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Economia

Le Farmacie nuove “macchine territoriali della salute

La delegazione aretina all’Assemblea nazione di Federfarma: le richieste in vista del voto

Paolo Castiglia

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”Le farmacie formano una grande “macchina della salute”, un apparato professionale efficiente e di prossimità con i cittadini anche nelle aree disagiate, nei piccoli Comuni, dove operano le farmacie rurali: con l’emergenza Covid la farmacia si è di fatto definitivamente trasformata in un centro sanitario di servizi dove non si va più solo per acquistare farmaci.

E dall’Assemblea di Federfarma – una partecipatissima due giorni tenuta al Sistina di Roma giovedì 14 per la parte pubblica e venerdì 15 per quella privata – è emerso con evidenza, come spiegato dal Presidente di Federfarma Arezzo Roberto Giotti – che ha guidato la nutrita delegazione aretina che ha partecipato all’evento – che “col passaggio alla gestione dei tamponi e dei vaccini, la Farmacia si è rivelata ancora di più un presidio essenziale, indispensabile ed insostituibile del Servizio Sanitario e con grandi potenzialità di sviluppo. La farmacia è quindi ora un avamposto sanitario di prossimità del SSN, un luogo dove si può costruire la fiducia tra Cittadino e Sanità territoriale”.

L’Assemblea ha visto Federfarma proporre alle forze politiche – i cui esponenti di spicco, oltre al Ministro Speranza, erano presenti in sala o hanno partecipato in video – gli obiettivi di sviluppo del settore che sono: piena attuazione e strutturazione della farmacia dei Servizi, rinnovo della Convenzione Nazionale, un nuovo modello di remunerazione e nuove norme per rendere competitiva la Farmacia indipendente nei confronti di quelle gestite da gruppi finanziari. Sono di fatto queste le principali richieste portate all’attenzione del mondo politico. “I Titolari di Farmacia privata – ha spiegato ancora il presidente Giotti – chiedono che sia data continuità a quanto avvenuto negli ultimi anni, e che non venga perduto il patrimonio prezioso di esperienza e professionalità del farmacista, che vogliamo che resti messo a disposizione dei cittadini, dei pazienti, e che anzi venga valorizzato per le grandi potenzialità che mostra per la riorganizzazione della Sanità territoriale”.Di fatto negli anni la farmacia “ha affiancato – conclude Giotti – all’alimentata attività di dispensazione dei farmaci anche molteplici nuovi servizi: analisi sangue-urine, effettuazioni di screening per alcune malattie metaboliche (diabete, ipertensione, etc.) e tumori, prenotazione di visite specialistiche ed esami tramite CUP, somministrazione di vaccini anti-covid19, dei vaccini antinfluenzali e dei test diagnostici, tamponi covid nasali e salivari e prestazioni di telemedicina (ECG, Holter cardiaco e pressorio, spirometria) come previsto proprio dal modello della “Farmacia dei Servizi” delineato già dal Decreto Legislativo 153/2009, al quale va data assolutamente al più presto piena attuazione”.

Economia

Inarsind: inaccettabile la richiesta di asseverazioni con video

Richiesta che non ha nessun fondamento normativo e che offende i professionisti perché denota un pregiudiziale sospetto

Paolo Castiglia

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Ancora gravissimi problemi in area 110%. Incredulità, stupore, e alla fine indignazione. Sono queste le reazioni prima registrate, poi ritrasmesse con la richiesta di un immediato dietrofront.

E’ la durissima reazione di Inarsind, l’Associazione Sindacale di Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti, dopo aver ricevuto le vibranti proteste dell’intera categoria rappresentata, a seguito della richiesta di DELOITTE di inserire – appunto nella Piattaforma DELOITTE, banca e cessione del credito – un video per ogni asseverazione rilasciata. La pretesa è di avere un video per singolo SAL – solo se l’intervento prevede SAL, altrimenti video nella fase di Fine Lavori – un video per singola asseverazione: Asseverazione ENEA 110%, Asseverazione Sismica 110% e Asseverazione bonus inferiori al 110%.In una perentoria lettera appena inviata da Inarsind proprio a DELOITTE, si afferma che “Si tratta di una richiesta che innanzitutto offende intere categorie di professionisti perché denota al di là di ogni reale intenzione, un pregiudiziale sospetto verso la non veridicità dell’asseverazione già prevista e che da sola dovrebbe essere considerata, come lo è per le norme che regolano la materia, sufficiente ad attestare la responsabilità del professionista. Invece si richiede che venga aggiunta la prova, trascurando che l’asseverazione non è una semplice affermazione, ma è già una Certificazione, nei modi previsti dalla legge, della verità di un fatto, di un documento, di una dichiarazione, o della conformità al testo originale di una traduzione”. “Tralasciamo prosegue il testo Inarsind – gli ulteriori oneri che dalla richiesta derivano nella conduzione dei lavori, dal momento che comunque lo si voglia vedere (è il caso di dirlo) un video a cui si attribuisce una così determinate importanza dovrà essere eseguito da personale adeguato per numero e qualifica. Non ci sembra, invece, sia da trascurare che questa richiesta giunge nuova e non prevista da alcun iniziale accordo sottoscritto tra DELOITTE e l’asseveratore, non supportata da alcuna norma che la preveda e che per i SAL emessi la reale fattibilità di quanto richiesto, ovvero confermare gli importi e gli interventi asseverati, inquadrando le lavorazioni eseguite potrebbe risultare impossibile, ponendo in serie difficoltà Professionisti e Committenti”.

“Riteniamo inoltre – insiste Inarsind – che non siano state adeguatamente valutatele le conseguenze in materia di tutela della privacy nella produzione di un video che, inevitabilmente, comprenderebbe parti di abitazioni private che, pur non oggetto di bonus sarebbero coinvolte dalle riprese”. “Vi invitiamo quindi a recedere dalla richiesta avanzata – conclude la missiva – favorendo, con ciò, gli adempimenti che gli assevera tori sono chiamati ad assolvere per la realizzazione di opere che, pur nel travagliatissimo percorso che ne ha contraddistinto l’attuazione, consideriamo di utilità per l’intero Paese”.

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Economia

Economia Green: investire nelle startup per il rispetto dell’ambiente

Greenthesis S.p.A. – attraverso aumento del relativo capitale sociale – accresce al 60% la propria
partecipazione nella Startup innovativa Carborem S.r.l.

Redazione Foritalynews

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Progettare e realizzaree impianti per la riduzione e valorizzazione degli scarti organici e per il trattamento delle acque reflue in aziende pubblico/private è la missione della Carborem S.r.l., Startup innovativa avente sede a Rovereto (TN). Ora, questa startup innovativa avrà nuovi fondi a disposizione grazie al primo aumento di capitale della Greenthesis S.p.A. in quanto società neo partecipata.

In un comunicato la Greenthesis ha reso noto che “tale operazione, per effetto della quale la quota partecipativa di Greenthesis S.p.A. nel capitale sociale della Startup è cresciuta dal 45% al 60%, rappresenta il primo di tre step consequenziali che determineranno, nell’arco di 3 anni, l’incremento della partecipazione sino al 70%”.


Il controllo della Startup consentirà a Greenthesis S.p.A. di integrare e promuovere al meglio la tecnologia Carborem in coerenza con i piani di sviluppo finalizzati ad ampliare i servizi ambientali sul mercato di riferimento, realizzando impianti innovativi industriali per il trattamento dei fanghi di depurazione, digestati e rifiuti organici ed implementando, al contempo, l’attività nel settore delle bio-energie.

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Economia

NEGATO IL RAPPORTO TRA LAVORO SVOLTO E UN PROPORZIONATO COMPENSO

La denuncia di Inarsid sul trattamento economico dei Liberi professionisti negli appalti pubblici

Redazione Foritalynews

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“Disorientano i segnali contrastanti che provengono dalle Istituzioni che mentre discutono di equo compenso, nello stesso tempo, alla prima occasione, disattende il principio che ne è alla base: la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale”. È la denuncia di Inarsid che, in una nota, esprime preoccupazione riguardo il Decreto Aiuti.

“L’articolo 29 ‘Disposizioni urgenti in materia di appalti pubblici di lavori’ – continua la nota – ha disposto l’aggiornamento infrannuale dei prezzari da utilizzare negli appalti pubblici entro il 31 luglio 2022 per compensare l’aumento eccezionale dei prezzi dei materiali da costruzione, carburanti e prodotti energetici ed evitare il blocco dei cantieri del PNRR”.

“E’ innegabile – spiegano – che tale provvedimento richieda ai professionisti Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti che operano nei cantieri come direttori lavori o coordinatori della sicurezza un lavoro aggiuntivo in quanto sarà necessario ricalcolare la contabilità anche nei casi in cui lo stato di avanzamento dei lavori sia stato già adottato, peraltro con nuove procedure, normative di difficile interpretazione e in assenza di prezzari aggiornati, con conseguente aumento di oneri e responsabilità. Viceversa, con il Parere n. 1371 del 21/06/2022 il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha precisato che la compensazione prezzi si applica solo ai lavori (prodotti, attrezzature e lavorazioni) e non ai servizi (fase esecutiva di direzione lavori e coordinamento sicurezza), confermando la preoccupazione di essere in presenza di un approccio ormai diventato strutturale da parte del legislatore, volto a trascurare decisamente il nostro lavoro, seppure è vero che l’iter di conversione è stato proposto un emendamento per riconoscere al direttore dei lavori, ai sensi dell’articolo 106 del Codice, un incremento forfettario pari al 30% della voce «Qcl.09» o «QcL.10» relativa alla contabilità dei lavori, di cui al DM 17 giugno 2016 Parametri che non è stato approvato nella Legge di conversione”.

Inarsid auspica “una riflessione sul fatto che il consistente aggravio imposto nel corso degli anni ai Liberi professionisti e volto ad una gestione più organizzata e consapevole della nostra attività (introduzione dell’obbligo di assicurazione contro la responsabilità civile, l’obbligo dell’aggiornamento continuo, ecc.) non può corrispondere una sottovalutazione degli oneri, economici ed organizzativi, conseguenti che non possono restare a nostro carico”.
“Ci preoccupa – si sottolinea – che una tale considerazione possa essere fatta in nome di una presunta posizione di privilegio che ormai dovrebbe essere da tempo abbandonata”.

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