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Economia

Al Forum Risk Management di Arezzo il Convegno di Federfarma alla presenza di leader nazionale Cossolo

Verso una “Carta di Arezzo” per il nuovo ruolo della Farmacia dei Servizi

Paolo Castiglia

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Le farmacie sono riconosciute come dei centri di servizio essenziali per la promozione della salute e la continuità assistenziale al cittadino. Proprio sul nuovo ruolo delle farmacie dei servizi è stata dedicata la tavola rotonda promossa da Federfarma Arezzo.

Organizzata nell’ambito della diciassettesima edizione del Forum Risk Management in Sanità, l’evento di riferimento per i diversi attori del sistema salute, è stata l’occasione per ribadire ancora una volta come le farmacie non siano più solo i luoghi dove farsi dispensare delle medicine ma veri e propri Presidi essenziale del Servizio Sanitario. E alla fine dei lavori la proposta condivisa dai numerosi partecipanti di lavorare insieme alla realizzazione di una “Carta di Arezzo” sulla Farmacia dei Servizi
A coordinare i lavori il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti. Tra i partecipanti Marco Cossolo, presidente di Federfarma Nazionale; Enrico Desideri, presidente della Fondazione Innovazione e Sicurezza in Sanita; Andrea Giacomelli presidente Federfarma Toscana e oltre ad esponenti politici e funzionari della Regione Toscana, tra i quali Claudio Marinai, direttore delle Politiche del Farmaco e Dispositivi e Arturo Cavaliere, presidente Sifo – Farmacisti ospedalieri.

Secondo il presidente Giotti le farmacie sono “presidio capillare, una grande ‘Macchina della Salute’, indispensabile ed insostituibile a livello Socio-Sanitario, le farmacie sono il primo anello di congiunzione tra cittadini e Servizio sanitario nazionale”.
Piena sintonia dal presidente nazionale Cossolo, che vede nelle farmacie “un presidio territoriale da valorizzare e ampliare perché garantisce a tutti i cittadini – e soprattutto nelle aree rurali – un uguale accesso ai farmaci e ad una gamma sempre più ampia di servizi sanitari. Un’attenzione costante agli assistiti che si traduce non solo in maggiore fiducia verso il SSN ma soprattutto in notevoli risparmi economici per la sanità pubblica grazie alla telemedicina e alla distribuzione per conto delle ASL”.
Nel corso dei lavori sono stati affrontati diversi temi decisivi come sicurezza e compatibilità dei percorsi assistenziali, presa in carico degli Assistiti e appropriatezza terapeutica.

In particolare il discorso si è concentrato sull’importanza rivestita oggi dalle Farmacie dei Servizi, definite durante i lavori “preziosi presidi polifunzionali socio-sanitari di distribuzione di farmaci e servizi”.
Tornando alle parole del presidente Giotti, occorre dire che “le farmacie sono uno dei capisaldi della nuova realtà dell’assistenza sanitaria, in chiave digitale. Oggi possiamo parlare a tutti gli effetti di E-Health grazie alla diffusione dei servizi di Telemedicina che ridisegnano il rapporto tra Ospedale-Territorio. Le recenti applicazioni vedono la Telemedicina come il punto chiave per la gestione della cronicità presso le farmacie mentre l’ospedale resta il presidio per le situazioni critiche che richiedono una diagnosi complessa e un intervento immediato”.
Qualche dato: sono presenti sul territorio italiano 19.935 punti, compresi 531 dispensari e farmacie succursali, in cui operano oltre 57.000 farmacisti, sono il primo presidio di accesso al SSN sul territorio. Interlocutore diretto, con cui il paziente ha spesso un rapporto di fiducia, la farmacia sono il luogo ideale dove ricevere assistenza sanitaria veloce ed efficace. G
razie anche alla collaborazione con altre figure professionali come medici di famiglia, specialisti di riferimento, infermieri, caregiver e altri professionisti sanitari, si offre al paziente cronico un’assistenza a 360°.
In questi anni nelle farmacie sono stati erogate 944.967 prestazioni di secondo livello, con 593.758 elettrocardiogrammi, 151.562 Holter pressori e 199.647 Holter cardiaci. Dai dati di Federfarma emerge come questi servizi erogati nelle farmacie in telemedicina tramite dispositivi strumentali siano fondamentali nell’ambito della prevenzione; ad esempio sono stati riscontrati nel 31,3 per cento dei controlli in farmacia casi di malattie cardiovascolari.

La “Rete di telemedicina – spiega Federfarma – ha oltre 6500 farmacie che utilizzano un’unica piattaforma Federfarma-HTN sull’intero territorio nazionale”. I risultati degli esami sono validati da medici specialisti ospedalieri afferenti a strutture ospedaliere Convenzionate (come da decreto 153/2009); i referti generati dai servizi di Telemedicina confluiscono poi nel Fascicolo Sanitario Elettronico del paziente.

Vicedirettore di Foritalynews, giornalista professionista, docente di giornalismo all’Università Roma Tre. Autore del libro "Giornalismo come e perché. Dalla 5 w all'inchiesta" (Aracne editore), tra le esperienze precedenti, dal 2006 al 2016, ha lavorato per il quotidiano Il Sole 24 ORE, per il quale ha seguito l’economia dei trasporti per la redazione di Roma.

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Economia

“Farmacie mobilitate per fronteggiare la carenza di farmaci”

Rilanciato l’allarme sulla scarsa disponibilità di medicinali stagionali ma anche di quelli per le cronicità

Paolo Castiglia

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“Continua a permanere una diffusa indisponibilità di farmaci e la carenza di alcuni farmaci d’uso comune e stagionale continua a essere una realtà: le difficoltà riguardano i più utilizzati antinfiammatori, antipiretici e antibiotici, ma anche medicinali per la gestione di importanti malattie croniche, come l’ipertensione e l’epilessia, e persino alcuni antitumorali”. E’ l’allarme che lancia Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, intervenendo sulla mancanza di medicinali che interessa ancora sia antinfiammatori, antipiretici e antibiotici e sia farmaci per la gestione di malattie croniche o patologie oncologiche.

Di fronte a questa situazione, rassicura Giotti, “le farmacie private che rappresento sono costantemente aggiornate con una lista in cui è specificato il nome del farmaco assente, il principio attivo, la confezione e l’azienda titolare dell’autorizzazione alla sua commercializzazione, oltre alla data di inizio e presunta fine della carenza”. Dall’Aifa poi, insiste Giotti, “ci aggiornano anche sulle ragioni che l’hanno determinata, eventuali equivalenti e provvedimenti adottati”.“La situazione è dovuta – spiega ancora il presidente – da una parte alla carenza dei principi attivi più richiesti, per la notevole diffusione delle tipiche malattie stagionali e del Covid, come ibuprofene, paracetamolo e amoxicillina, e dall’altra anche alle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie necessarie al confezionamento di tutti i farmaci e medicinali, come l’alluminio per la chiusura dei blister, delle compresse e /o vetro e plastica per il confezionamento dei collirio, sciroppi e preparati per aerosol”.

L’Aifa aggiorna costantemente la lista dei farmaci carenti, ma “i farmacisti – insiste Giotti – rinnovano il proprio impegno nel suggerire alternative terapeutiche e per assicurare le preparazioni galeniche: il pianeta farmacie si è subito attivato affinché le farmacie in grado di realizzare preparati galenici avessero tutti gli strumenti per essere operativi e sopperire alle carenze esistenti, in primis di farmaci antinfiammatori pediatrici a base di ibuprofene”.

Su questo c’è da registrare un ulteriore riconoscimento del ruolo centrale delle farmacie, che viene dall’appoggio diretto del Ministero della Salute, con il ministro Orazio Schillaci che ha spiegato che è sua ferma intenzione “avviare, come ulteriore rimedio alla carenza dei medicinali, il ricorso a farmaci galenici. Ritengo infatti – ha spiegato lo stesso Schillaci – che in questo contesto di cosiddetta carenza sarà utile definire e promuovere, d’intesa con tutti gli attori del sistema, ulteriori iniziative a sostituire alcuni farmaci, ove possibile con le preparazioni galeniche visto che i farmaci galenici preparati da un laboratorio di una farmacia rispondono alle esigenze terapeutiche del paziente, garantendo la qualità del prodotto”.

L’impegno dei farmacisti, tuttavia, non si limita alle preparazioni galeniche. “Le farmacie – conclude il presidente Giotti – restano un punto di riferimento sempre disponibile per informare e orientare il paziente, anche sull’utilizzo di eventuali alternative terapeutiche, laddove l’irreperibilità di uno specifico medicinale dovesse perdurare”.

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Economia

Processi mediatici contro gli imputati: quando il diritto di cronaca diventa il “fine pena mai” della reputazione

Petrozzi (Siro Consulting): grazie alla combinazione di un’azione legale e di comunicazione si può ricostruire la reputation di una persona

Redazione Foritalynews

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Il sistema giuridico italiano prevede che si è innocenti fino a prova contraria o sentenza emessa. Ma il processo dell’imputato inizia molto prima, fuori dalle aule dei tribunali va in scena sui quotidiani e in Tv e continua sui social network emettendo sentenze che si trasformano nel “fine pena mai” della reputazione dei singoli coinvolti.

Un processo mediatico senza esclusione di colpi che emette sentenze definitive ben prima del sistema giudiziario, che magari poi scagiona l’imputato, con ripercussioni gravissime dal punto di vista della reputazione e soprattutto, sul piano personale, economico, familiare. Arginare la macchina del fango, ripristinando la reputazione di un soggetto coinvolto in un processo, è possibile. È quanto emerge dalConvegno “Fine pena mai. Processi mediatici e sentenze reputazionali” a cui hanno partecipato esperti, giuristi, comunicatori, Web Reputation Manager e Pubblici Ministeri di alto profilo, coordinati da Valentina Angela Stella de Il Dubbio. Sono intervenuti all’Atomic Talk targato Beryllium: Giuseppe Belcastro, Co-Resp. Osservatorio Informazione Giudiziaria Unione camere Penali, Irma Conti, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma; Onorevole Enrico Costa, II Commissione Giustizia; Simona Petrozzi, Web Reputation Manager Ceo e fondatrice di Siro Consulting ; Valerio de Gioia, Giudice e autore del libro “In nome del popolo televisivo”; Gaetano Grasso, Comunicatore & CEO beryllium; Pietro Marzano, Founder PVM Avvocati; Raffaele Sollecito Autore del libro “Un passo fuori dalla notte”.

Il diritto di cronaca, soprattutto sui media televisivi e digitali – spiegano gli esperti – prevarica sul diritto all’oblio o su quello della buona fama. Nel raccontare fatti di cronaca giudiziaria o nera, si preferisce infatti a una comunicazione asciutta e corretta che in virtù del diritto all’informazione tuteli i diritti dei singoli coinvolti, il nel mero sensazionalismo che asseconda i desideri del pubblico. Durante la fase processuale, spesso molto lunga, nei quotidiani e nelle prime pagine dei principali motori di ricerca sono quindi riportate notizie nella maggior parte dei casi negative, lesive della reputazione. Simona Petrozzi, Web Reputation Manager Ceo e fondatrice di Siro Consulting, assicura che si può fermare questo meccanismo negativo e ricostruire la web reputation dei soggetti coinvolti e assolti da processi penali. “Ogni caso viene analizzato e seguito da un team composito, con esperti legali e del mondo della comunicazione. Partendo dall’analisi reputazionale che ci permette di avere una fotografia accurata delle lesività globalmente presenti – spiega – andiamo poi a sviluppare strategie atte a ripristinare la correttezza dell’informazione a cui tutti abbiamo costituzionalmente diritto quindi a ristabilire la reputazione. I contenuti lesivi si possono rimuovere attraverso una azione legale a cui va combinato un piano di comunicazione che preveda la produzione di contenuti positivi e corretti che andranno a bilanciare e contrastare quelli nocivi. La lesione della reputazione – aggiunge – da un punto di vista psicologico può creare delle vittime; è quindi fondamentale agire per ricostruirla e arginarne il campo d’azione tutelando l’intero ecosistema dell’individuo. E’ un processo delicato, ma si possono ottenere dei risultati assolutamente positivi”.

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Economia

Economia Civile, un anno dell’inserto di Avvenire

Voce autorevole del terzo settore e della finanza in chiave ESG

Redazione Foritalynews

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Di Barbara Zampini

L’inserto Economia Civile di Avvenire festeggia il primo anno di pubblicazione. Un progetto editoriale multipiattaforma nato per raccontare con “Idee” “Storie” e “Analisi” l’evoluzione del Terzo settore, la punta più avanzata della finanza ESG e la tecnologia a impatto sociale. Il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica propone da sempre una lettura della cronaca, della cultura e del costume guidata da un realismo positivo e controcorrente, dando voce ai valori cristiani.

Negli anni si è fatto poi interprete dell’affermarsi di un modello di sviluppo alternativo che fa della sostenibilità (ambientale, sociale, fiscale e di governance) e della generatività la chiave interpretativa per formulare, anche a livello di impresa, modelli di crescita economica, nonché proposte di politica economica e miglioramento dell’assetto istituzionale. Un punto di riferimento non solo per gli operatori economici e finanziari ma anche per studenti universitari, formatori, insegnanti e tutte le persone impegnate nell’associazionismo e nel mondo della cooperazione.

Il portale Economia Civile si configura come un prodotto digital first, ovvero un portale verticale che trova la sua collocazione all’interno del sito di Avvenire, con contenuti originali e approfondimenti dei temi diffusi sul giornale. Il portale web è affiancato da un inserto cartaceo pubblicato insieme ad Avvenire con cadenza settimanale.
Un unico contenitore con tutte le novità della finanza sostenibile e dell’economia sociale, nonché della crescente sensibilità alla sostenibilità delle imprese tradizionali: dai prodotti finanziari gestiti con criteri ESG alle campagne per i disinvestimenti dalle fonti fossili (le organizzazione cattoliche hanno un ruolo chiave), dall’evoluzione dell’impresa sociale alle Benefit corporation, dalle grandi iniziative come “Economy of Francesco” o il Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS, fino alla riforma del Terzo Settore o del Credito Cooperativo.

Declinazioni multimediali tra cui video e podcast, anche in sinergia con gli altri media della CEI come Radio InBlu, arricchiscono i contenuti di cronaca, come le case history e gli appuntamenti specifici sull’economia e la finanza civile e spaziano dalle interviste a manager, economisti, imprenditori e changemaker diventati punti di riferimento del settore, alle recensioni critiche alle principali novità editoriali fino ai nuovi studi e papers in materia. In redazione giornalisti specializzati nelle diverse aree tematiche in grado di garantire un’informazione pertinente e aggiornata, con approfondimenti mirati.

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