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Cultura

Influencer sì, ma anche mamma che scrive libri

Sonia Fasulo ovvero  l’inclusione femminile in tutte le sue sfaccettature.

Gloria Gualandi

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Sonia Fasulo ovvero  l’inclusione femminile in tutte le sue sfaccettature. “Ho scritto il mio primo romanzo pubblicato dalla Golem edizione l’anno scorso e sto scrivendo il seguito. La mia attività si concentra tutta Italia dove porto con fierezza il mio amore per la mia regione: il Molise puntando l’attenzione sulla mia Termoli”.

Per raccontare il nuovo mestiere nei media, raccontiamo appunto Sonia Fasulo, il cui lavoro come social media manager viaggia a livello nazionale nel settore moda come influencer. Spazio di azione il web marketing e i social media praticamente da sempre. Dopo aver gestito diverse realtà aziendali ha iniziato a lavorare a stretto contatto con vari  youtuber e collaborando a stretto contatto con la piattaforma di e-learning nazionale Docety.

Allora è in campo su  pagine aziendali,  corsi di formazione, occupandosi  di crescita professionale sui social: “Sono sempre stata un po’ secchiona a dire la verità – dice di sé – amavo la scuola, i miei compagni, amavo l’odore dei libri e andavo matta per le interrogazioni. Ma i temi liberi erano la mia passione. Scrivevo, raccontavo ed immaginavo scenari narrativi anche solo per raccontare le noiose vacanze estive di una bambina. Dal tema che ha incantato la mia maestra non ho mai più smesso di scrivere tanto che ho lettere mandate alle mie amiche e scrivo un diario dove racconto le mie giornate ai miei figli”.

“Penso sarà bello per loro  – conclude Fasulo  –  un giorno sapere cosa pensava la loro mamma. “Parlami di te”, è un libro in cui si intrecciano storie di amore, amicizia, passione e sbagli ed è nato nella mia mente a settembre 2019. Continuavo a pensare alle vicende, ai personaggi, al messaggio da lanciare, ma non avevo mai avuto la spinta giusta per scriverlo. Poi, dopo l’incoraggiamento di mio padre, ho iniziato a scrivere. Così in un mese, ottobre 2019, Parlami di Te è diventato reale”.

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Cultura

L’arte e la rappresentazione delle cose perdute

Tre giovani artisti emergenti da sabato 25 in una mostra a Sottofondo Studio di Arezzo

Paolo Castiglia

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Lavori che sono appunti, il fermo immagine di un processo creativo che lavora sul tempo.  Racconti che rispondono alla sfida lanciata da Sottofondo Studio per riflettere sul rapporto dei tre artisti con la “scomparsa”, secondo un processo di scontro e accordo tra i tre modi di percepirla e rappresentarla. Si inaugura sabato  25 giugno, alle ore 18, la prima mostra collettiva del progetto “Lo studio ospita”, nato nel 2021 a Sottofondo studio.

A poco più di un anno dalla prima mostra, lo spazio di Via Garibaldi 136 ad Arezzo presenta “E ci fa dispetto il tempo” con gli artisti Perla Sardella (1991, Jesi), Nicola Ghirardelli (1994, Como) e Lorenzo Montinaro (1997, Taranto), curata da Elena Castiglia. La collettiva si struttura appunto su Sardella, Ghirardelli e Montinaro, che insieme creano una dimensione che rimanda a un inventario in cui vengono raccolte storie ed elementi che non sono più presenti. Questo tipo di unione trae ispirazione dal testo di “Inventario di alcune cose perdute” di Judith Schalansky che parla della rovina non come nostalgica traccia di un passato migliore ma come testimonianza di un presente critico nel ricordare costantemente la propria finitezza: “Il mondo – si fa così – l’immenso archivio di sé stesso” e la sospensione, il limite temporale diventano soggetti dei lavori in mostra.

È possibile visitare la mostra sabato 25 giugno dalle 18 alle 21 e domenica 26 giugno dalle 16 alle 20. La mostra resterà aperta fino al 17 luglio su appuntamento.

Per prenotazioni scrivere a infosottofondostudio@gmail.com

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Cultura

“Il maestro e Margherita” di Michail Bulgàkov

«Ma allora chi sei tu, insomma? Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eterna-mente compie il bene»

Marco Matteoli

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Senza ombra di dubbio un classico della letteratura russa, un libro che può mettere il lettore in serie difficoltà, poiché strutturato in maniera complessa.

All’interno di questo libro possiamo notare addirittura tre linee narrative che si intersecano tra di loro: una linea narrativa racconta dell’arrivo del diavolo a Mosca (Woland), circondato da un seguito grottesco, assieme al quale semina il caos nella Mosca burocratica dei primi anni del 900. Il secondo filone narrativo, il più lineare e leggibile, è quello del rapporto tra Margherita e la figura del maestro, scrittore accusato di aver scritto un’opera antisistema, e recluso in un ospedale psichiatrico. Margherita accetta il patto con il diavolo per potersi ricongiungere con il maestro, intendendo in questo caso il termine amore come “libertà” di provare sentimenti. 

Il terzo filone narrativo consiste in un romanzo all’interno del romanzo e parla degli ultimi giorni di vita di Gesù (Jeshua Hanozri), raccontando la figura di Ponzio Pilato nella sua complessità di uomo.

Insomma un libro monumentale, complesso, sfaccettato, come Bulgakov stesso, che racconta anche delle persecuzioni politiche degli anni 30 in Russia e della necessità del diavolo per avere una certa garanzia di riscatto, all’interno di una cornice spesso grottesca, irrazionale, immaginifica, e non sempre dalla lettura lineare.

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Cultura

“La forza del cuore di Alejandro Marmo” il nuovo libro di Maria Pia Cappello

Presentato a Roma, nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo

Maria Pia Cappello

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Nella Sala delle Bandiere in via IV Novembre, 149  venerdì 27 maggio alle ore 16.30 la scrittrice Maria Pia Cappello ha presentato  il libro “La Forza del Cuore di Alejandro Marmo”, pubblicato anche in inglese e spagnolo da GRAUS Edizioni.

L’evento si è svolto con la presenza eccezionale di S.E. Ambasciatore Dott. Roberto Carlés dell’Ambasciata Repubblica Argentina.Sono intervenuti il maestro Alejandro Marmo, Luca Nitiffi, Funzionario Europeo, il Dott. Giovambattista Mollicone, Past Governatore Rotary International, il Dott. Pietro Graus CEO e founder di Graus Edizioni e la Prof.ssa Fabia Baldi, Dirigente Scolastica.

La scrittrice Maria Pia Cappello ha analizzato sia la scultura che la pittura di Marmo evidenziando le caratteristiche del suo linguaggio artistico: la profonda spiritualità, la fede, la tradizione, l’arte del recupero degli oggetti e l’assemblaggio.

La tematica spirituale è trasmessa come uno slancio verso un mondo ideale, un moto ascensionale, un volo quasi mistico.  Marmo analizza l’impotenza dell’uomo davanti alla grandezza dell’universo e si percepisce la consapevolezza della frammentarietà delle vanità terrene e l’idea che il potere della salvezza possa superare la paura e la sofferenza. I cuorirealizzati con il ferro o altro materiale possono essere considerati emblemi internazionali, simboli di amore e pace. Marmo Instaura una originale, sapiente e artigianale arte che coglie e rappresenta l’evoluzione della società.

La scrittrice ha poi parlato della corrente artistica, filosofica e poetica  da lei denominata Scartismo che certamente si riferisce al recupero di oggetti e materiali che trasmettono una inconfondibile e innovativa “poetica del rottame, dello scarto” perché trasmette la meraviglia delle metamorfosi analizzate nel suo primo libro (Metamorfosi Spirituali di Alejandro Marmo), ma si intende anche che ciò che è imperfetto, sbagliato, vecchio, brutto nasconde una luce meravigliosa, una rara scintilla di bellezza capace di risplendere e trasformarsi se viene considerata e svelata. E’ la metafora della considerazione, del cambiamento, della rinascita e della metamorfosi collegata all’uomo. Gli “scarti” possono sempre vivere una seconda stagione, diventare metafore e simboli perché la vita offre molte opportunità e ognuno può diventare un’opera d’arte.

L’ambasciatore Carlés ha espresso la soddisfazione di presenziare all’evento evidenziando come Alejandro Marmo sia un artista molto importante e conosciuto in Argentina sia per la funzione sociale delle sue opere d’arte che per aver rappresentato figure importanti della storia argentina come Evita Peron. Ha inoltre sottolineato l’importanza del recupero dello “scarto” nella creazione artistica di Marmo e la consonanza con Papa Francesco nel recupero e coinvolgimento dei soggetti emarginati dalla società. Luca Nitiffi ha ribadito la necessità che il cittadino senta le istituzioni vicine, testimoniato anche dal fatto che la presentazione si è svolta nella sede del Parlamento Europeo. L’arte diventa tramite tra le istituzioni e i cittadini e l’opera di Marmo è in perfetta consonanza con l’educazione all’economia circolare, basata sul recupero e il riciclo degli scarti nell’ottica di un rispetto concreto per l’ambiente. La Prof.ssa Baldi ha esposto un’analisi critica sul libro di Maria Pia Cappello focalizzando i principali temi dell’artista Alejandro Marmo, la sua poliedricità artistica ed il profondo  valore sociale ed evangelico delle sue opere. Il Dott. Mollicone ha presentato la scrittrice parlando dei numerosi libri d’arte ricordando che sono presenti nel database del MoMa di New York e nel Museo AGO di Toronto. Ha altresì ricordato dei riconoscimenti che ha avuto durante la sua carriera. Il Dott. Mollicone ha poi presentato il maestro Alejandro Marmo, lo scultore degli scarti del mondo. Da qui la corrente artistica dello Scartismo individuata dalla scrittrice Cappello. Poi ha parlato della sua amicizia con Papa Francesco e ha messo in evidenza che Marmo ha sviluppato il suo talento improntato sulla fatica e il sacrificio vivendo la creazione artistica come la viveva Michelangelo. Ha sottolineato l’importanza del progetto denominato “Arte nella fabbrica” che ha creato per coinvolgere operai senza lavoro, giovani con problemi di tossicodipendenza e studenti delle periferie più problematiche della capitale argentina. L’editore dott. Graus ha espresso l’augurio che il libro sia divulgato nel mondo anche perché scritto in tre lingue, mentre Il Maestro Alejandro Marmo ha ringraziato la scrittrice Maria Pia Cappello per aver dato voce alla sua arte ed alla sua missione sociale attraverso i suoi splendidi libri, Metamorfosi Spirituali e La Forza del Cuore.

Il libro La Forza del Cuore è una metafora di bontà, fratellanza, salvezza, solidarietà, conforto, aiuto e coraggio nel Terzo Millennio.  Infatti, la missione artistica di Marmo è quella di creare un’arte che sia inserita nello spirito della pace e dell’armonia tra i popoli.

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