Connect with us

Cultura

Libro della settimana: “i racconti incompiuti” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti incompiuti, è uno dei volumi che Christo-pher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

Pubblicato

il

J.R.R. Tolkien sviluppò per decine e decine di anni i suoi personaggi, in racconti, appunti, mappe e scritti spesso tenuti nel cassetto. Questi racconti sono stati raccolti e pubblicati dal figlio Christopher assieme a una nutrita serie di note, per meglio inquadrare l’universo tolkeniano. Si racconta di ciò che accadde a Tuor, incaricato dal Valar Ulmo di avvertire Gondolin; si parla dell’isola di Numenor, donata agli uomini dal Eru Ilùvatar, il Dio dell’universo tolkeniano. Si racconta la storia di Galadriel e Celeborn, del loro viaggio e della loro storia, della battaglia dei campi Iridati, dove Isildur, il sovrano umano che conosciamo dal signore degli anelli per aver tagliato il dito di Sauron.

Si parla degli Ishtari, ovvero gli stregoni della terra di mezzo, tra i quali riconosciamo Gandalf, si parla inoltre dei Palantiri e di molto altro. Un libro necessario per approfondire le vicende legate alla terra di mezzo.

Medico, radiologo, giornalista pubblicista e volontario della Croce Rossa Italiana. Consegue la seconda laurea in Cooperazione Internazionale e Sviluppo nel 2020 presso l’università degli studi di Roma “Sapienza”.

Continua la lettura
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura

“Sequel”: generazione Y tra passato e futuro

Il nuovo singolo di Azzena parla ai Millennials presi nel mezzo di un cambiamento sociale, economico e soprattutto tecnologico

Gloria Gualandi

Pubblicato

il

Rivivere la nostalgia per tutto quello che ci faceva ridere e vivere con serenità. Persino quelle imperfezioni che appartengono a una vita più umana e forse più sincera, oggi assumono un tono che ci piace rievocare: a cominciare dalle foto sfocate fino ai dischi graffiati e ai lettori cd mal funzionanti. Tutte realtà che abbiamo ormai dimenticato, presi come siamo da un mondo che va talmente veloce da non lasciare nemmeno il tempo di riflettere su ciò che davvero ci faccia progredire. E’ questo il messaggio di fondo di “Sequel”, il nuovo singolo di Azzena, che è stato recentemente presentato nel primo live del 2023 presso il locale Casa Matilda, a Milano.

Romantico e nostalgico, il brano parla al passato ma allo stesso tempo al presente. Il videoclip, diretto da Simone Conte, evidenzia, attraverso dettagli visivi, la contrapposizione tra passato e presente. Racconta la difficoltà di un ragazzo che rappresenta la generazione Y ad adattarsi a un contesto estremamente innovativo e tecnologico, che a volte lascia poco spazio alle emozioni e alla loro genuina manifestazione e ci regala immagini delicate e al contempo ricche di significato che raccontano quanto sia stato difficile aver avuto dei grandi riferimenti artistici sostituiti troppo velocemente da un presente che richiede di “sentire” ed esprimersi in maniera diversa.

Secondo lo stesso Azzena “da sempre l’uomo trae esperienze dal passato per comprendere meglio il presente: nonostante ciò, i giovani d’oggi non sanno cosa sia ‘ieri’ e nemmeno cosa sia ‘oggi’, non riuscendo così a cogliere il buono che la generazione precedente ha offerto in termini di valori”. Emerge un rimpianto verso quella comunicazione che si poteva trovare anche nei testi di alcune canzoni, sostituita da un presente perpetuo fatto di superficialità e di priorità molto lontane da quelle del passato. “Nonostante oggi – secondo l’autore – comunicare risulti più semplice grazie a un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con le varie tecnologie digitali, il contenuto che offrono è povero di motivazioni e troppo ricco di facili ambizioni”.

“Sequel” si rivolge quindi in particolare a quella generazione Millennials che si è trovata nel bel mezzo di un cambiamento sociale, economico e tecnologico, inevitabile e non sempre sinonimo di un miglioramento. Il brano è stato scritto dallo stesso Azzena con Nicola Lombardo per l’etichetta Moovon. La direzione artistica è stata curata da Fabrizio Cit Chiapello del Transeuropa Recording Studio. Il mastering è a cura di Energy Mastering e la produzione esecutiva e Management è a cura di Renata Ercoli.

Continua la lettura

Cultura

Milano Fashion Week, l’edizione dell’eleganza italiana

Cambiano le strategie di comunicazione: stampa si ma anche tanto spazio ai tiktoker

Gloria Gualandi

Pubblicato

il

Milano Fashion Week con un filo conduttore che ha messo insieme le grandi passerelle di questa settimana della moda maschile ma con guardaroba sempre più misti. La scelta è stata puntare sull’eleganza, che ha avuto un ruolo centrale mentre quasi assente è stato, invece, è lo streetwear.

In 21 sfilate, infatti, la stragrande maggioranza ha evitato le proposte sneakers, segnale che quella grande ondata di interesse verso l’abbigliamento casual si è per ora chiusa.Interessanti gli allestimenti. Prada ha scelto The Bells di Jeff Mills e reso il piano terra della Fondazione Prada un involucro grezzo e incolore di cemento, grazie al lavoro dello studio AMO. Poi in scena taglie molto piccole che confermano una recessione, anche nel mondo maschile, sul tema della normalizzazione del corpo, e che confermano il ritrovato interesse per l’estetica che riporta per certi versi alle tendenze degli anni anni ‘90.

Interessante infine notare come cambino anche le strategie di comunicazione, con che i designer vogliono lanciare messaggi precisi già dalla passerella. Si modifica anche l’impatto della stampa, visto che da Dolce&Gabbana la prima fila è tutta dei tiktoker ad assistere alla sfilata di una collezione con i capi a tutto nero e grigio antracite, ma sartoriale e decorato.

Continua la lettura

Cultura

Anima digitale

I Papi e l’Intelligenza Artificiale. Un libro ne ripercorre il pensiero a partire dagli ultimi decenni

Redazione Foritalynews

Pubblicato

il

L’essere umano, quando pensa e ama bene, seguita a progettare e a rendere accessibili apparati tecnologici con lo scopo di migliorare la vita degli individui e delle società. E la Chiesa è sempre lì, pronta a prendere parte a questi progressi, condividendone l’anelito di bene che li anima”. È quanto scrive mons. Lucio A. Ruiz, Segretario del Dicastero per la Comunicazione, nella Prefazione al libro Anima digitale. La Chiesa alla prova dell’Intelligenza Artificiale scritto da Giovanni Tridente, docente di giornalismo d’opinione presso la Pontificia Università della Santa Croce, e pubblicato dall’editrice Tau.

Suddiviso in tre capitoli, il libro ripercorre il fecondo rapporto tra la Chiesa e le tecnologie di ultima generazione, con uno sguardo specifico agli ultimi progressi nel campo dell’Intelligenza Artificiale, una grande opportunità per la società odierna ma anche una grande sfida.

Non a caso, la Chiesa, e per essa tutti gli ultimi Pontefici – a partire ad esempio da San Giovanni Paolo II, passando per Benedetto XVI e fino a Papa Francesco –, non manca di avvertire “come una buona madre, sui rischi e le fallacie che possano nascondersi dietro a un loro uso eccessivo o scorretto, se non addirittura all’occorrenza malevolo”, aggiunge mons. Ruiz.

Anima digitale non entra nel merito tecnico e strumentale degli ultimi sviluppi tecnologici relativi all’Intelligenza Artificiale, anche se ne offre una panoramica essenziale nel primo capitolo, per inquadrarne l’estensione e citando anche gli ultimi sforzi di regolamentazione in seno all’OCSE e alla Commissione Europea. Piuttosto, prova a disegnare una sorta di sintesi di “dottrina della Chiesa” sull’argomento attraverso tre settori particolarmente rappresentativi: il pensiero dei Pontefici (Magistero); la riflessione accademica proposta da alcune istituzioni vaticane, tra cui la Pontificia Accademia per la Vita; gli approfondimenti di una parte della stampa cattolica di riferimento attraverso le loro pubblicazioni periodiche, come ad esempio le proposte argomentate de La Civiltà Cattolica.

Vengono citati diversi esperti che si sono confrontati in questo campo, a partire dal pioniere gesuita Roberto Busa, il filosofo Luciano Floridi, il tecnologo Massimo Chiriatti, il promotore dell’algoretica Paolo Benanti, per citarne alcuni. Il testo è arricchito dalle interviste al Vescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, al teologo-astronomo Giuseppe Tanzella-Nitti e alla giornalista Barbara Carfagna.

La considerazione che i Papi hanno di questi artefatti umani e dell’avanzamento tecnologico in generale – che l’autore definisce non a caso “visione dell’uomo” – è senza dubbio centrale nella riflessione sviluppata nel libro; il Magistero infatti è propenso a proporre un vero e proprio “supplemento d’anima” – da cui anche l’originalità del titolo della pubblicazione – invitando a “procedere con sana ragione”, proprio perché ogni innovazione di questo genere deve caratterizzarsi per il suo essere “al servizio dell’uomo”.

Il percorso tracciato dal libro di Tridente “potrà aiutare a caratterizzare la riflessione della Chiesa in questo ambito, mostrando per adesso il ‘fin qui’ raggiunto, ma aprendo ad un orizzonte che solo Dio sa”, conclude mons. Ruiz nella Prefazione

Sinossi

Ogni disamina sull’Intelligenza artificiale (IA) parte da un riferimento pioneristico legato al famoso «test» di Alan Turing, che nel 1950 propose un metodo per misurare il livello di intelligenza di macchine computazionali a confronto con quella umana. La Chiesa, attenta alla custodia dell’armonia e della bellezza di tutta la creazione che Dio ha affidato all’uomo, negli ultimi decenni si è posta il problema degli «effetti» di questa IA sulla vita dell’individuo e ne ha proposto un «supplemento d’anima». Il volume offre una panoramica di questo dibattito, passando in rassegna l’insegnamento degli ultimi Pontefici, specifiche iniziative di organismi della Santa Sede – tra cui la Rome Call for AI Ethics firmata da Microsoft, IBM e FAO –, e alcune attività editoriali di stampo cattolico.

L’autore

Giovanni Tridente è docente alla Pontificia Università della Santa Croce, dove dirige i Servizi di Comunicazione. È redattore della rivista spagnola OMNES (www.omnesmag.com) e si interessa di informazione religiosa e missione della Chiesa nell’ambito digitale, a cui ha dedicato alcune pubblicazioni.

Continua la lettura
Advertisement

Facebook

Tweets

Siti partner

I più letti