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Economia

L’onda lunga della guerra si sta abbattendo sull’export

I dati della Cciaa di Arezzo sul settore, già in chiaroscuro, rischiano di vedere un vero e proprio crollo a seguito del conflitto ucraino.

Paolo Castiglia

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L’onda lunga del conflitto in Ucraina sta colpendo pesantemente il sistema economico italiano e quindi pesa fortemente sull’export il nostro Paese vanta una fortissima vocazione alle esportazioni.

“Come spesso accade – spiega in proposito il presidente di Confartigianato Arezzo, Ferrer Vannetti – le prime a risentirne maggiormente sono le micro e piccole imprese della filiera artigianale che noi rappresentiamo e purtroppo gli effetti deflagranti di questo conflitto li misuriamo ogni giorno. A dispetto di quanto si possa essere portati a pensare, ne risente il sistema economico nel suo complesso, tanto più che la nostra economia è sostanzialmente di filiera, per cui occorre tenere conto dei costi crescenti di elementi decisivi quali energia, trasporti, materie prime e nel nostro caso la quotazione dell’oro. In questa situazione i rischia lo stop delle esportazioni”.

In generale, approfondisce Vannetti, “lo scorso anno l’export verso la Russia ha pesato per 7,7 miliardi, mentre quello verso l’Ucraina per 2,1 miliardi. Questo ultimo valore registra quindi un aumento del 20% delle esportazioni verso il Paese invaso. Di contro, adesso, secondo i primi dati a disposizione di Confartigianato Nazionale, per via del conflitto, abbiamo perso il 30% del valore dell’esportazione verso questi Paesi. Il comparto della moda ha addirittura perso il 42%, mentre quello dei macchinari il 26. Se teniamo presente che il 35% del totale delle esportazioni è operato dalle imprese artigiane è evidente la gravissima crisi che stiamo vivendo”.

“Noi come Confartigianato Arezzo stiamo facendo tutto il possibile per aiutare le imprese che si rivolgono a noi, anche grazie al nostro servizio di consulenza avanzata per l’export, il Gruppo Internazionalizzazione di Confartigianato Imprese Arezzo avviato da qualche mese per riagganciare la ripresa post Covid che si sarebbe dovuta realizzare in assenza di questo conflitto inatteso e gravissimo”.

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Economia

Banca Tema: salda la presenza sul territorio

L’Assemblea dei Soci approva il Bilancio in utile e elegge il nuovo CDA

Paolo Castiglia

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“In questi mesi abbiamo rafforzato ulteriormente i rapporti con i soci e i clienti mettendoci, come sempre, al loro servizio con adeguata professionalità e disponibilità al dialogo. E’ doveroso ringraziare, a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione, il direttore generale Fabio Becherini che ha saputo coordinare in modo eccellente il lavoro svolto, con grande competenza e senso di responsabilità”. Il presidente Francesco Carri evidenzia come, a meno di un anno dalla fusione con Banca Valdichiana, Banca Tema – che opera nella Toscana del sua (Arezzo, Siena e Grosseto) ma è presente anche in Umbria – abbia raggiunto risultati molto positivi, mantenendo salda la presenza sul territorio e confermandosi una banca autenticamente locale, profondamente radicata nelle comunità di appartenenza.

Tutto nasce dalla prima Assemblea dei Soci della nuova Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma – Credito Cooperativo che si è riunita venerdì scorso per approvazione del bilancio d’esercizio 2021 e ha eletto i consiglieri di amministrazione, i sindaci e i probiviri.Il Consiglio di Amministrazione è così composto: Francesco Carri (Presidente), Fabio Tamagnini (Vicepresidente vicario), Giovanni Marcocci (Vicepresidente), Valter Vincio (Vicepresidente),Maria Cristina Bani, Paolo Bittarelli, Stefano Conti, Francesco Gentili, Sara Gialli, Giuliana Lanci, Eros Nappini, Alberto Paolini, Gianfranco Venturi (Consiglieri). Il Collegio Sindacale è così composto: Costanza Limoni (Presidente), Mario Morandini (Sindaco effettivo), Riccardo Palombo (Sindaco effettivo), Gian Luca Ancarani (Sindaco supplente), Federica Cocci (Sindaco supplente). Il Collegio dei Probiviri è così composto: Paolo Sanchini (Presidente), Alessandro Bertolini (Probiviro), Monja Salvadori (Probiviro), Michele Angeli (Probiviro supplente), Roberto Menchini (Probiviro supplente).Il direttore generale Fabio Becherini ha spiegato come “Nonostante l’anno appena trascorso sia stato segnato dal perdurare della pandemia, Banca Tema ha concluso il 2021 con risultati molto positivi. I principali indicatori dimostrano la solidità dell’Istituto e sono in crescita rispetto al 2020, con un utile netto di 6 milioni di euro e un patrimonio di bilancio di 147,9 milioni. Il Core Tier 1 Ratio, al 31 dicembre 2021, era pari al 17,15%, rispetto al 15,09% del 2020. Il Total Capital ratio, a fine anno, ammontava al 19,48%, rispetto al 17,22% dell’anno precedente. I crediti verso la clientela superano 1,5 miliardi di euro. La comunità di appartenenza esprime un elevato grado di fiducia nella Banca che annovera 19.915 soci e circa 80 mila clienti. Il 2021 si chiude con un segno positivo anche relativamente alle masse amministrate per conto della clientela, costituite dalla raccolta diretta, amministrata e dal risparmio gestito e assicurativo, che ammontano complessivamente a 2,67 miliardi di euro, evidenziando un aumento di 184 mln di euro su base annua (+ 7,41%). La raccolta diretta a fine anno era di 2,13 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto al 2020. Molto significativo anche l’incremento della raccolta indiretta, che sale del 5,23% e raggiunge i 530 milioni di euro. Oltre due terzi sono composti da raccolta qualificata, risparmio gestito e assicurativo.

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Economia

Il deragliamento del prezzo del gas mette a rischio aziende artigiane

Confartigianato: da implementare i segnali positivi che vengono dalla crescita dell’utilizzo delle rinnovabili

Paolo Castiglia

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Deragliamento del prezzo del gas. Eppure in Italia l’utilizzo di questa commodity è aumentato a fronte di una riduzione nel resto d’Europa. Tutto questo a fronte di un più limitato dinamismo in Germania, dove i prezzi salgono del 17,6%, e in Francia, dove l’aumento si ferma al 6,0%.

Il motivo qual è?

Secondo Confartigianato è molto chiaro: “Il mix di generazione elettrica è alla base del divergente andamento dei prezzi al consumo dell’elettricità riscontrata nei maggiori paesi europei. L’analisi del report mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia dell’Ocse evidenzia la differente reazione delle maggiori economie europee all’escalation dei prezzi del gas, letteralmente deragliati nella seconda metà del 2021”. “Le differenti matrici di generazione elettrica e le loro evoluzioni nella crisi – spiega in proposito il presidente di Confartigianato Arezzo, Ferrer Vannetti – determinano un divergente andamento dai prezzi dell’elettricità al consumo. Secondo i dati Eurostat il prezzo dell’energia elettrica sale dell’82,3% in Italia, un ritmo doppio della media dell’Eurozona”. “L’estensione di queste tendenze sul mercato elettrico delle imprese – afferma Vannetti lanciando un forte allarme – determinerebbe una perdita di competitività, aggravando la già fragile posizione precedente all’inasprirsi della crisi energetica: nel primo semestre del 2021 una piccola impresa italiana pagava un prezzo dell’elettricità del 12,9% superiore rispetto alla media dell’Eurozona”. A gennaio 2022, sul totale di energia elettrica prodotta nei dodici mesi, in Germania il 42,6% proviene da rinnovabili, il 29,2% dal carbone, il 14,9% dal gas e l’11,1% dal nucleare. In Francia domina il nucleare, dal quale proviene il 67,4% della produzione di elettricità, seguito dalle rinnovabili con il 23,3% mentre l’uso del gas è limitato al 5,8%. Maggiore esposizione dell’Italia alla bolla dei prezzi del gas, fonte con cui viene prodotta la metà (48,4%) dell’elettricità, superiore al 41,5% della quota da rinnovabili, mente è basso l’utilizzo di carbone (5,4%) e petrolio (3,6%). “La sfida più delicata – secondo Vannetti – vista la nostra scarsità di materie prime e la nostra scelta di sostanziale rinuncia al nucleare, appare senza dubbio quella legata ad un sostanziale incremento dell’impiego e quindi dell’impegno nelle Rinnovabili”.

E su questo un piccolo segnale positivo il presidente di Confartigianato Arezzo lo riscontra: “Sul fronte delle rinnovabili, la produzione eolica è in calo in Francia (-8,9%) e Germania (-5,7%), mentre è in controtendenza in Italia (+5,6%). La produzione da solare sale del 13,1% in Francia e del 4,0% in Germania, mentre è più ferma (+0,8%) in Italia. I fenomeni di siccità hanno determinato una diffusa riduzione di produzione di energia idroelettrica”.“C’è da dire poi che – approfondisce Vannetti – nel cuore green dell’Europa, in Germania, la produzione di elettricità con il carbone, oltre ad avere un peso più elevato, sale di molto nell’ultimo anno, segnando un aumento del 20,1%. La Francia, pur registrando un contributo del carbone più limitato, ha aumentato del 61,5% la produzione questa commodity, mentre per l’Italia la crescita è del 5,6%.

E il gas? “Qui – insiste il presidente – le cose non vanno bene: causa crisi Ucraina ora costa molto, e di conseguenza Francia e Germania, che peraltro già lo usano meno, ne riducono ulteriormente l’utilizzo, rispettivamente del 5,1% e del 6,0%. Al contrario l’Italia, con quasi metà dell’elettricità prodotta dalle centrali a gas, ne aumenta l’utilizzo, registrando una crescita del 5,6%; stiamo parlando di una commodity che a dicembre 2021 segna un aumento del 255% dei prezzi all’importazione”.

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Economia

La sfida della Cucina che cammina a fianco dell’Arte

Enzo Palmisciano chef and food designer tra comunicazione e innovazione.

Gloria Gualandi

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“Sono esperto di ‘arte bianca’, pane, pasta e pizza, ho lavorato nella nota pizzeria “Pizzum” tra le migliori otto d’Italia e segnalata da Gambero Rosso. Amo cucinare di tutto purché sano e genuino”. Un semplice ottimo cuoco allora? No, non solo, Enzo Palmisciano è soprattutto quello che oggi si definisce “chef and food designer”, che coniuga la passione per la gastronomia con tutto ciò che appartiene al mondo dell’arte.

Palmisciano è anche uomo di comunicazione innovativa rispetto alla preparazione e presentazione dei cibi. Ritiene che il buon cibo abbia la sua struttura architettonica, “con un bilanciamento fisico chimico che passa attraverso trasformazioni metamorfiche, ottenute utilizzando gli schemi delle arti visive e applicate con utilizzo di linguaggio letterario per una presentazione accurata e appropriata”. “L’obiettivo – spiega Palmisciano – è realizzare tecniche di marketing e di gestione aziendale che lascino tutti soddisfatti e appagati, dall’addetto impiegato nella preparazione fino a fruitore finale”. “Intendo continuare – spiega ancora – ad operare nel campo enogastronomico coltivando le tematiche della bio ed eco sostenibilità, essenziali per diffondere la cultura del dialogo, dell’intreccio tra cultura orientale e occidentale in cucina, senza trascurare gli aspetti centrali della dieta mediterranea”.

Decisiva per giungere a questi obbiettivi la formazione personale. Per approfondire la passione per la cucina e il cibo, Palmisciano ha, infatti, seguito il corso di Enogastronomia presso l’Istituto alberghiero in Soverato di Calabria, concluso a Milano presso l’istituto Paolo Frisi, e svolgendo poi attività in cucina nella brigata dello chef Luigi Quintieri, ambasciatore della cucina calabrese nel mondo. Con lui, approfondisce, “ho lavorando nel Ristorante Marechiaro cimentandomi nelle tecniche di cucina tradizionale, classica e contemporanea per arrivare poi alla cucina gourmet usando tecniche sofisticate come la cottura sottovuoto, a vapore, vasocottura, fino alla molecolare”.

Palmisciano ha avuto poi esperienze in cucina direttamente con lo stellato Gennaro Esposito e ha partecipato a eventi formativi con lo chef Nicola Stratoti maestro di arte bianca e pasta artistica, vincitore di campionati italiani europei e titolo mondiale ancora oggi, e con lui lo scambio culturale è costante. “L’impegno ora – conclude allora Palmisciano – è quello di approfondire la ricerca del design plating della food art ma soprattutto della cucina legata al benessere preventivo e curativo”.

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