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Economia

Anche il Rotary  Arezzo in campo per rendere il mondo “polio free”

Il 24 ottobre Giornata mondiale del progetto “PolioPlus” da 30 anni impegno globale del Club.

Paolo Castiglia

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In prima linea nella campagna contro la diffusione  nel mondo della poliomelite. Parliamo del Rotary club Arezzo. Tutto parte da un’idea nata 30 anni fa dal Rotary International e sostenutdalla Bill & Melinda Gates Foundation, che fa capo al patron di Microsoft. E che vede il Rotary international raddoppiare  le somme corrisposte dai club mentre la Gates Foundation provvede a sua volta a moltiplicarle.

“Un’iniziativa – spiega Oreste Tavanti,  presidente del Rotary club Arezzo – che vede parte attiva anche il Rotary Club Arezzo, impegnato in una campagna di informazione su questo tema fondamentale, che nasce dalla volontà di diffondere l’importanza del vaccino antipolio nel mondo soprattutto  perché purtroppo si registrano a settembre di quest’anno ancora diversi casi di poliomelite in Paesi come il Pakistan e l’Afghanistan”.

Da oltre 30 anni i Club Rotary di tutto il mondo sono impegnati nel progetto Polio Plus che ha contribuito a ridurre i casi di polio di oltre il 99,9%. Essendo una malattia di tipo endemico bisogna vaccinare ogni anno dagli otto ai dieci milioni di bambini in tutto il mondo: “Infatti non bisogna mai abbassare la guardia  – spiega ancora Tavanti –  questa battaglia e l’impegno continuo dei nostri club non si può fermare, in quella che di fatto è una volta una corsa contro il tempo: se tutti gli sforzi volti all’eradicazione si fermassero oggi, entro 10 anni, la polio potrebbe paralizzare fino a 200.000 bambini ogni anno. Il Rotary ha contribuito a ridurre i casi del 99,9%: diamo tutti una mano a fermare definitivamente questo male”.

Tutto questo portò a vaccinare mezzo milione di bambini. Così nel 1985 grazie al Rotary International nacque la giornata ufficiale e tre anni dopo, nel 1988,  il progetto globale “PolioPlus” che si celebra appunto il 24 ottobre.

Per sostenere il progetto con un’offerta ci si può collegare al sito www.endpolio-org.

Economia

Max Nardari: musica, cinema, tv e libri. La riscossa post covid

Esempio del nuovo slancio produttivo di un mondo importante non solo per la nostra cultura ma anche per la nostra economia.

Gloria Gualandi

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Ultime novità: il suo film “La mia famiglia a soqquadro” è andato in onda a settembre su Rai 1 facendo due milioni di ascolti. Da pochi giorni è uscito invece su Amazon Prime il film a episodi dal titolo “Diversamente”, distribuito dalla 102 Distribuzione. Con il nuovo anno sarà pubblicato poi il suo libro motivazionale dal titolo ironico “Meglio fare cento cose bene che una male”. Non basta:  ha in preparazione il film “Amici per caso” che sarà girato in Umbria nella primavera 2022. Quando si parla di ripresa post covid si guarda spesso più che altro all’economia, ma Max Nardari è regista, sceneggiatore, produttore e compositore musicale,  ed è un artista che rappresenta in pieno, in questo momento, il nuovo slancio produttivo di un mondo davvero molto importante non solo per la nostra economia ma anche per la nostra necessità, la nostra voglia di tornate a respirare arte, divertimento e riflessione.

Un po’ di storia: Max Nardari nasce a Padova, si laurea al DAMS di Bologna con una tesi su Pedro Almodovar. Poi si trasferisce a Roma e si diploma in regia presso la NUCT di Cinecittà e in sceneggiatura presso la RAI. Inizia la sua carriera alternando la sua attività di film maker con quella di autore musicale scrivendo brani per diversi artisti italiani fra cui Raf, Fabrizio Moro, Andrea Mirò, Simonetta Spiri.

Nel 2003 fonda la sua casa di produzione cinematografica Reset Production srl con cui produce e dirige il suo secondo film, 12 cortometraggi, 4 documentari e oltre 30 videoclip musicali e alcuni spot per Filmaster e BRW &Partners. Tra il 2010 e il 2013 realizza una trilogia di cortometraggi sociali dal titolo “Lui & L’altro”, “Lei & L’altra” e “Noi & Gli Altri” distribuiti da Rai Cinema.

Nel 2015 dirige un film internazionale co-prodotto da due case di produzione italiane e due russe, che esce in Russia a marzo 2017 in 470 copie distribuito da Paradise, con il titolo LiubovPret-a-Portè. Nel cast: Giancarlo Giannini, Alessandro Borghi, Nino Frassica, Paolo Conticini, Tosca D’Aquino, Olga Pogodina e LarisaUdovichenko.

Tra i maggiori successi,  nel 2016 Max scrive, dirige e produce con la Reset Production la commedia “La mia famiglia a soqquadro” che esce ad aprile 2017 nei circuiti cinema The Space e Uci, distribuito da Europictures. Nel cast: Marco Cocci, Bianca Nappi, Gabriele Caprio, Eleonora Giorgi, Elisabetta Pellini e Ninni Bruschetta. La premiere internazionale è a luglio 2016 al Festival di Tokyo dove il film è finalista come unico italiano. Il film viene venduto e distribuito in molti paesi asiatici e sulle linee aeree Spafax Airlines del Regno Unito da parte dei venditori tedeschi Medialuna. Il titolo internazionale è The family Jumble. Il film ottiene il 20% di Share in prima serata su RSI, prima rete svizzera, ed è in uscita nel 2020 su RAI 1. Da Maggio 2020 il film è visibile anche in tutto il mondo sulla piattaforma Amazon Prime.

A luglio 2019 Nardani viene nominato Direttore Artistico di Sabaudia Studios, il prestigioso e storico Festival della Commedia Italiana di Sabaudia (LT) che anche conduce a fianco di Tosca D’Aquino.

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Economia

Inarsind a Giovannini: rammarico per sottovalutazione del ruolo della libera professione

Riforma del testo Unico per l’Edilizia: l’Associazione di rappresentanza scrive al Ministro delle Infrastrutture.

Paolo Castiglia

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Stupore e rammarico per la sottovalutazione del ruolo della libera professione. Che hanno portato l’Inarsind, l’Associazione di rappresentanza di Ingegneri e architetti liberi professionisti a inviare una lettera ufficiale al Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, e per conoscenza al presidente del Consiglio Mario Draghi, rispetto alla composizione della Commissione governativa della Riforma del Testo Unico per l’Edilizia.

Tutto parte dal fatto, riportato nel testo della missiva, di dover constatare l’assoluta minoranza all’interno della Commissione di liberi professionisti (solo due architetti), la totale assenza di ingegneri liberi professionisti ed in generale della rappresentanza dell’intero mondo dei tecnici delle costruzioni. Inarsind non mette ovviamente in discussione “l’apprezzabile finalità, da noi da tempo auspicata, della riforma del testo unico per l’edilizia”, “né è certamente in discussione il valore di quanti sono stati chiamati a far parte della Commissione, ma è assai sorprendente che coloro che più di altri dovranno misurarsi con la pratica applicazione delle future norme siano stati, di fatto, esclusi dal dibattito che porterà alla loro stesura”.

Secondo Inarsind quindi, “per giungere al riordino della materia, ritenuto ormai indispensabile, siamo certi che l’esperienza maturata nel corso degli anni dai liberi professionisti Architetti e Ingegneri, ovvero da coloro che quotidianamente la praticano in un continuo confronto con gli Enti interessati e che costituiscono il tramite tra questi ultimi ed i committenti, ovvero cittadini ed imprese, sarebbe oltremodo  utile ed indispensabile”.

“Quel che temiamo – afferma l’Associazione di rappresentanza, qui rivolta direttamente al Ministro – e più ci rammarica, è pensare che la significativa assenza della libera professione in Commissione possa essere il frutto di una sottovalutazione del ruolo della libera professione e, soprattutto, delle sue capacità intellettuali e culturali di potere contribuire al coordinamento e integrazione delle norme in materia di costruzioni. Auspichiamo che le nostre considerazioni possano trovare la sua attenzione e, ancor di più, possano indurla a ripensare la composizione della Commissione”.

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Economia

Confartigianato: trasporto pubblico locale, decisivo tutelare la libertà d’impresa

Stato di agitazione nazionale per ottenere lo stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza. Ma no al fermo.

Paolo Castiglia

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Confartigianato Arezzo fa propria la battaglia nazionale su tema del trasporto persone che ha portato Confartigianato nazionale a proclamare lo Stato di agitazione della categoria per ottenere lo  stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza e per avviare subito un confronto con il Governo e il Parlamento per riavviare il percorso di riforme del trasporto pubblico locale non in linea. Confartigianato ha però deciso di non aderire al fermo nazionale indetto per il 24 novembre.

Francesco Meacci, coordinatore della Federazione autotrasporto e coordinatore dell’Associazione Taxi di Confartigianato Arezzo, esprime “grande preoccupazione per quanto contenuto nel Ddl Concorrenza, visto che di fatto si tratta di un duplicato della delega già in essere per la riforma del trasporto pubblico locale non di linea”, ma anche “grande preoccupazione per assetti di mercato che potrebbero compromettere le prospettive di accesso al mercato degli operatori anche in contrasto con la Costituzione, che riconosce e tutela il valore dell’artigianato e della cooperazione”.

Meacci parla di “una disinvolta apertura alle piattaforme che si basano sull’intermediazione del lavoro, che mina le caratteristiche tipiche dell’esercizio autonomo e mutualisticamente organizzato delle attività di trasporto di persone non di linea, con il rischio di trasformare migliaia di imprese in lavoratori subordinati, vincolati ad un regime prossimo al caporalato”.

Particolarmente colpiti dal provvedimento governativo si sentono i tassisti. E qui interviene Alessandro Tani, presidente dell’Associazione tassisti di Confartigianato Arezzo,  che spiega come “sia assolutamente necessario sostenere quanto contenuto nell’art. 117 della Costituzione sulle competenze specifiche delle Regioni in materia di Trasporto pubblico locale: superare l’autonomia regionale contraddice e fa venir meno i principi della programmazione territoriale, della regolazione e del livello dei servizi, della garanzia di servizio pubblico che le Regioni in questi anni hanno assicurato”.

Meacci a Tani sostengono comunque, malgrado la difficile situazione, la posizione di Confartigianato Trasporto Persone nazionale rispetto alla non adesione al fermo nazionale,  “Fermo che sarebbe –  concludono – una prematura forzatura in questa fase, in considerazione del prevedibile iter parlamentare del provvedimento e rischierebbe di compromettere la strada di una responsabile interlocuzione con le Istituzioni”.

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