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Economia

In Farmacia second booster per gli Assistiti non fragili con più di 80 anni

Continua l’impegno di Federfarma per la protezione contro la pandemia

Paolo Castiglia

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Non abbassare la guardia e battersi ancora per migliorare la vita degli assistiti. E’ la scelta che hanno fatto le Farmacie private aretine che si stanno impegnando al massimo per completare il ciclo vaccinale con somministrazione della quarta dose di vaccino, il second booster alle persone anziane.

“E’ un percorso – spiega in proposito il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, che nasce dal giugno 2021, data dalla quale le nostre farmacie si sono impegnate, in primo tempo solo con la somministrazione del vaccino Anticovid J&J e poi dal 10 Agosto 2021 con vaccino Comirnaty-Pfizer: circa il 35% delle Farmacie Private aderenti a Federfarma Arezzo hanno contribuito decisamente e in modo determinante al miglioramento ed al raggiungimento di una percentuale ottimale della campagna vaccinale anti Covid, ma anche antinfluenzale, con somministrazioni ripetute senza limiti di età da 12 anni in poi, sia nella provincia di Arezzo che nella Asl Sudest Toscana e quindi nella Regione Toscana”.

Ora però le Farmacie sono di nuovo in campo: “Il Ministero della Sanità – spiega ancora Giotti – ha disposto e raccomandato, per completare il ciclo vaccinale, visti gli ottimi risultati ottenuti e raggiunti nella campagna vaccinale in sede Nazionale e la comparsa di varianti virali, la somministrazione della quarta dose Comirnaty-Pfizer-second booster antiCovid-19 a ospiti delle RSA per anziani, a persone con elevata fragilità per patologie concomitanti e/o preesistenti di età superiore a 60 anni e a persone di più di 80 anni, che è il range di maggior competenza vaccinale e l’unico per le Farmacie aderenti”.

“Le Farmacie quindi – conclude il presidente di Federfarma Arezzo – che aderiscono alla campagna vaccinale possono somministrare la quarta dose di vaccino second booster alle persone non fragili di più di 80anni nel dosaggio di 30 mcg in 0.3ml – la stessa dose delle precedenti – purché siano trascorsi almeno 120 giorni dalla terza dose booster.

Vicedirettore di Foritalynews, giornalista professionista, docente di giornalismo all’Università Roma Tre. Autore del libro "Giornalismo come e perché. Dalla 5 w all'inchiesta" (Aracne editore), tra le esperienze precedenti, dal 2006 al 2016, ha lavorato per il quotidiano Il Sole 24 ORE, per il quale ha seguito l’economia dei trasporti per la redazione di Roma.

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Attualità

“Il lavoro riparte dalle donne. Competenze e merito le logiche che devono guidare il paese…”

I dati a supporto di questa realtà da uno studio Confcommercio presentato nel Forum del Gruppo Nazionale Terziario Donna

Paolo Castiglia

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L’Italia è in piena crisi demografica. Le donne non fanno figli, a differenza degli altri paesi europei, dove sono più numerose le donne che lavorano. Più lavoro, più welfare, più strumenti di conciliazione lavoro-famiglia, più figli: ad esempio Paesi come Danimarca, Svezia e Islanda hanno un indice di fertilità all’1,7% rispetto all’1,2 dell’Italia e hanno il 77% di tasso partecipazione al lavoro. Spostare il tasso di partecipazione femminile dal nostro 49% al 60% della media europea o al 65% della Germania non garantirebbe di avere mediamente più figli per donna, ma aprirebbe sicuramente una possibilità.
Tutto ciò emerge da un report dell’Ufficio Studi Confcommercio che è stato presentato ad Arezzo in settimana nel corso del Forum annuale organizzato dal Gruppo Nazionale Terziario Donna Confcommercio, dedicato al tema “Economia e Lavoro: progetti ed azioni per le imprese e la società”.

L’evento è stata occasione per riflettere sull’occupazione femminile, e dai lavori è emerso come il terziario di mercato sia un settore “molto fertile” per l’occupazione femminile: su 100 donne che lavorano alle dipendenze a tempo indeterminato 75 sono infatti occupate in questo settore, così vitale da essere anche palestra per eccellenza dell’auto-imprenditorialità. Il terziario è donna perché su 100 occupati dipendenti nei servizi 51 sono donne, mentre su 100 occupati dipendenti nell’industria e nelle banche solo 27 sono donne, e poi si lavora prevalentemente a tempo indeterminato: su 100 donne dipendenti nel terziario di mercato, oltre 65 hanno un contratto a tempo indeterminato.

La presidente nazionale del Gruppo Terziario Donna, Anna Lapini, ha illustrato i principi ispiratori del TdLab 2023: “Abbiamo voluto dedicare il nostro meeting annuale a tutte quelle specifiche iniziative che possono creare un cambiamento culturale mirato a raggiungere una più equa parità di genere, attivando i talenti femminili per stimolare la crescita economica e sociale del Paese. Progetti ed iniziative che devono andare di pari passo con l’evoluzione contrattuale e legislativa: nel decreto lavoro abbiamo apprezzato la riduzione del nucleo contributivo, che auspichiamo possa diventare strutturale, e l’incentivazione al welfare aziendale.

Ha partecipato all’evento Simona Petrozzi, vicepresidente nazionale del Gruppo Terziario Donna e Presidente del Gruppo Terziario Donna Confcommercio Roma: “Il terziario di mercato è donna, per l’alta partecipazione femminile fra i lavoratori dipendenti. Il Terziario di mercato è donna, perché è il settore di elezione delle imprese femminili, in particolare per le imprese che si affacciano sul mercato, che rispetto alle imprese gestite da uomini presentano una maggiore concentrazione nel settore dei servizi, il 66,9% contro il 55,7%. Quindi l’imprenditoria femminile del terziario gioca un ruolo determinante per innescare quel circolo virtuoso necessario per costruire una crescita occupazionale, demografica, economica senza la quale l’Italia rischia di non accorciare le distanze con gli altri Paesi e rimanere “fanalino di coda”. L’importanza delle competenze e del merito in tutti i settori devono essere sempre le logiche guida delle scelte strategiche del Paese”.

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Economia

Farmacie di relazione: la nuova centralità sanitaria e sociale

Cosmofarma Exhibition 2023, Congresso nazionale del settore che si è tenuto a Bologna

Redazione Foritalynews

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“La Farmacia – con la sua prossimità e capillarità territoriale ed il Farmacista, con la propria vicinanza quotidiana, con la sua capacità unica di interagire con i cittadini e con i nuovi scenari che si aprono con la digitalizzazione e la telemedicina – ha un ruolo sempre più fondamentale a servizio dei clienti/pazienti e come punta avanzata del Servizio Sanitario”. È un concetto emerso a Cosmofarma Exhibition 2023, Congresso nazionale del settore che si è tenuto a Bologna nei giorni scorsi e ha visto l’intervento del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.

Il Sottosegretario ha voluto sottolineare le caratteristiche “che pongono il Farmacista al centro del processo di rinnovamento e adeguamento del sistema sanitario nell’ambito della necessaria riorganizzazione della Sanità Territoriale” e che secondo lui “devono portare anche sempre più ad un ritorno alla piena dispensazione di tutti i farmaci nelle Farmacie territoriali di comunità, escludendo solo quelli ospedalieri, in modo da semplificare molto la vita dei pazienti, soprattutto nelle aree disagiate meno servite, e ridurre così sensibilmente i relativi costi sociali di spostamento”.

“La prima caratteristica per questo sviluppo ulteriore – riporta dal canto suo il presidente di Federfarma Arezzo. Roberto Giotti – è la capillarità della rete delle Farmacie sul territorio e la seconda è l’elevato tasso di elasticità, come dimostrato durante il Covid, quando la risposta delle Farmacie territoriali, oltre ad essere stata pronta e rapida, è stata omogenea, come se la Farmacia fosse un corpo unico”. La sfida, secondo Federfarma “è anche quella del servizio emergente della telemedicina, anche con i fondi del PNRR, in particolare per le Farmacie Rurali, che saranno destinati all’acquisto delle relative apparecchiature. In questo modo, le Farmacie, che hanno già le professionalità a disposizione, avranno anche gli strumenti per dimostrare di poter effettivamente rappresentare l’anello di congiunzione tra sanità territoriale e sanità ospedaliera e funzionare da filtro efficace con campagne di screening di prevenzione sulle malattie croniche della popolazione”.

Secondo il presidente Giotti poi, da poco anche confermato alla guida di Federfarma Arezzo per il prossimo triennio, “sta completamente modificandosi il ruolo della Farmacia, che da semplice luogo di dispensazione del farmaco, è diventato luogo prossimale anche di dispensazione di servizi – vedi la Farmacia dei Servizi – e ora sta diventando sempre più Farmacia di relazione”. “I Farmacisti – conclude Giotti – sono professionisti che rappresentano quindi un perno del SSN e la Farmacia ha già dimostrato in questi anni e dimostra ogni giorno di più di essere un modello di sviluppo, visto che inizialmente era un luogo di preparazione dei farmaci, poi è diventato luogo di dispensazione degli stessi, mentre oggi parliamo appunto di Farmacia anche di Farmacia di relazione e multidisciplinarietà, prevenzione, telemedicina e screening sono attività fondamentali del Farmacista di oggi e del futuro sulla base del trinomio inscindibile Farmacia – Farmacista – Farmaco”.

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Economia

Cerved conferma l’affidabilità creditizia di Greenthesis

La società mantiene il rating di credito B1.2 appartenente alla fascia “Investment Grade”

Paolo Castiglia

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Cerved Rating Agency S.p.A. – Agenzia di rating italiana specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie – ha nuovamente confermato il rating di credito pubblico di Greenthesis nella B1.2, classe di merito creditizio rientrante nella fascia “Investment Grade”, attribuita inizialmente in data 13 settembre 2018 e in seguito riconfermata.

Come evidenziato dall’Agenzia, la nuova ulteriore riconferma del rating riflette: l’avvenuto consolidamento nel 2022 delle performance economiche; la capacità di generare storicamente importanti flussi di cassa operativi tra cui il mantenimento di un livello di leverage sostenibile.

In particolare, l’esercizio 2022 si è contraddistinto sia per un ulteriore incremento dei ricavi consolidati caratteristici, che hanno traguardato la soglia dei 167 mln di Euro (in crescita del 7,8% rispetto all’esercizio precedente), sia per la generazione di cassa attraverso la gestione operativa in virtù tanto del significativo aumento dell’EBITDA (margine operativo lordo adjusted a 39,8 mln di Euro, in crescita del 28,7% rispetto all’analogo margine riferito all’esercizio precedente), quanto dell’apporto positivo del circolante. La quasi totalità degli investimenti effettuati nel corso dell’anno, nell’ordine dei 35 mln di Euro e relativi alla realizzazione di nuova impiantistica, alla maintenance Capex e all’intervenuto allargamento del perimetro quotato di consolidamento, è avvenuta in autofinanziamento.

L’esercizio 2022 si è chiuso con un risultato netto consolidato positivo pari a 18,6 mln di Euro, in crescita dell’86,8% rispetto all’annualità precedente. In continuità con il Piano del marzo 2022, il Piano Industriale 2023-2027 approvato lo scorso 6 aprile è stato predisposto secondo le logiche guida della sostenibilità ambientale, economica e sociale del business e risulta fondato sulle tre direttrici di base costituite da crescita dimensionale, organica e per linee esterne, innovazione tecnologica, integrazione tra attività diverse. La progressiva attualizzazione del business model perseguito, volto all’implementazione di soluzioni orientate all’economia circolare e alla valorizzazione dei fattori ESG, trova declinazione attraverso la transizione verso nuove attività fondate sulla valorizzazione multimateriale, l’aumento della produzione di energia e biocarburanti avanzati da fonti rinnovabili, la forte propensione alla crescita del portafoglio ordini riguardante le attività di bonifica, il tutto in linea anche con gli obiettivi posti dal PNRR e dalla normativa europea in tema di sostenibilità ambientale, oltreché nel rispetto dei covenant delle emissioni obbligazionarie in essere.

Dal punto di vista finanziario, l’Agenzia conferma inoltre che il Gruppo Greenthesis sarà in grado di mantenere la capacità di generare significativi flussi di cassa operativi in relazione alle peculiarità dei business di riferimento. Sulla base delle medesime valutazioni, la classe di merito creditizio B1.2 è stata da Cerved Rating Agency confermata per il bond da 8 mln di Euro, con durata di 7 anni, emesso in data 31 marzo 2020, ed attribuita al bond da 10 mln di Euro, anch’esso avente durata di 7 anni, emesso in data 28 luglio 2022, ambedue integralmente sottoscritti da Banca Intesa nell’ambito delle più ampie operazioni Basket Bond promosse dalla stessa Banca in partnership con ELITE.

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