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Società

Elvis: la storia del Re del Rock, ora nei cinema

Il 22 giugno è uscito nelle sale cinematografiche “Elvis”diretto da Baz Luhrmann, la storia del leggendario e controverso Elvis Aaron Presley, un uomo che in pochi anni divenne il simbolo di una intera generazione

Marco Matteoli

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Praticamente impossibile condensare in due ore e mezza la vita di un personaggio così iconico come Elvis Presley, il film di Baz Luhrmann ci prova, anche se la narrazione può risultare fin troppo didascalica. Elvis, un uomo che in poco meno di tre anni sconvolse il mondo con la sua voce ansimante e carica di vibrazioni, il suo ciuffo ribelle e il suo modo inimitabile di ancheggiare. Ripudiato dalla chiesa, che lo definì “diabolico sacerdote del sesso”, la storia artistica di Elvis cominciò a 18 anni, quando faceva il camionista per una società elettrica, e durante un suo viaggio decise di fermarsi alla Sun Records di Memphis per registrare, su un vinile, due canzoni country da regalare a sua madre. Nell’estate del 1953, Sam Phillips, proprietario della Sun Records, notò la voce incredibile di Elvis, e nel 1954 gli propose un contratto.

Nell’aprile del 1954 negli Stati Uniti iniziò la “febbre del Rock’n’roll”, quando Bill Haley & His Comets incisero la leggendaria canzone intitolata “Rock around the clock”. Tra il 1954 e il 1955 Elvis incise grandi classici come “That’s All Right (Mama), Blue Moon of Kentucky, Good Rockin’ Tonight, Baby Let’s Play House”, fino a quando conobbe il suo futuro manager, il colonnello Tom Parker, una delle figure più controverse del Rock, che lo mise in contatto con la RCA, una delle case discografiche più famose del tempo e con la quale, nel gennaio 1956, incise “Heartbreak Hotel”, la prima numero uno di Elvis Presley.

Grazie al colonnello Parker, nel 1957 Elvis esordì anche nei cinema con il film Jailhouse Rock, che divenne poi un grandissimo classico della cinematografia americana. Dopo la leva militare del 1958, nel 1959 interpretò un nuovo film, Blue Hawaii, che parlava di un soldato al ritorno dalla guerra. Dopo la leva, la salute fisica e mentale di Elvis subirono un duro colpo. Nel 1973 venne trasmesso in diretta mondiale e via satellite “Haloha from Hawaii” il più grande concerto di Elvis Presley prima del declino, concerto guardato da oltre un miliardo di persone.

A causa di un cuore indebolito dai ritmi sovrumani e dall’abuso di sostanze, il 16 agosto 1977 muore l’uomo e nasce il mito; Elvis, con oltre 500 milioni di copie vendute e 33 film, diventa un simbolo generazionale della sua epoca, una morte tutt’oggi avvolta nel mistero. L’intero film è la narrazione del colonnello Tom Parker, magistralmente interpretato da Tom Hanks, un manager che incarna sia il creatore che il distruttore del protagonista, un individuo dal passato equivoco, venale, astuto e cinico, nonché gran giocatore d’azzardo, colui che lo ha portato al successo e alla ricchezza, ma che è anche identificato come la persona che lo ha segregato e ne ha approfittato più di tutti, un villain spregevole, ma al tempo stesso il fulcro di questo film, spesso demonizzato dai fan di Elvis, ma elemento indispensabile per la sua ascesa.

Nel film viene raccontato anche il rapporto di Elvis con i suoi genitori, soprattutto con sua madre, donna di fordamentale importanza nella sua vita, a differenza del padre, raccontato come una figura fragile, inconsistente.

Nel contesto di un’America bigotta e dove vigeva la segregazione razziale, Elvis è stato un ciclone tanto amato quanto odiato, ma che resterà per sempre una delle più grandi icone del Rock.

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“Una storia di famiglia proiettata nel futuro e nell’innovazione”

Francesco Martini Coveri stilista italiano, parla dell’evoluzione del settore moda

Gloria Gualandi

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Francesco Martini Coveri è stilista italiano. Nipote di Enrico Coveri, figlio di Silvana Coveri, è entrato nella maison a 22 anni, firmando la collezione You Young Coveri. Lo abbiamo intervistato per un’analisi della sua storia e delle attuali tendenze della moda.

Come si inserisce la sua attività nel percorso di famiglia?

La scelta di essere stilista nasce da giovanissimo e si inserisce del tutto naturalmente in certe visioni mie che erano le Dna di famiglia: oltre ad essere il creatore del brand sono anche il coordinatore, ho iniziato quando avevo 19 anni e continuo fino adesso che ne ho 48 , con passione.

Come sta cambiando il mondo della moda?

Negli ultimi 15 anni la moda è cambiata completamente, l’approccio al lavoro è cambiato come a seguito di un Bigbang, insieme a un disegno sociopolitico che tocca anche i giovani: bisognerebbe dare valori alle creazioni, ai prodotti e alla materia prima stessa, per non subire troppo la concorrenza straniera.

Quali le nuove sfide per il made in Italy?

Per prima cosa che dobbiamo fare è riappropriarcene. Altrimenti diventa quasi ipocrita parlare di Mady in italy, per un motivo ben preciso: per il fatto che la materia prima non viene fatta in Italia e non esiste un controllo della filiera.

Francesco Martini Coveri, in una foto di Callo Albanese

Quali sono le sue scelte innovative su tessuti e modelli?

Il segnale di quest’anno è di un caldo anomalo, quindi c’è una ricerca di tessuti più leggeri, tessuti innovativi. La nostra collezione di quest’anno, , va a mettere in evidenza diverse sfaccettature per le varie età, dalla ragazzina alla mamma, alla donna in carriera, valorizzando ogni figura con classe e stile.

Che rapporto ha con l’arte, con i colori?

Rapporto meraviglioso di energia che si rinnova costantemente l’arte è il suo fiore al occhiello non è pensabile una creazione in un altro modo.

Quali i suoi obiettivi come imprenditore?

Come imprenditore ho una visione ottimista, e quello di riuscire a controllare il mercato è già per me un ottimo risultato. E poi rinnovarsi sempre, lavorare per crescere sempre di più: abbiamo un inserimento di 28 store con il nostro brand.

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L’invecchiamento della popolazione riduce ancora di più il numero dei donatori di sangue

La contrazione del numero dei donatori è costante dal 2012, quando se ne contavano circa il 5% in più, e con un’età media più giovane

Marco Matteoli

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Secondo le elaborazioni del centro nazionale sangue, i donatori di sangue e plasma in Italia, nel 2022, sono stati 1.653.268, una discreta ripresa rispetto al 2020, tuttavia, i dati di aprile, hanno mostrato un nuovo calo, che rischia di portare a un inizio anticipato delle carenze di sangue che si registrano in estate ogni anno. Oramai è un dato di fatto che durante l’estate, a causa sia del caldo eccessivo che dell’arrivo delle vacanze, il numero dei donatori si riduce sensibilmente. I dati sottolineano ancora una volta il progressivo invecchiamento della popolazione dei donatori, non bilanciato da un adeguato ricambio generazionale. Nell’ultimo decennio la fascia giovane dai 18 ai 45 anni è passata da 1.089.510 donatori del 2012 a 866.112 del 2021.

Soprattutto nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto, la mancanza di sacche di sangue mette a rischio terapie salvavita e interventi chirurgici, considerando che a un paziente affetto da leucemia servono in media otto donatori a settimana. I progressi tecnologici attualmente non sono riusciti a creare alternative al sangue umano, questo determina, purtroppo, la dipendenza dalle donazioni, per un consumo annuo di 2.400.000 unità di sangue intero e più di 1.000.000 di litri di plasma. Il risultato è comunque che dobbiamo comprare plasma dall’estero. L’acquisto di immunoglobuline nel 2021 ha pesato sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale per oltre 117 milioni di euro, con un aumento di circa il 26% nell’arco degli ultimi cinque anni.

Un grazie va dunque ai donatori volontari in Italia, che sono oltre un milione e seicentomila, (1,38 milioni i periodici), che con il loro gesto contribuiscono a salvare la vita ai pazienti che necessitano di trasfusioni o sono in attesa di un intervento chirurgico.

Ecco i criteri per poter essere ritenuti idonei per una donazione:

-Possono donare tutti gli individui di buona salute, di età compresa tra 18 anni e i 65 anni e con peso non inferiore a 50 Kg;

-Pressione arteriosa sistolica (massima) inferiore o uguale a 180 mmHg;

-Pressione arteriosa diastolica (minima) inferiore o uguale a 100 mmHg;

-Una frequenza cardiaca regolare, compresa tra 50 e 100 battiti/minuto;

-Emoglobina superiore a 13,5 g/dL nell’uomo e a 12,5 g/dL nella donna.

I criteri di sospensione temporanea sono i seguenti:

-Parto, sospensione per 6 mesi; – Interruzione di gravidanza, 6 mesi;

-Ciclo mestruale in atto, da valutare al momento; – Allergie in atto;

-Ulcera gastrica e/o duodenale in atto;

-Alcune malattie infettive (da valutare alla guarigione);

-Tatuaggi, 4 mesi;

-Agopuntura, 4 mesi (Se eseguiti con strumenti monouso);

-Foratura orecchie*/Piercing, 4 mesi;

-Intervento chirurgico maggiore, 4 mesi;

-Alcune tipologie di vaccinazioni (48h dopo la vaccinazione anti CoViD-19);

-Trasfusione di emocomponenti o emoderivati (immunoglobuline), 4 mesi;

-Assunzione di alcune tipologie di farmaci;

-Rapporti sessuali a rischio, 4 mesi

Non possono donare in maniera permanente gli individui che:

-Hanno assunto sostanze stupefacenti o sono affetti da alcolismo cronico;

-Hanno condotto in maniera reiterata rapporti sessuali ad alto rischio (promiscuità, occasionalità, rapporti sessuali con scambio di denaro o droga);

-Individui affetti da infezione da virus HIV, epatite B/C, HTLV I/II, Tripanosomiasi, Babesiosi, Lebbra, Sifilide, Febbre Q;

-I soggetti con storia di neoplasie maligne, malattie autoimmuni, malattie cardiovascolari, malattie organiche del sistema nervoso centrale, malattie metaboliche, diabete, anafilassi;

-Che fanno uso di steroidi o ormoni anabolizzanti.

I criteri completi di esclusione possono essere consultati nel Decreto Ministeriale n° 69 del 2 novembre 2015 dal titolo “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti” (scarica qui https://bologna.avisemiliaromagna.it/wp-content/uploads/2017/12/Requisiti-di-qualit%C3%83-e-sicurezza-del-sangue-e-degli-emocomponenti.-DM-2-Novembre-2015-1.pdf )

Prima della donazione, il medico valuta l’idoneità alla donazione mediante un questionario e un’anamnesi. Dopo la donazione al donatore deve osservare un adeguato riposto e ricevere congruo ristoro. Il giorno del prelievo non è obbligatorio il digiuno, ma è preferibile presentarsi dopo una colazione leggera con thè o caffè poco zuccherati. Non si possono mangiare cibi calorici né bere latte.

Approfondimenti

https://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue

https://www.centronazionalesangue.it/

https://bologna.avisemiliaromagna.it/criteri-la-selezione-del-donatore-sangue-ed-emocomponenti-2/

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Società

Terramater di Alfonso Lapira, un disco che sa di Sicilia

Gino Morabito

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Sa di fuoco, olio, terra e sale. Di amore, solidarietà e violenza. Alfonso Lapira pubblica Terramater, un disco che sa di Sicilia. Interamente concepito, registrato e mixato al Phantasma Studio dai “The Brotherhood”, la Seltz Recordz annuncia l’uscita del secondo album dell’artista netino.

Fuori dal 24 giugno, Terramater nasce da una serie di incontri. Armonie e parole che diventano musica ed emozioni, invadendo il corpo e l’anima del cantautore. Da lì dritto al cuore di chi le ascolta. «Non sono frutto di un disegno né di premeditazione, è la musica che ha cominciato a girarmi dentro. In queste canzoni c’è la mia vita» sottolinea l’autore.

Complici soprattutto le splendide vibrazioni delle campagne in cui vive, i brani di Alfonso Lapira raccontano l’umano sentire. Ora declinato nell’amore per la natura, ora assaporando fino in fondo l’esistenza per quello che è. Un rispettoso omaggio alle vittime di mafia e una dedica accorata alla moglie e ai figli. Ancora le speranze riposte nella “nuova stagione”, insieme al dolore per una terra devastata dagli incendi e dall’immobilismo della politica. Echi di infinito nella spettacolare Cava Grande del Cassibile e un sogno lontano all’orizzonte, che sa di leggerezza. Questa la tracklist dell’album: Itaca, Rapi la porta, Ciamma r’amuri, Come la Terra, Arriva l’estate, Acqua e fuoco, Sea watch, L’infinito, Le ragazze di Kobane, Un sogno lontano.

Terramater è disponibile al seguente link: https://open.spotify.com/album/1GBurQE4jx8BT3ZuxpJud2?si=MkyybVgpRVOsSZ6QLl34mQ.

Crediti: i testi, le musiche e la voce sono di Alfonso Lapira. Al basso Michele Musarra; alla batteria e alle percussioni Enzo Velotto; alle chitarre acustiche Alfonso Lapira e Denis Marino; alle chitarre elettriche Paz De Fina. I cori sono di Andreazzurra Gullotta, le programmazioni di Michele Musarra. Produzione artistica e arrangiamento a cura di The Brotherhood (De Fina, Musarra, Velotto). Un disco registrato e mixato da Michele Musarra al Phantasma Recording Studio, masterizzato da Andrea “Bernie” De Bernardi presso Eleven Mastering Studio. Il progetto grafico è di Uta Dag. Andreazzurra Gullotta appare per gentile concessione di Musica Lavica Records; Enzo Velotto suona piatti Ufip e rullanti Silvestri. Una produzione Seltz Recordz, edizioni Viceversa Records. Distribuzione di Audioglobe e The Orchard. Promo a cura di Kerosene Promo Gang ed Enzo Velotto (enzovelotto@hotmail.it).

Biografia

Nato nel 1971, Alfonso Lapira coltiva lo studio della voce. Prima da baritono con il maestro Salvatore Todaro, poi sotto la guida del maestro Salvatore Pupillo, infine da tenore con la maestra Mariella Arghiracopulos. Padre, marito, educatore, agricoltore, guida turistica, giornalista ma soprattutto cantante. Ama la musica e il canto da quando è nato e non riesce a farne a meno. La musica popolare, la lirica e il pop si sono impossessati di lui. Sono gli strumenti che ha per stare bene con sé stesso e con il mondo.

Attivo nella ricerca delle tradizioni popolari di Noto, nel 2018 pubblica “Affaccia bedda”, con la collaborazione di Carlo Muratori. Una raccolta di canti popolari perduti, un omaggio alla sua città. Da lì iniziano a nascere e maturare i brani che oggi compongono l’album “Terramater”. Un disco che sa di fuoco, olio, terra e sale. Di amore, solidarietà e violenza. Di Sicilia.

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