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Attualità

Il 90% degli uomini in Italia non esegue visite di prevenzione dell’infertilità

Per ogni uomo che fa prevenzione ci sono trenta donne che lo fanno in maniera assidua, e circa il 40% dei maschi giovani convive con disturbi urologici senza saperlo

Marco Matteoli

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Il 22 settembre si celebra la VI giornata nazionale informazione e formazione sulla fertilità, indetta con Direttiva del presidente del consiglio dei ministri 28 luglio 2016, per promuovere l’attenzione e l’informazione sul tema della fertilità umana.

Come si legge sul sito del ministero della salute, l’iniziativa intende favorire la cultura della salute sessuale e riproduttiva nelle migliori condizioni biologiche, anche attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni, degli ordini dei medici, delle società scientifiche, delle farmacie, delle scuole e delle famiglie.

I dati dell’istituto superiore di sanità confermano che cira il 15% delle coppie in Italia soffre di infertilità, con una incidenza eguale tra i sessi. Oltre all’incremento di casi di infertilità femminile, negli ultimi 10-15 anni si è registrato un aumento significativo anche dell’infertilità maschile. A questo dato si accompagna la diffusa tendenza maschile, che si stima intorno al 90%, di non fare adeguata prevenzione andrologica, e oltre il 50% degli uomini rifiuta di sottoporsi a visita specialistica anche a seguito di una diagnosi di infertilità.

Tra gli esami diagnostici fondamentali, il primo da eseguire è l’esame del liquido seminale, lo spermiogramma, per definire le caratteristiche quantitative e qualitative degli spermatozoi. Il risultato va comunque interpretato alla luce del quadro clinico dell’individuo, considerando possibili fattori influenti quali febbre, esposizione a fonti di calore, stress ossidativo, uso di farmaci e malattie.

Le linee guida della European Association of Urology (1) sostengono che tutti gli uomini affetti da infertilità dovrebbero essere sottoposti a una valutazione urologica completa per identificare e trattare eventuali fattori di rischio modificabili. I dati della letteratura indicano che gli uomini infertili sono inoltre a più alto rischio di mortalità cardiovascolare e di sviluppare tumori, pertanto dovrebbero essere sottoposti a screening urologici/andrologici e consigliati di conseguenza.

Oltre l’analisi del liquido seminale, è fondamentale anche l’esecuzione dell’ecocolordoppler testicolare, esame non invasivo che permette di valutare in maniera completa tutte le caratteristiche dei testicoli, di riconoscere alcune patologie responsabili di infertilità e lesioni testicolari sospette e non palpabili. Permette inoltre di valutare l’eventuale presenza di varicocele, una delle cause più frequenti di infertilità.

Benchè in Italia si discuta molto sulla de-natalità e sull’infertilità, in maggior misura come problematica femminile, non ci sono attualmente programmi di screening codificati per una diagnosi precoce dell’infertilità maschile, screening che fino al 2005 venivano eseguiti durante le visite per la leva militare obbligatoria.

1) Eur. Urol 2021 Nov;80(5):603-620. doi: 10.1016/j.eururo.2021.08.014. Epub 2021 Sep 10

Medico, radiologo, giornalista pubblicista e volontario della Croce Rossa Italiana. Consegue la seconda laurea in Cooperazione Internazionale e Sviluppo nel 2020 presso l’università degli studi di Roma “Sapienza”.

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Attualità

Ora Benedetto XVI diventi Dottore della Chiesa

In molti chiedono il riconoscimento per un Papa già considerato santo dal sentimento popolare e il cui insegnamento ha illuminato più di una generazione

Daniele Sebastianelli

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Benedetto XVI come Sant’Agostino, Leone Magno, San Giovanni Crisostomo, San Basilio Magno. Sono in molti a chiederlo e sperarlo. Soprattutto tra prelati della Chiesa. Primo fra tutti il Card Angelo Bagnasco, che in un’intervista al quotidiano La Stampa ha confidato questa aspettativa. “Spero che presto sia dichiarato dottore della Chiesa”, ha detto Bagnasco sottolineando come ora “nel firmamento del cielo, una nuova stella si è accesa”. Benedetto XVI – sono le parole di Bagnasco – “continuerà a indicare Gesù ai pastori del nostro tempo, cioè a coloro che, tra le illusioni del mondo, cercano umilmente la verità e si incamminano verso Colui che ci rende liberi e in pace. Dal cielo, Benedetto continuerà a brillare della luce di Cristo, luce dei popoli e del cosmo; a richiamare la bellezza della fede e della ragione aperta alle realtà visibili e invisibili. Come stella sicura, con tenerezza continuerà ad affermare che l’uomo può essere appagato solo dall’infinito, poiché porta l’impronta di Dio e che il bene è arduo, ma solo il bene oggettivo fa bene. Il mondo moderno deciderà finalmente di ascoltarlo? Sarà la sua salvezza”.

Tra coloro che hanno lavorato per anni a stretto contatto con Ratzinger c’è anche il cardinale Fernando Filoni. Per lui Benedetto XVI va «annoverato tra i giganti del nostro secolo», così come per il Card. Schoenborn, arcivescovo di Vienna per il quale “l’eredità di Ratzinger non è certo ancora esaurita, tra qualche decennio si comprenderà sempre meglio la ricchezza della sua opera teologica”. In un’intervista al Corriere della Sera lo stesso Schoenborn ha dichiarato: “Io lo pongo accanto ai grandi, come Dottore della Chiesa, Padre della Chiesa. Nella mia biblioteca ho messo le opere di Papa Benedetto accanto alle opere di Sant’Agostino. Sì, io lo paragono a Sant’Agostino, suo maestro, oso metterli vicini. Il suo insegnamento, le opere, il ministero episcopale e quello petrino. Dopo secoli abbiamo avuto un Papa teologo, un maestro di teologia. Ho avuto la gioia di essere suo allievo, con tanti altri, e non solo è stato un insegnante di grande capacità, con il dono della chiarezza, ma un vero maestro, nei testi scritti come nella parola viva. Ho imparato tanto da lui e penso che proprio questa sua capacità nell’insegnamento, nella trasmissione della fede e nella riflessione sulla fede, facciano di lui già quasi un padre della Chiesa. Rimarrà tra i grandi di cui ci si ricorderà nei secoli a venire, ricorderemo Joseph Ratzinger nel XX secolo come ci si ricorda di John Henry Newman nel XIX o di Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio nel XIII”.

Come riferisce l’agenzia Adnkronos è già pronto uno striscione con la richiesta specifica che verrà portato al funerale giovedì 5 gennaio. A crearlo Ivan Marsura, direttore del museo dei papi. «Sono sicuro – osserva Marsura – che in tanti concordano. Magari ci vorrà un po’ di tempo ma credo che siano in parecchi a chiedere che Ratzinger venga dichiarato ‘dottore della Chiesa».

Foto: Giuseppe Ruggirello, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

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Attualità

Decine di migliaia in fila per l’ultimo saluto al Papa Emerito

Per tre giorni i fedeli potranno rendere omaggio alla salma di Benedetto XVI nella Basilica Vaticana.

Daniele Sebastianelli

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Ordinata, composta, silenziosa. Appare così la fila di fedeli giunti da ogni dove per rendere omaggio al Papa Emerito Benedetto XVI, la cui salma è stata traslata dal monastero Mater Ecclesiae alla Basilica vaticana, dove resterà tre giorni per l’ultimo saluto.

In migliaia stanno raggiungendo Piazza San Pietro, in gruppo o da soli, quasi in pellegrinaggio per poter comunicare il proprio affetto a Joseph Ratzinger. Si entra in Basilica procedendo lentamente e si giunge all’altare della Confessione, davanti al quale è esposto il corpo del Papa Emerito.

Non indossa il Pallio, nè la croce pastorale e le scarpe rosse vermiglio. Solo paramenti liturgici rossi, la mitra sul capo e un rosario tra le mani.

Non è permesso sostare, nenche per una breve preghiera, ma tanto basta. L’importante è ringraziare e rendere omaggio ad un pontefice che ha fatto la storia. Non solo per quel gesto del 2013 che ha colpito il mondo, la rinuncia al soglio di Pietro, ma soprattutto per la ricchezza teologica e morale che lascia, per la testimonianza di fede, per l’attegiamento umile e mite che ha sempre segnato il suo stile, da cardinale prima e da papa poi. In profondo contrasto con la caricatura da “panzer tedesco” avallata dai media e mai attecchita nei cuori dei fedeli. Cuori che oggi sono in fila a dimostrarlo.

Numerose le viste delle autorità e dei capi di Stato e di Governo tra cui il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Sempre presente lo storico segretario personale mons. Georg Gaenswein, oggi arcivescovo, visibilmente commosso.

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Attualità

Addio al Papa emerito Benedetto XVI

Joseph Ratzinger si è spento all’età di 95 anni. il 2 Gennaio il suo corpo sarà esposto nella Basilica Vaticana per il saluto dei fedeli di tutto il mondo.

Daniele Sebastianelli

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«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano». E’ la comunicazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ad annunciare la dipartita di Joseph Ratzinger, all’età di 95 anni, dopo tre giorni marcati dal peggioramento delle sue condizioni di salute.

Immediati i messaggi di cordoglio con la notizia ha fatto subito il giro del mondo, potenziata dalla forza dei social.

In una immediata dichiarazione pubblica Mons. Ganswein, che per anni è stato il segretario di Benedetto XVI, ha affermato: «Il Santo Padre emerito ha detto a me e a tutti coloro che lo hanno accompagnato nelle sue ultime ore: “Pregate per me”. Per me la sua morte significa una perdita grande e personale. Sono profondamente grato e allo stesso tempo molto triste».

La stessa nota vaticana afferma che il corpo del Papa Emerito sarà esposto nella Basilica di San Pietro a partire dal 2 gennaio per consentire ai fedeli di rendergli omaggio.

Il 5 gennaio i funerali in Piazza S. Pietro alle ore 9.30, presieduti da Papa Francesco.

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