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Economia

Opere pubbliche: necessario riportare al centro il “Progetto”

Le Associazioni degli Architetti e degli Ingegneri liberi professionisti unite nella battaglia per la modifica del Nuovo Codice Contratti

Paolo Castiglia

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“L’appalto integrato è di fatto una scorciatoia portata avanti sulla pelle dei liberi professionisti”: Le Associazioni degli Architetti e degli Ingegneri liberi professionisti si uniscono per una battaglia che consenta di riportare il “Progetto” al centro del processo di realizzazione delle opere pubbliche.

Un primo passo del “serrate le fila” dei professionisti del settore è stato compiuto con il Convegno “Il nuovo Codice dei Contratti. Rimettiamo al centro il Progetto” tenutosi nel fine della scorsa settimana a Roma ed organizzato da ALA ASSOARCHITETTI, INARSIND, Associazione Nazionale di intesa sindacale di Architetti e Ingegneri liberi professionisti e Asso Ingegneri, con l’adesione delle altre Associazioni dell’Area Tecnica di CONFPROFESSIONI ed il sostegno della stessa Confederazione che raccoglie le Associazioni dei Liberi Professionisti delle varie discipline.

La chiamata a raccolta delle Associazioni dei Liberi professionisti Architetti e Ingegneri nasce a seguito delle disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici, che ne riducono fortemente i ruoli, sia in fase di progettazione che nella direzione dei lavori.

L’arch. Bruno Gabbiani, presidente di Ala ASSOARCHITETTI, ha aperto i lavori sottolineando la necessità di “apportare modifiche alle norme vigenti, non per la mera difesa degli interessi, seppur legittimi, dei liberi professionisti, ma nell’interesse generale dell’Italia”, ribadendo “la necessità di realizzare sempre opere di qualità, grandi o piccole che siano”. Richiamando il documento presentato nell’Audizione Parlamentare sul tema dall’arch. Roberto Tretti, rappresentante di ALA nella giunta nazionale di CONFPROFESSIONI, Gabbiani ha richiesto al Parlamento di adeguare quindi il Codice dei Contratti, correggendo le anomalie legate all’introduzione estesa dell’appalto integrato. L’ing, Carmelo Russo, presidente INARSIND, ha argomentato che “noi liberi professionisti del settore intendiamo continuare ad alimentare un’attenzione verso le criticità del Codice dei Contratti Pubblici che non da oggi abbiamo individuato e segnalato senza, tuttavia, ricevere alcun riscontro. Mancanza di riscontro ed evidente segnale, in realtà, del ritardo programmatico con cui la Pubblica Amministrazione affronta argomenti che la consistente disponibilità economica del PNRR permetteva – e ci auguriamo – permetta di risolvere”. “La sensazione – ha proseguito Russo – è che si faccia scontare alle nostre attività l’assenza di una seria programmazione, anche dell’investimento ‘progettazione’, che pure i tre precedenti livelli di progettazione, se interpretati correttamente, avrebbero consentito di attuare. A questa si unisce anche un’altra sensazione, quella che, ancora una volta, si scelga la via più comoda, quella di un’autentica scorciatoia sulla pelle dei liberi professionisti”.

Lucia Coticoni, in rappresentanza di ASSO INGEGNERI ha affermato che “avendo il nuovo Codice degli Appalti, perché richiesto dalla normativa Europea, introdotto praticamente la liberalizzazione dei subappalti, il volano delle responsabilità si è ampliato, perché in cantiere circolano più figure che devono essere coordinate, e, delle quali, è sempre più importante valutare le loro mansioni riguardo ai corsi sulla sicurezza che hanno seguito. Chiediamo quindi alle Istituzioni, di coinvolgere le parti sindacali dei Professionisti nella elaborazione dei regolamenti e delle leggi su di una materia così importante per la salute dei lavoratori e dei cittadini. Sarebbe opportuno istituire dei praticantati formativi sulla sicurezza con finanziamento o agevolazioni fiscali per incentivare l’acquisizione della consapevolezza della sicurezza sul campo”.

Al convegno, moderato dall’arch. Amedeo Schiattarella, hanno preso parte Claudia Alessandrelli, vicepresidente CONFPROFESSIONI, Tiziana Campus per il CNAPPC, Elio Masciovecchio, vicepresidente CNI, e Silvia Marzot, del Tavolo tecnico congiunto Consiglio di Stato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Codice dei Contratti Pubblici. Sono intervenuti nel dibattito l’on. Andrea De Bertoldi componente della Commissione Finanze e l’on. Agostino Santillo, componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. Dai due esponenti politici, il primo di Fdl e il secondo di M5S sono venuti riconoscimenti alla giusta iniziativa dei liberi professionisti del settore e l’impegno per una soluzione positiva delle questioni poste.

Il Convegno è proseguito con le relazioni previste in programma: “La forma dell’appalto e la qualità dell’opera pubblica” dell’avvocato Claudio Cataldi, il “Progetto esecutivo e direzione lavori per la qualità dell’opera” di Giuseppe Funaro vicepresidente ALA ASSOARCHITETTI, “I requisiti per l’affidamento dei servizi d’architettura e d’ingegneria” di Michela Diracca per INARSIND e la “Sicurezza dei cantieri. Il problema non è la normativa” di Lucia Coticoni di ASSO INGEGNERI.

La Tavola rotonda conclusiva ha visto confrontarsi Andrea Tomasi vicepresidente ALA ASSOARCHITETTI, Lucia Coticoni, Andrea Sonnino presidente Fidaf, Andrea De Maio presidente Fondazione INARCASSA e Mauro Iacumin, vicepresidente INARSIND.

Vicedirettore di Foritalynews, giornalista professionista, docente di giornalismo all’Università Roma Tre. Autore del libro "Giornalismo come e perché. Dalla 5 w all'inchiesta" (Aracne editore), tra le esperienze precedenti, dal 2006 al 2016, ha lavorato per il quotidiano Il Sole 24 ORE, per il quale ha seguito l’economia dei trasporti per la redazione di Roma.

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Economia

Con Tema Vita “Soci in salute, prevenzione è benessere”

Rimborso del 40-50% sul costo delle prestazioni ricevute presso strutture sia pubbliche che private

Paolo Castiglia

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La salute è sempre più al centro dell’attenzione e oggi, più che nel passato, diventa fondamentalenon solo curarsi ma prevenire eventuali malattie. Per questo motivo per il quarto anno consecutivo, Tema Vita, la mutua di cui Banca Tema è sociosostenitore, ha promosso dal 29 aprile fino al 29 Giugno 2024 una campagna intitolata “Soci insalute, prevenzione è benessere”.

L’iniziativa si pone come obiettivo di mettere al centro la persona e la salute dei propri soci. Diventando soci si può usufruire subito dei rimborsi che saranno pari al 40 o 50%. I costi perassociarsi partono dai 20 euro annui se si è soci di Banca Tema e under 30 ai 48 euro se si è soloclienti.

“La campagna – sottolinea il presidente di Tema Vita Massimo Barbini – si propone di dare un aiutoconcreto alle persone e alle famiglie. Il sussidio del 50% sarà riservato a coloro che presenterannola domanda di rimborso online, tramite il sito internet o l’app Tema Vita. Coloro che lapresenteranno in forma cartacea allo sportello riceveranno il 40% di rimborso: questa scelta rientranelle politiche ESG intraprese dalla nostra mutua, da Banca Tema e dall’intero gruppo Iccrea”. Le prestazioni rimborsabili sono le analisi del sangue, la diagnostica strumentale, le curefisioterapiche e le visite specialistiche presso strutture sia pubbliche (ospedali e laboratori USL) cheprivate. Inoltre, se visite ed accertamenti si fanno in centri convenzionati, alla percentuale dirimborso della campagna si aggiungerà un 10% di sconto sulla prestazione e si potrà così arrivarefino al 60% di spesa rimborsata.

Le domande potranno essere presentate anche per le visite e gli accertamenti ricevuti da figliminorenni di soci.Per avere accesso a questa campagna e a tutte le altre iniziative di Tema Vita, bisogna essere odiventare soci e l’invito è ad approfittare di questo momento in cui non si dovranno aspettare inormali 30 giorni di attesa per accedere ai vantaggi offerti. Per associarsi sarà sufficiente recarsipresso una delle filiali di Banca Tema ed essere cliente o socio della BCC. I dettagli della campagnae le modalità di richiesta dei rimborsi sono consultabili sul sito www.temavita.it oppure èpossibile chiedere informazioni presso una delle filiali di Banca Tema.

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Economia

Da OroArezzo nuovo slancio vincente per Arezzo Fiere e Congressi nel segno della qualità

L’attività ora non si ferma: da subito ad Arezzo Fiere arrivano concorsi ed eventi con la prospettiva poi di un autunno scoppiettante

Paolo Castiglia

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“Ci tengo a dire che le crisi internazionali in corso e la conseguente crescita del prezzo della materia prima non hanno fermato la crescita di OroArezzo, che ha chiuso anche questa edizione con gli ottimi risultati già resi noti nei numeri, e con una presenza internazionale davvero importante, in netta crescita rispetto alle scorse edizioni”. Ferrer Vannetti, presidente di Arezzo Fiere e Congressi, commenta cosi l’edizione 2024 di OroArezzo, che ha visto appunto una forte partecipazione dei buyers, presenti in un numero che ha superato quello delle aziende orafe presenti in Fiera.

“Spero che questo successo importante nel segno della qualità sia organizzativa da parte di Ieg, sia strutturale da parte dell’Ente fieristico che rappresento – ha aggiunto Vannetti – faccia sì che anche le aziende del territorio aretino che, ricordiamo, rappresenta per numeri il più forte distretto orafo europeo, acquisiscano ulteriore fiducia e partecipino a queste giornate sempre più numerose di anno in anno”.

Da Vannetti arriva anche l’apertura alla recente dichiarazione di Giordana Giordini, presidente degli orafi di Confindustria Toscana Sud, che ha lanciato l’ipotesi del raddoppio di OroArezzo con due edizioni all’anno. Secondo il presidente di Arezzo Fiere “l’ipotesi può essere condivisibile e certamente da Arezzo Fiere non ci sarebbero ostacoli alla realizzazione di una seconda Fiera orafa annuale nei nostri spazi, ma per arrivare a questo ci vorrebbe anche un deciso impegno complessivo del territorio e in particolare una presa di coscienza in proposito molto forte da parte delle imprese orafe del nostro distretto aretino”.

Il Presidente ha anche ricordato “gli sforzi concreti che ha fatto Arezzo Fiere e Congressi per collaborare al meglio con Ieg – magnifico organizzatore complessivo della Fiera Orafa – in particolare con la nostra messa a disposizione delle nuove aree di parcheggio adiacenti ai padiglioni fieristici, l’ex campo scuola, che hanno facilitato il flusso e la sosta dei numerosi partecipanti all’evento”.

E’ stato evidente in questa edizione anche “il proseguimento del lavoro di Arezzo Fiere nella riqualificazione degli spazi esterni della struttura, ad esempio con la realizzazione dell’apprezzatissimo ‘garden’ esterno, che rimarrà allestito oltre OroArezzo. Poi, sotto gli occhi di tutti, si è evidenziato anche il proseguimento nell’ammodernamento dei sistemi di sicurezza e la videosorveglianza”. Ma ovviamente dopo OroArezzo la struttura fieristica aretina non si ferma anzi, l’attività di Arezzo Fiere e Congressi riprenderà subito nei vari padiglioni una volta terminate le operazioni di smontaggio, con lo svolgimento di Concorsi Pubblici che si terranno dal 28 maggio con altre prove fino a fine giugno, poi con lo svolgimento della Finale Nazionale a squadre di freccette elettroniche dal 31 maggio al 2 giugno, con il Congresso Privacy Day del 7 giugno e con i 4 Congressi dei Testimoni di Geova fra metà giugno e metà luglio. Per tutti questi eventi si possono già stimare circa 25.000 partecipanti.

“L’attività fieristica riprenderà poi alla grande – conclude Vannetti – da metà settembre e fino a tutto novembre, con un autunno scoppiettante, segnato da numerosi eventi: da Esotika al Salone degli Sposi, dalla Fiera del Fumetto al Mercato delle Pulci, fino ad eventi come Agrietour e Passioni in Fiera, e ad alle altre novità in programmazione che sveleremo a tempo debito”.

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Economia

“Le regole del gioco degli incentivi non possono essere cambiate senza causare disastri”

La presa di posizione di ADC – Associazione Dottori Commercialisti, Asso ingegneri e Architetti, Inarsind – Associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri e Associazione Nazionale Tecnici Liberi Professionisti

Paolo Castiglia

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Giocare con regole certe per cittadini e imprenditori non è un optional ma un’esigenza per far quadrare i conti e restare in piedi in un mercato complesso qual è quello italiano. Pertanto è stato un fulmine a ciel sereno l’annuncio del Ministro dell’Economia e delle Finanze e il successivo emendamento presentato e in approvazione che rende obbligatoria per alcuni soggetti la ripartizione in 10 anni delle residue agevolazioni per le ristrutturazioni.

Non si può non immaginare che una disposizione normativa di tale portata porterebbe le imprese italiane a dover fare i conti non solo con problemi di carattere finanziario ma anche di sostenibilità dell’impresa. Il D.L. 39/2024, che ha posto un termine per l’invio delle comunicazioni inerenti relative alle spese sostenute nell’anno d’imposta 2023 sconto in fattura e cessione del credito e le relative rettifiche, mette a dura prova i contribuenti italiani e pensavamo si fosse compreso nell’acceso dibattito che è ancora in corso”, scaduto infatti il 4 aprile 2024, ha già messo a dura che fosse necessario intervenire per non creare ulteriori aggravi ad un mercato altamente stressato. Sembra invece che l’iter parlamentare sia volto ad appesantire ancor di più il quadro normativo degli incentivi.

Non vorremmo essere facili profeti nel predire che questo impatterà sul Pil Italiano e sulle famiglie e che si sarà costretti comunque a prevedere ulteriori e diversi incentivi per evitare che famiglie ed imprese siano penalizzate sino a rischiare una vera e propria disfatta.

Ci troviamo oggi a scrivere unitamente Commercialisti, Ingegneri ed Architetti, ovvero le professioni che più hanno assistito cittadini ed imprese in questi incentivi e quindi coloro i quali hanno di più il polso della situazione per chiedere subito una revisione del processo legislativo che porti a diverse conclusioni da quanto annunciato.

Sotto le firme di Maria Pia Nucera, Presidente ADC-Associazione Dottori Commercialisti, di Alberto Molinari, Presidente Asso ingegneri e Architetti, di Carmelo Russo, Presidente Inarsind, Associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri e di Amos Giardino, Presidente Associazione Nazionale Tecnici Liberi Professionisti

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