paolo Castiglia

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“La gravissima crisi in atto a seguito della pandemia sta duramente colpendo i settori fiore all’occhiello di questa area: da quello orafo al tessile e all’abbigliamento, dal turismo, all’alimentare, all’artigianato artistico, all’innovazione e alle imprese del digitale, tutti alle prese non solo con la situazione difficilissima che conosciamo, ma anche con una burocrazia asfissiante e una sempre più inadeguata situazione delle infrastrutture sia stradali che digitali.

Insomma l’intero comparto artigiano è in crisi, ha visto ridurre sensibilmente la quantità degli scambi commerciali e di conseguenza l’opportunità di lavoro per le imprese che, una volta che sarà superata la crisi sanitaria, avranno ancora più bisogno di lavoro, di nuove opportunità e di uno snellimento della burocrazia”. Lo afferma Leonardo Fabbroni di Confartigianato Arezzo: “Quest’anno difficilissimo ci ha comunque insegnato una cosa, utilizzando al meglio il web e l’online si possono fare efficacemente operazioni in tempi molto veloci e per questo non è più accettabile l’incredibile lentezza della nostra burocrazia amministrativa, che spesso, anche su tematiche davvero decisive come ad esempio il Superbonus 110%, si prende addirittura 30 giorni solo per il primo riscontro. Qui è necessario e indispensabile che la Pubblica Amministrazione faccia un vero e rapido salto di qualità”.

Anche le imprese dei “settori pelletteria, abbigliamento, calzature non stanno meglio – insiste Fabbroni – e hanno bisogno di un intervento di ben altro spessore rispetto alla misura contenuta nella Legge di Bilancio, vista la necessità di sostegno per il rilancio di tutte le imprese del settore moda, simbolo del Made in Italy nel mondo, la moda è, infatti, il fiore all’occhiello della nostra tradizione manifatturiera artigiana.

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Economia

Nasce la nuova “Banca Tema Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma”

Espansione nel Credito Cooperativo toscano

Paolo Castiglia

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A conclusione della due giorni di Assemblee ordinarie e straordinarie dei Soci di Banca Valdichiana e di Banca Terre Etrusche e di Maremma, che si sono svolte rispettivamente il 7 e l’8 giugno, le due compagini sociali hanno approvato a larghissima maggioranza, con il 98% dei voti favorevoli, il progetto di fusione che di fatto dà vita alla nuova “Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo”.

Un momento storico per le due BCC di origine, come storica è stata la partecipazione dei Soci alla votazione – che ha registrato 2.513 voti, sia per i Soci di Banca Valdichiana che per i Soci di Banca Tema, in assoluta parità – a riprova non solo della grande vicinanza delle due compagini sociali alle loro Banche locali di riferimento ma anche della condivisione del progetto portato avanti dagli amministratori. La nuova Banca sarà operativa dal prossimo 26 luglio.

La nuova Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo avrà oltre 20.000 Soci e circa 74.000 clienti. Il suo territorio di competenza si estenderà tra cinque province – Arezzo, Grosseto, Siena, Perugia e Viterbo – in cui opererà con 53 filiali e 364 dipendenti. Grazie a questa fusione, realizzata con il prezioso supporto della Capogruppo Iccrea e degli enti preposti, sarà operativa da fine luglio una Banca unica: più grande, più forte e più solida che metterà al centro il territorio e i Soci, nel solco della storia delle BCC da cui nasce.

Entrambi i CdA delle due banche esprimono quindi soddisfazione per il risultato conseguito “E’stato un percorso lungo, ma la vicinanza dei Soci e la maggioranza totalitaria da loro espressa in favore del progetto di fusione, ci ripaga del lavoro svolto. Ringraziamo tutti i Soci per la fiducia espressa e i collaboratori per l’impegno profuso, nella certezza che grazie a questo passaggio la storia delle nostre BCC e i valori fondanti di attenzione e sostegno alle comunità di riferimento troveranno pieno compimento.”

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Economia

Banca Valdichiana: il 7 giugno Assemblea straordinaria

Verso l’approvazione del progetto di fusione con Banca Tema

Paolo Castiglia

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Il progetto di fusione con Banca Tema sarà al centro dell’Assemblea straordinaria e ordinaria di Banca Valdichiana: Il Consiglio di Amministrazione l’ha convocata per lunedì 7 giugno.

Ufficializzato un anno fa, dopo i rallentamenti dovuti alla pandemia, il progetto di fusione ha ora ricevuto tutte le autorizzazioni dagli organi di sorveglianza competenti – in particolare dalla Capogruppo Iccrea e dall’Autorità di vigilanza Europea – oltreché dai due CdA. E’ quindi pronto per essere sottoposto all’approvazione delle due compagini sociali: l’Assemblea dei soci di Banca Tema si svolgerà il giorno successivo a quella dei soci di Banca Valdichiana, ovvero martedì 8 giugno.

“La Banca che nascerà – spiega il presidente di Banca Valdichiana, Fabio Tamagnini – prenderà il nome di ‘Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo’ e sarà una banca nuova e più solida, che resterà però fedele alla storia e al legame con i territori di origine di entrambe le bcc, mantenendo intatti i valori fondanti di mutualità e cooperativismo e l’attenzione alle istanze di famiglie, imprese e comunità, di un territorio di riferimento che sarà solo molto più vasto”.
Cinque province e 95 comuni costituiranno infatti la nuova area di competenza della nuova banca: “Una realtà molto grande, ma anche più forte e più solida”, aggiunge Fabio Becherini, direttore generale di Banca Tema e dallo scorso aprile anche di Banca Valdichiana.

“La capillare e uniforme presenza di filiali di cui la nuova Banca disporrà – prosegue il direttore – e il lavoro di efficientamento operativo che stiamo portando avanti, ci consentiranno di svolgere al meglio il nostro ruolo al servizio del territorio, operando in maniera moderna ed efficace, pur mantenendoci nel solco della storia di entrambe le banche. Vogliamo sottolineare infine che questa operazione non genererà nessun esubero e ci consentirà invece un’ulteriore valorizzazione delle risorse interne.”

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Economia

“SolAzul”: quando il lavoro diventa solidarietà

Da Rossana Redondo, imprenditrice colombiana che opera a Roma, impegno a tutto campo per promuovere sviluppo

Paolo Castiglia

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Le borse sono tutte fatte a mano al 100% dagli artigiani della comunità Wayuu della penisola di La Guajira, in Colombia. Ogni singola borsa è diversa e unica e sono facilmente riconoscibili per i suoi colori e il design intricato. Per realizzare la tradizionale borsa artigianale all’uncinetto può essere necessario più di un mese di lavoro. Per gli artigiani del territorio colombiano questo lavoro rappresenta un’occasione fantastica: trovare lavoro lì non è facile, e con orgoglio Rossana Redondo, imprenditrice colombiana che opera a Roma, ha realizzato “SolAzul” che è il marchio di un’iniziativa che è imprenditoriale, concretizzata nell’abbigliamento e negli accessori, ma ha anche un forte impatto sociale a favore della popolazione della regione colombiana.

Dalla sua impresa romana, Redondo, che presto intervisteremo per approfondire questa esperienza internazionale di alto valore, spiega il doppio impegno che la coinvolge in pieno. Con SolAzul infatti da una parte Rossana ha dato lavoro, sul loro territorio, a tante persone in gravissime difficoltà, dall’altra, con la Fondazione, raccoglie anche generi di prima necessità e aiuti per la sua gente.

“Provengo dalla Colombia – afferma infatti Redondo – un Paese che sfortunatamente è sempre associato al tema della droga, del narcotraffico, ed è diventato famoso in tutto il mondo per le stragi, le ingiustizie e le disuguaglianze sociali. Non dico che la realtà della Colombia sia diversa, ma sicuramente ci sono altre mille sfaccettature, molte veramente affascinanti che non sono conosciute. La realtà lì è dura, complessa, ci sono tante sacche di povertà, ma sono fermamente convinta che si possa cambiare, non so quanto tempo ci vorrà, ma si può cambiare”.

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