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Economia

Rea Dalmine, Azimut Direct e il pool di banche costituito da Banco BPM, BPER Banca e Mediocredito Centrale: finanziamento da 35 milioni di euro

La scelta di investimento sostenibile

Paolo Castiglia

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Rea Dalmine S.p.A. – società che gestisce il termovalorizzatore di proprietà sito nel Comune di Dalmine (BG) appartenente al Gruppo Greenthesis, player leader in Italia nella gestione dei rifiuti, nella riqualificazione ambientale e nella produzione di energia da fonti rinnovabili – e il pool di Istituti di Credito costituito da Banco BPM S.p.A., in qualità di banca coordinatrice del pool e banca finanziatrice, BPER Banca S.p.A. e Mediocredito Centrale S.p.A., in qualità di banche arranger e banche finanziatrici,hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per un ammontare complessivo pari a 35 milioni di Eurofinalizzato alla realizzazione di iniziative che rientrano nell’ambito dei Sustainable and Responsible Investments.

L’operazione è caratterizzata da un meccanismo di pricing legato al rispetto di unospecificotarget di tipo ESG (Environmental, Social e Governance) di matrice ambientale basato sul c.d. indice di recovery performance, parametro di riferimento del settore che viene utilizzato per misurare la capacità di un termovalorizzatore di recuperare energia dal processo di termodistruzione dei rifiuti.

Il finanziamento, che prevede due linee di credito utilizzabili in un’unica soluzione con ammortamento a rate semestrali e con scadenza al 31 dicembre 2031, è stato promosso persostenere la realizzazione di nuove iniziative industriali nel settore dell’ingegneria ambientale ed in quello della produzione di energia elettrica e di biocarburanti avanzati in conformità ai principi della circular economye, altresì, per riqualificare le fonti finanziarie della società.

L’operazione,realizzata con il diretto intervento di Azimut Direct e con collaborazione della rete dei consulenti delGruppo Azimut, operatore leader in Europa nel comparto del risparmio gestito, si connota per essere totalmente in linea con i requisiti distintivi degli investimenti sostenibili così come richiesto sempre più fortemente dalla transizione ecologica in atto.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Rea Dalmine Marco Sperandio ha così commentato l’operazione: “Il conseguimento di questo risultato, di cui siamo particolarmente soddisfatti, ci permetterà di poter sviluppare nuovi progetti nelle filiere del recupero di materia ed energia nell’ottica della circular economy. Rea Dalmine, e con essa tutto il Gruppo Greenthesis, sta infatti sviluppando iniziative conformi al Piano Europeo di transizione energetica, atte ad aumentare le componenti rinnovabili del mix energetico nazionale, elemento, questo, posto al centro della “Missione 2” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltreché di fondamentale importanza in senso lato, come peraltro mostrato dalle attuali tensioni sui mercati energetici”.

“Siamo contenti di aver affiancato una realtà dinamica come Rea Dalmine, società del gruppo Greenthesis che gestisce l’impianto di termovalorizzazione di Dalmine, di valenza strategica a livello nazionale e europeo. La presente operazione è in linea con l’ambizione di Azimut Direct e di tutto il Gruppo di essere interlocutore privilegiato di imprese eccellenti eche operano con professionalità e attenzione alle tematiche ambientali, come riflesso nella struttura stessa del finanziamento”. sottolinea Paolo Altichieri, Managing Director Azimut Direct. “La figura del consulente finanziario è profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni. Le sinergie sviluppate all’interno del Gruppo Azimut ci aprono un nuovo modello di servizio al cliente, dove ascolto e assistenza sono parole chiave”, aggiunge Oliviero Pulcini, Managing Director di Azimut Capital Management per la macro area 2.

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Economia

In Farmacia second booster per gli Assistiti non fragili con più di 80 anni

Continua l’impegno di Federfarma per la protezione contro la pandemia

Paolo Castiglia

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Non abbassare la guardia e battersi ancora per migliorare la vita degli assistiti. E’ la scelta che hanno fatto le Farmacie private aretine che si stanno impegnando al massimo per completare il ciclo vaccinale con somministrazione della quarta dose di vaccino, il second booster alle persone anziane.

“E’ un percorso – spiega in proposito il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, che nasce dal giugno 2021, data dalla quale le nostre farmacie si sono impegnate, in primo tempo solo con la somministrazione del vaccino Anticovid J&J e poi dal 10 Agosto 2021 con vaccino Comirnaty-Pfizer: circa il 35% delle Farmacie Private aderenti a Federfarma Arezzo hanno contribuito decisamente e in modo determinante al miglioramento ed al raggiungimento di una percentuale ottimale della campagna vaccinale anti Covid, ma anche antinfluenzale, con somministrazioni ripetute senza limiti di età da 12 anni in poi, sia nella provincia di Arezzo che nella Asl Sudest Toscana e quindi nella Regione Toscana”.

Ora però le Farmacie sono di nuovo in campo: “Il Ministero della Sanità – spiega ancora Giotti – ha disposto e raccomandato, per completare il ciclo vaccinale, visti gli ottimi risultati ottenuti e raggiunti nella campagna vaccinale in sede Nazionale e la comparsa di varianti virali, la somministrazione della quarta dose Comirnaty-Pfizer-second booster antiCovid-19 a ospiti delle RSA per anziani, a persone con elevata fragilità per patologie concomitanti e/o preesistenti di età superiore a 60 anni e a persone di più di 80 anni, che è il range di maggior competenza vaccinale e l’unico per le Farmacie aderenti”.

“Le Farmacie quindi – conclude il presidente di Federfarma Arezzo – che aderiscono alla campagna vaccinale possono somministrare la quarta dose di vaccino second booster alle persone non fragili di più di 80anni nel dosaggio di 30 mcg in 0.3ml – la stessa dose delle precedenti – purché siano trascorsi almeno 120 giorni dalla terza dose booster.

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Economia

Inarsind: no a strumentali demonizzazioni sul Superbonus

L’associazione sindacale di categoria contro le facili generalizzazioni legate al provvedimento

Paolo Castiglia

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“Parliamo del Superbonus: il comparto edile ha conosciuto aumenti della massa salariale che non si vedevano da un decennio. Poi gli interventi legati al superbonus hanno contribuito all’aumento del PIL dell’intero Paese e all’efficientamento energetico e strutturale di un patrimonio edilizio composto da edifici energivori e inadeguati simicamente. Non solo: i compensi ai professionisti sono determinati dall’applicazione di uno specifico decreto ministeriale”. Sono parole del presidente di Inarsind, Carmelo Russo, che a nome degli ingegneri e architetti liberi professionisti che rappresenta, non accetta “la strumentale demonizzazione del provvedimento e di chi lo applica facendo un enorme servizio al Paese, alla società e all’economia nazionale”.

“I superbonus, ovvero le ormai note agevolazioni fiscali che riguardano il settore dell’edilizia, spiega infatti la nota Inarsind – sono stati oggetto di forte interesse mediatico dalla loro introduzione. In particolare alcuni autorevoli programmi hanno, fino a qualche settimana fa, posto la propria attenzione sulle frodi correlate ai bonus, facendo emergere un quadro devastante, come se la misura non stesse funzionando e fosse servita esclusivamente ad un ristretto numero di disonesti per arricchirsi ed ai professionisti, ingegneri ed architetti, per applicare esose percentuali sull’importo dei lavori”.

“A fronte di ciò – approfondisce il testo – passano invece sotto silenzio informazioni importanti poco note ai più: dalle costose polizze obbligatorie per i professionisti, alle grandi responsabilità che ricadono su progettisti e direttori dei lavori, le cui violazioni sono sanzionabili con pene pecuniarie e detentive che non hanno eguali neanche rispetto ad analoghi e/o più gravi reati. Per non dire sulle difficoltà di dovere procedere tra le incertezze interpretative di una norma che in due anni è stata modificata, in maniera significativa, ben quindici volte”.

“Non è quindi possibile accettare – conclude Russo – alcuna generalizzazione: ben vengano accertamenti e sanzioni per le violazioni, ma nel contempo si guardi con obiettività al lavoro di architetti e ingegneri, ma più in generale di tutte le professionalità coinvolte, che svolgono la propria attività con serietà e coscienza, per cogliere un’occasione di sviluppo in direzione ecosostenibile e migliorare la sicurezza dei cittadini. Chiediamo di operare in un mercato in cui il sospetto non preceda l’obiettivo accertamento dei fatti e che consenta di svolgere con serenità la professione”.

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Economia

“Arezzo Fiere e Congressi pronta al rilancio a fianco dell’imprenditoria”

Il presidente dell’Ente Fieristico aretino dopo Oroarezzo e dopo la celebrazione dell’Assemblea di ieri

Paolo Castiglia

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“Soddisfazione per la grande ripartenza sancita dal successo di Oroarezzo”, e anche e soprattutto “la consapevolezza della bontà del lavoro di risanamento di Arezzo Fiere e Congressi, che ora si presenta in grado di tornare a trainare l’impatto che il mondo produttivo e commerciale aretino può e deve avere a livello nazionale e internazionale. E ora via, quindi, ad una innovativa progettualità condivisa, che porterà alla crescita progressiva del ruolo del nostro Ente fieristico come polo decisivo di sviluppo economico e sociale”.
Sono parole del presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Ferrer Vannetti, rafforzate dalla celebrazione dell’Assemblea dei soci dell’Ente, che si è tenuta nella mattinata di mercoledì 25 maggio subito dopo la riunione del Cda.

L’Assemblea ha approvato all’unanimità dei presenti sia il Bilancio, che si presenta in utile, sia il Piano Industriale, che prevede la realizzazione di una nutrita serie di eventi fieristici sia di impostazione tradizionale rispetto alla progettualità della Fiera, sia fortemente innovativi.

Il tutto avviene a qualche giorno dalla positiva celebrazione di Oroarezzo “da sempre fiore all’occhiello di questa struttura”, che è stato il primo evento in presenza dopo gli anni del Covid. “Il sodalizio con un partner come Ieg – spiega Vannetti in proposito – prosegue nella consapevolezza che le manifestazioni orafe di Arezzo dovranno crescere ancora e passare gradualmente ad un livello superiore, ma cosi deve essere per tutto il sistema Fiera”.
“Abbiamo lavorato tantissimo, come una squadra, tutti noi alla guida della rinnovata Fiera e stiamo continuando a farlo, con grande coinvolgimento e impegno da parte delle componenti che fanno parte del Board: Ginetta Menchetti, in rappresentanza della Regione Toscana, Alessandra Joseph che rappresenta Comune e Provincia di Arezzo e Sandra Bianchi che riveste un ruolo fondamentale per l’Ente sia dal punto di vista organizzativo e amministrativo che di strategia complessiva”.
“Il rilancio della Fiera è ovviamente soltanto iniziato con questo primo, soddisfacente passo, i dati riferiti ad Oroarezzo sono senza dubbio positivi – spiega ancora il presidente – ma ora l’obiettivo è trainare la ripresa dell’economia del nostro territorio, partendo da quello che sappiamo fare come imprenditori a tutti i livelli, produttivo, commerciale, turistico e ambientale: dobbiamo farlo valorizzando al massimo le nostre eccellenze e proiettandole in un futuro sostenibile e di sviluppo”.

In affetti come punto di “ripartenza” la quarantunesima edizione di Oroarezzo ha diffuso un sentiment di fiducia, proprio grazie alla decisiva sinergia di sistema che si è generata tra i protagonisti, con una formula dinamica fra esposizione e networking focalizzata sul concept “The Art of Manufacturing” che, pur in un calendario fitto di manifestazioni internazionali, ha attratto buyer da mercati esteri chiave e l’attenzione di nuovi compratori da quelli emergenti.

“La piena compartecipazione – secondo Vannetti – tra Fiera, città e principali istituzioni e associazioni partner, ha tracciato una prospettiva condivisa all’insegna della coesione, e una traiettoria comune di innovazione sostenibile. Inoltre Oroarezzo ha acceso i riflettori sulle novità, il design e le tendenze della manifattura a livello internazionale dimostrando ancora una volta il ruolo fondamentale della nostra manifestazione orafa”.

Cosa occorre fare ancora, per mettere tutti gli operatori che vorranno utilizzare lo spazio fieristico aretini nelle migliori condizioni? “Sempre lavorando lontano dai riflettori in questi due anni – spiega ancora Vannetti – abbiamo messo a punto sia un ampio calendario di eventi – che negli ultimi mesi è stato rallentato nella sua esecuzione dalla pandemia – sia innovazioni di grande rilievo dal punto di vista della gestione degli immobili: puntiamo alla riapertura degli spazi della Fiera ad eventi di spettacolo pubblico o anche sportivi, per portare il complesso fieristico a diventare, in pieno, un polo di attrazione sul territorio, ritrovando una funzione centrale anche per la nostra città”.

Sempre dal punto di vista dell’operatività e della riqualificazione della struttura, il Presidente ha affermato che “abbiamo in programma anche lavori che ci portino ad ottenere la completa autonomia energetica dell’immobile tramite l’implementazione dei pannelli fotovoltaici e di tutti i sistemi necessari a questo fine. Come servizi a utenti e pubblico poi è già realtà il ristorante all’interno della Fiera, che è tornato a funzionare in occasione di Oroarezzo e sarà sempre aperto”.

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