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Attualità

Easy Reading è diventato gratuito

Un carattere di stampa in grado di aiutare 700 milioni di persone che soffrono di dislessia. Purtroppo semisconosciuto da educatori e insegnanti

Mario Russo

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È il risultato di quasi un decennio di studi. Easy Reading, un carattere tipografico che supera le barriere di lettura. Concepito per aiutare chi è dislessico a leggere con minori difficoltà e più velocemente.

Composto da 1939 caratteri Easy Reading supporta tutte le lingue che usano gli alfabeti. Si tratta di un font ibrido, dal disegno essenziale, utile a prevenire lo scambio percettivo tra lettere simili per forma, caratteristico della dislessia. Un valido supporto a vantaggio di una popolazione sempre più ampia che soffre di questo disturbo. Secondo le stime più recenti, infatti, la dislessia oggi tocca almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero 700milioni di persone.

È proprio questo numero impressionante la ragione del grande sforzo messo in campo per dare vita a un “carattere” che fosse per tutti. Un progetto che muove i suoi primi passi nella casa editrice Angelo Manzoni di Torino. Un percorso di studi che vede scendere in campo Enzo Badalone e Nino Truglio con le loro idee e una grande esperienza nel campo della leggibilità del testo scritto, con lo scopo di arrivare, appunto, alla “leggibilità per tutti”.

Sono proprio questi 700milioni di persone che hanno portato la società torinese alla decisione di rendere gratuito, già dallo scorso settembre, il download del font, accedendo direttamente dal sito www.easyreading.it alla pagina dedicata (Licenza d’uso privato gratuita a fini esclusivamente personali e non commerciali).

I download sono sempre di più, così come gli editori, le app e siti web che hanno deciso di adottare il font. Peccato che Easy Reading sia quasi del tutto sconosciuto a educatori e insegnanti per i quali il font potrebbe rappresentare un valido supporto.

EasyReading è stato realizzato con un approccio alla metodologia progettuale del Design for All, per la quale la diversità è concepita non come un problema ma come un “valore” agevolante. Le specifiche difficoltà del lettore dislessico sono diventate un’opportunità per creare un font ad alta leggibilità per tutti.

Leggere è un diritto. Di tutti”, afferma Marco Canali, investitore della società EasyReading Multimedia che si occupa di divulgare nel mondo la forza del font. “Penso a quanto, EasyReading possa aiutare realmente, chiunque, a non stancare ciò che ci permette di vedere il mondo: i nostri occhi. Non ne avremo altri in dotazione. – Dichiara Canali – Ecco perché ne faccio una questione etica, prima che economica. Quando si è prospettata l’idea condivisa con il resto del team di rendere gratuito il Font, ho sentito ancor di più il peso dell’impegno sociale. Il resto è storia che scriveremo insieme”.

Abbattere le diversità. Ne esistono di molti tipi, ma quella che riguarda il disturbo nella lettura è una diversità subdola. Spesso non la si identifica immediatamente, e chi ne è soggetto, è marchiato come incapace, stanco, svogliato. – Afferma Uberto Cardellini, consulente economico della Società. – È terribile dover impiegare tutte le proprie energie per leggere poche pagine, e non vedere riconosciuto il proprio sforzo, o magari non rendersene nemmeno conto. Penso che promuovere attivamente l’abbattimento di questa barriera sia un atto di solidarietà nei confronti di tutti che ci riempie d’orgoglio”.

Il font ha ricevuto dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) parere positivo per le sue specifiche caratteristiche grafiche che sono utili ad agevolare la lettura a chi presenta problematiche di Dislessia.

Diverse ricerche scientifiche indipendenti, inoltre, certificano la validità di Easy Reading come strumento compensativo per i lettori con dislessia, nonché come font facilitante per tutti i tipi di lettori.

Si spera che l’uso diventi sempre più ampio e che il font si diffonda largamente in ambito formativo e scolastico.

Direttore di Foritalynews, docente alla Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, competenze in tecnologie della comunicazione audiovisiva e multimediale e nel marketing. Esperto in comunicazione istituzionale e comunicazione politica (almeno credevo! Vista l'anti-comunicazione attuale). Particolarità: non ho ancora deciso cosa farò da grande.

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Attualità

Ora Benedetto XVI diventi Dottore della Chiesa

In molti chiedono il riconoscimento per un Papa già considerato santo dal sentimento popolare e il cui insegnamento ha illuminato più di una generazione

Daniele Sebastianelli

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Benedetto XVI come Sant’Agostino, Leone Magno, San Giovanni Crisostomo, San Basilio Magno. Sono in molti a chiederlo e sperarlo. Soprattutto tra prelati della Chiesa. Primo fra tutti il Card Angelo Bagnasco, che in un’intervista al quotidiano La Stampa ha confidato questa aspettativa. “Spero che presto sia dichiarato dottore della Chiesa”, ha detto Bagnasco sottolineando come ora “nel firmamento del cielo, una nuova stella si è accesa”. Benedetto XVI – sono le parole di Bagnasco – “continuerà a indicare Gesù ai pastori del nostro tempo, cioè a coloro che, tra le illusioni del mondo, cercano umilmente la verità e si incamminano verso Colui che ci rende liberi e in pace. Dal cielo, Benedetto continuerà a brillare della luce di Cristo, luce dei popoli e del cosmo; a richiamare la bellezza della fede e della ragione aperta alle realtà visibili e invisibili. Come stella sicura, con tenerezza continuerà ad affermare che l’uomo può essere appagato solo dall’infinito, poiché porta l’impronta di Dio e che il bene è arduo, ma solo il bene oggettivo fa bene. Il mondo moderno deciderà finalmente di ascoltarlo? Sarà la sua salvezza”.

Tra coloro che hanno lavorato per anni a stretto contatto con Ratzinger c’è anche il cardinale Fernando Filoni. Per lui Benedetto XVI va «annoverato tra i giganti del nostro secolo», così come per il Card. Schoenborn, arcivescovo di Vienna per il quale “l’eredità di Ratzinger non è certo ancora esaurita, tra qualche decennio si comprenderà sempre meglio la ricchezza della sua opera teologica”. In un’intervista al Corriere della Sera lo stesso Schoenborn ha dichiarato: “Io lo pongo accanto ai grandi, come Dottore della Chiesa, Padre della Chiesa. Nella mia biblioteca ho messo le opere di Papa Benedetto accanto alle opere di Sant’Agostino. Sì, io lo paragono a Sant’Agostino, suo maestro, oso metterli vicini. Il suo insegnamento, le opere, il ministero episcopale e quello petrino. Dopo secoli abbiamo avuto un Papa teologo, un maestro di teologia. Ho avuto la gioia di essere suo allievo, con tanti altri, e non solo è stato un insegnante di grande capacità, con il dono della chiarezza, ma un vero maestro, nei testi scritti come nella parola viva. Ho imparato tanto da lui e penso che proprio questa sua capacità nell’insegnamento, nella trasmissione della fede e nella riflessione sulla fede, facciano di lui già quasi un padre della Chiesa. Rimarrà tra i grandi di cui ci si ricorderà nei secoli a venire, ricorderemo Joseph Ratzinger nel XX secolo come ci si ricorda di John Henry Newman nel XIX o di Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio nel XIII”.

Come riferisce l’agenzia Adnkronos è già pronto uno striscione con la richiesta specifica che verrà portato al funerale giovedì 5 gennaio. A crearlo Ivan Marsura, direttore del museo dei papi. «Sono sicuro – osserva Marsura – che in tanti concordano. Magari ci vorrà un po’ di tempo ma credo che siano in parecchi a chiedere che Ratzinger venga dichiarato ‘dottore della Chiesa».

Foto: Giuseppe Ruggirello, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

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Attualità

Decine di migliaia in fila per l’ultimo saluto al Papa Emerito

Per tre giorni i fedeli potranno rendere omaggio alla salma di Benedetto XVI nella Basilica Vaticana.

Daniele Sebastianelli

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Ordinata, composta, silenziosa. Appare così la fila di fedeli giunti da ogni dove per rendere omaggio al Papa Emerito Benedetto XVI, la cui salma è stata traslata dal monastero Mater Ecclesiae alla Basilica vaticana, dove resterà tre giorni per l’ultimo saluto.

In migliaia stanno raggiungendo Piazza San Pietro, in gruppo o da soli, quasi in pellegrinaggio per poter comunicare il proprio affetto a Joseph Ratzinger. Si entra in Basilica procedendo lentamente e si giunge all’altare della Confessione, davanti al quale è esposto il corpo del Papa Emerito.

Non indossa il Pallio, nè la croce pastorale e le scarpe rosse vermiglio. Solo paramenti liturgici rossi, la mitra sul capo e un rosario tra le mani.

Non è permesso sostare, nenche per una breve preghiera, ma tanto basta. L’importante è ringraziare e rendere omaggio ad un pontefice che ha fatto la storia. Non solo per quel gesto del 2013 che ha colpito il mondo, la rinuncia al soglio di Pietro, ma soprattutto per la ricchezza teologica e morale che lascia, per la testimonianza di fede, per l’attegiamento umile e mite che ha sempre segnato il suo stile, da cardinale prima e da papa poi. In profondo contrasto con la caricatura da “panzer tedesco” avallata dai media e mai attecchita nei cuori dei fedeli. Cuori che oggi sono in fila a dimostrarlo.

Numerose le viste delle autorità e dei capi di Stato e di Governo tra cui il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Sempre presente lo storico segretario personale mons. Georg Gaenswein, oggi arcivescovo, visibilmente commosso.

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Attualità

Addio al Papa emerito Benedetto XVI

Joseph Ratzinger si è spento all’età di 95 anni. il 2 Gennaio il suo corpo sarà esposto nella Basilica Vaticana per il saluto dei fedeli di tutto il mondo.

Daniele Sebastianelli

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«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano». E’ la comunicazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ad annunciare la dipartita di Joseph Ratzinger, all’età di 95 anni, dopo tre giorni marcati dal peggioramento delle sue condizioni di salute.

Immediati i messaggi di cordoglio con la notizia ha fatto subito il giro del mondo, potenziata dalla forza dei social.

In una immediata dichiarazione pubblica Mons. Ganswein, che per anni è stato il segretario di Benedetto XVI, ha affermato: «Il Santo Padre emerito ha detto a me e a tutti coloro che lo hanno accompagnato nelle sue ultime ore: “Pregate per me”. Per me la sua morte significa una perdita grande e personale. Sono profondamente grato e allo stesso tempo molto triste».

La stessa nota vaticana afferma che il corpo del Papa Emerito sarà esposto nella Basilica di San Pietro a partire dal 2 gennaio per consentire ai fedeli di rendergli omaggio.

Il 5 gennaio i funerali in Piazza S. Pietro alle ore 9.30, presieduti da Papa Francesco.

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