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Religioni

Insegnanti di religione discriminati

Non tutti i precari sono uguali. La conferma arriva dall’approvazione dell’emendamento Toccafondi. Un provvedimento iniquo, discriminante e banale

Collaboratori occasionali

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di Orazio Ruscica, Segretario Nazionale SNADIR

Il 19 dicembre è stato approvato al Senato il DL 126/2019 (Decreto scuola sul reclutamento del personale scolastico), compreso l’emendamento Toccafondi, Art. 1-bis (Disposizioni urgenti in materia di reclutamento del personale docente di religione cattolica).

L’accoglimento da parte del Senato dell’art.1-bis conferma l’impegno delle istituzioni a bandire entro il 2020 un concorso ordinario per gli insegnanti precari di religione, previa specifica intesa con il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

L’emendamento in sintesi

L’emendamento Toccafondi (art.1-bis) al decreto Scuola è da considerarsi in conflitto con le finalità originarie del decreto. Tale disposizione, infatti, non contiene alcuna soluzione all’annosa questione  del  precariato, condizione profondamente iniqua nella  quale  sono  mantenuti da 15 anni  gli  insegnanti  di  religione (il primo ed unico concorso si è svolto nel 2004), in quanto riservare il 50% dei posti a coloro che hanno svolto 36 mesi di servizio  non risolve di certo il problema del precariato, ma solo lo aggira, ignorando consapevolmente che gli insegnanti di religione hanno alle spalle venti e più anni di servizio precario.

La norma in parola si evidenzia, pertanto, iniqua e discriminatoria oltre che inconducente ai fini della stabilizzazione e superflua, stante che sostanzialmente riproduce una normativa già contenuta nella legge n. 186/2003 che già prevede che i concorsi vengano banditi ogni tre anni.

Un provvedimento iniquo e discriminatorio

Un provvedimento che non ci stancheremo mai di definire iniquo, discriminatorio e banale. La responsabilità per sedici anni di ritardo dello Stato nel bandire un nuovo concorso per gli insegnanti di religione viene scaricata sulle loro stesse spalle. Ai precari che chiedono certezze sarà offerto un meccanismo concorsuale che, dopo sedici e più anni, invece di confermarli nel posto di lavoro potrà rimandarli a casa.

I docenti precari che insegnano religione sono insegnanti uguali ai docenti di altre discipline: non hanno bisogno di una quota riservata in un concorso ordinario, ma esigono un trattamento che si allinei ai meccanismi di assunzione in ruolo già adottati per tutto il personale precario abilitato della scuola, senza distinzioni e discriminazioni. Anche i precari insegnanti di religione hanno diritto di vedersi riconosciuta, come è avvenuto per le altre discipline, a una procedura di assunzione e stabilizzazione che tutte le sigle sindacali hanno indicato nel concorso straordinario con sola prova orale non selettiva e successiva graduatoria ad esaurimento.

In questa prospettiva, anche la scelta, certamente positiva in via di principio, di prorogare la graduatoria del 2004, si rivela, tuttavia, inadeguata perché tale graduatoria sarà attiva soltanto fino alla predisposizione delle nuove graduatorie del concorso ordinario e, pertanto, consentirà l’immissione in ruolo a poche decine di docenti.

Inoltre, un testo di legge che ribadisce una norma già contenuta in una disposizione di legge precedente, cioè che si debba svolgere un concorso ordinario (così come previsto dalla legge 186/2003), è banale. Affermare poi che il concorso debba svolgersi d’intesa con la Cei vuol dire andare oltre le determinazioni della revisione concordataria (legge 121/1985). Infatti in questo testo di livello internazionale non è previsto che la procedura di assunzione sia sottoposta ad un’intesa successiva: un testo quindi che fa indietreggiare lo Stato dalle sue esclusive prerogative.

Le battaglie dello Snadir

Fino alla fine lo Snadir ha lottato per la totale equiparazione dei meccanismi di assunzione in ruolo, senza distinzioni e discriminazioni, fornendo ai Parlamentari il quadro preciso degli insegnanti di religione precari e le possibili soluzioni per un giusto riconoscimento dei loro diritti.

In questi mesi abbiamo messo in atto numerose iniziative per sollecitare una risposta adeguata dalle Istituzioni e avviato un confronto su più livelli: dalle Camere al Governo, passando per tutte le parti in causa. Abbiamo incontrato i parlamentari, inviato lettere e comunicazioni a deputati e senatori, scritto al Presidente della Repubblica, cercato un confronto con la Cei, coinvolto in pochissimi giorni centinaia di insegnanti per manifestare insieme davanti al Senato.

Volevamo essere coautori di un cambiamento. Volevamo che il mondo della scuola cambiasse per favorire il successo scolastico dei nostri studenti e per valorizzare il lavoro dei docenti. Volevamo che la Politica recuperasse il suo impegno primario nell’assicurare a ogni uomo la possibilità di una serenità lavorativa. Volevamo più di tutto restituire dignità e merito a una categoria di docenti qualificati e di grande esperienza che da anni aspetta una doverosa risposta dalle istituzioni.

Abbiamo unito le forze anche re-immaginando il lavoro sindacale, ampliando la rappresentanza, ripensandone le forme, le pratiche e le modalità, lavorando insieme per contribuire a realizzare un mondo lavorativo migliore.

Purtroppo la Politica non ha voluto ascoltare le legittime richieste dei docenti precari di religione. Per anni si è cercato di aggirare il problema del precariato di religione con interventi superficiali e non risolutivi, fino a quest’ultimo vergognoso e inaccettabile art.1-bis approvato definitivamente oggi. Tale ingiustizia ha trovato la sua giustificazione tra i paladini della “cultura dello scarto”.

Di fronte a tale ingiustizia, lo Snadir proporrà iniziative per la tutela dei precari, sia presso i tribunali interni che presso le corti europee per la tutela del principio di uguaglianza e non discriminazione tutelati dalla nostra carta costituzionale, dalla carta di Nizza e dalla clausola 4 della direttiva 1999/70.

Attualità

Corso online gratuito sulla Comunicazione della Chiesa

Rivolto ai comunicatori della Chiesa, aspiranti tali, o interessati agli studi di Comunicazione Istituzionale, il corso avrà inizio il 30 maggio e sarà attivo fino al 25 luglio

Mario Russo

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Dopo il successo della 1ª edizione a cui hanno partecipato oltre 2600 persone, la facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce ripropone per la seconda volta, a partire dal prossimo 30 maggio il corso gratuito online (MOOC) “Comunicazione istituzionale della Chiesa: gestione, relazioni con i media e strategia digitale”.

L’obiettivo del corso, suddiviso in quattro moduli, è, come afferma il decano della facoltà, prof. Daniel Arasa «fornire delle conoscenze di base sulla Comunicazione istituzionale della Chiesa, dalle competenze del Direttore di comunicazione alle strategie del dipartimento, dalla gestione manageriale all’interazione con i pubblici esterni e le media relations, con un focus sulla presenza della Chiesa nelle reti sociali».

Il corso sarà disponibile in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo. L’attivazione del primo modulo coincide con l’apertura del corso, il 30 maggio, i moduli successivi verranno attivati uno a settimana, il lunedì, e quindi, progressivamente il 6, 13 e 20 giugno. L’intero corso sarà disponibile, comunque, fino al 25 luglio.

Per iscriversi al corso è necessario prima aprire un account sulla piattaforma didattica online: https://discere-ondemand.pusc.it.

Il corso, come già detto, è articolato in quattro moduli, quattro unità didattiche, ognuno dei quali prevede anche la partecipazione a un forum. Ogni modulo richiede un impegno di circa 2-3 ore. Le attività possono essere seguite, comunque, in qualunque momento della giornata.

I singoli moduli

La prima unità è di natura introduttiva e tratterà argomenti quali: le competenze del dipartimento di comunicazione; le qualità ei compiti del Direttore della Comunicazione; la differenza tra pubblico interno ed esterno; e alcune proposte di comunicazione di crisi. Il relatore sarà il professor Daniel Arasa.

Il secondo modulo verte su comunicazione e management: la reputazione dell’organizzazione, la leadership delle persone e della struttura del dipartimento, i rapporti con gli altri dipartimenti saranno alcuni degli argomenti di cui parlerà il professor Marc Carroggio.

Il terzo modulo si concentrerà sulla comunicazione esterna e il rapporto con i media. Il professor Giovanni Tridente spiegherà l’importanza di coltivare le relazioni con i media, l’evoluzione dell’ufficio stampa nell’era digitale e la comunicazione attraverso gli eventi, tra gli altri argomenti.

Il quarto modulo è dedicato alla presenza nell’ambiente digitale. Il professor Juan Narbona suggerirà alcuni elementi strategici per comunicare attraverso i social network in modo efficace e nel rispetto dell’identità dell’istituzione.

A chi è rivolto

I destinatari sono persone che lavorano o vogliono lavorare nella comunicazione della Chiesa, collaboratori di diocesi o altre istituzioni della Chiesa nell’ambito della comunicazione, rettori di seminari e capi di istituzioni ecclesiali con compiti manageriali, alunni (ex studenti) della Facoltà come attività formativa permanente, operatori pastorali della comunicazione e potenziali studenti interessati agli studi di Comunicazione istituzionale.

Certificazione

Per il corso non sono previsti crediti universitari. Al termine delle attività verrà rilasciato, comunque, un attestato di partecipazione.

Per maggiori informazioni:

http://www.pusc.it/node/4828

email:

mooc.churchcom@pusc.it

risorsedidattiche@pusc.it

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Religioni

Papa Francesco: “Che i frutti del vostro incontro siano stimolo per promuovere la santità femminile”

Concluso l’8 marzo il convegno internazionale interuniversitario
“Donne Dottori della Chiesa e Patrone d’Europa in dialogo con il mondo d’oggi” alla Pontificia Università Urbaniana di Roma.

Daniele Sebastianelli

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Si è concluso con oltre 5mila persone collegate online il secondo giorno del convegno internazionale interuniversitario dal titolo Donne Dottori della Chiesa e Patrone d’Europa in dialogo con il mondo d’oggi, tenuto in presenza nell’auditorium della Pontificia Università Urbaniana.

Nella seconda giornata di lavori sono state approfondite le figure di Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena e Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, davanti una platea di accademici ed esperti.

Il Saluto di Papa Francesco ai partecipanti al convegno

Papa Francesco ha inviato un messaggio ai partecipanti al Congresso. “Che i frutti del vostro incontro siano stimolo per promuovere questa ‘santità femminile’ che rende feconda la Chiesa ed il mondo” ha detto, sottolineando che “l’eminente dottrina di queste sante, per la quale sono state dichiarate Dottori della Chiesa o Patrone, acquisisce in questi tempi un nuovo protagonismo per la loro permanenza, profondità e opportunità e offre luce e speranza al nostro mondo, nelle attuali circostanze, così frammentato e carente di armonia”. ”Docili allo Spirito – ha continuato il Papa – per la grazia del Battesimo, hanno percorso il loro cammino di fede mosse, non da ideologie mutevoli, ma da una incrollabile adesione all’«umanità di Cristo» che permeava le loro azioni”. “La sensibilità attuale del mondo – ha concluso Francesco – richiede la restituzione alle donne della dignità e del valore intrinseco di cui sono state dotate dal Creatore”.

Brigida di Svezia, donna e profetessa dei nostri giorni

La missione di Brigida di Svezia fu di “scongiurare la disgregazione di quell’Europa cristiana che si era laboriosamente costruita nei secoli medievali” ha detto Alessandra Bartolomei, docente della Pontificia Università Gregoriana, ripercorrendo le vicende storiche dei primi decenni del trecento. La Bartolomei ha delineato il profilo di Brigida come profetessa e come donna affermando che per il suo tempo “Brigida rappresenta indubbiamente un’eccezione, in quanto offre un esempio rarissimo di donna che seppe coniugare una intensa spiritualità all’attenzione nei confronti della famiglia” e allo stesso tempo “una mulier fortis”.  Dello stesso pare Sr. Maria Concetta Guidi, dell’Ordine del SS.mo Salvatore di Santa Brigida di Svezia, che ha delineato la biografia della santa svedese descrivendola come personalità pienamente inserita nel suo tempo. “Brigida non era rimasta indifferente alle vicende politiche delle nazioni europee, adoperandosi per costruire dei ponti di pace, cercando di evitare le guerre”.

Il servizio alla Pace e l’universalità di Caterina da Siena

Dal panel dei relatori dedicato a Santa Caterina da Siena è intervenuto P. Alfredo Scarciglia, Parroco della Basilica Cateriniana di San Domenico che ha delineato l’attualità del messaggio della santa senese che invita a “riscoprire le proprie radici cristiane che hanno fatto grande l’Europa”. Definita donna “unica, geniale, straordinaria” padre Scarciglia ha spiegato che  Caterina aveva a cuore il buon governo e la ricerca del bene comune, dunque l’attualità e l’originalità del suo messaggio, “risiede soprattutto nella concezione che aveva della dignità della Persona”. Dal canto suo la Prof.ssa Giulia Lombardi, del Centro Internazionale di Studi Cateriniani, si è concentrata sul significato del titolo “dottore della Chiesa” spiegando come esso definisce la continuità e l’universalità del messaggio della santa all’interno della Chiesa.

L’ “alleanza educativa”: Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein

Il pensiero di Teresa Benedetta della Croce sulle donne “evita una concezione frammentaria e riduzionista della donna” ha detto la Prof.ssa Miriam Ramos, dell’Universidad Católica de Ávila, riportando il concetto di “alleanza educativa” tanto caro a Papa Francesco. ”Una corretta comprensione di ciò che sono le donne e della loro missione contribuirà senza dubbio al rinnovamento della società creando relazioni umane più autentiche” ha affermato. Oltre alla docente anche la testimonianza del Prof. Shahid Mobeen, della Pontificia Università Urbaniana, che ha definito la figura della santa come esempio storico e concreto di vita cristiana nella ricerca della verità. In un paese al 95% musulmano, ha affermato, “il pensiero di Edith Stein è stato un terreno di confronto per comprendere ed approfondire le possibilità del dialogo interreligioso e interculturale in particolare con l’Islam, l’Induismo, il Sikhismo ed l’Ebraismo in Pakistan”.

La pubblicazione del libro finanziato dalla Delegazione dell’Unione europea

Con la conclusione del Congresso è stato anche presentato il libro “Donne Dottori della Chiesa e Patrone d’Europa” finanziato dalla Delegazione dell’Unione europea presso la Santa Sede, testo scaricabile gratuitamente dalla pagina ufficiale https://congresomujeresdoctoras.es/santas.

l’Ambasciatrice dell’Unione europea presso la Santa Sede, Alexandra Valkenburg, ha colto l’occasione per parlare della difficile situazione internazionale in corso. Appello condiviso anche da Don Manuel Barrios Prieto, Segretario Generale della COMECE, per il quale la situazione attuale ci insegna che “la pace come la democrazia, la libertà, l’uguaglianza, i diritti sono conquiste che non vanno mai date per scontate. Preghiamo per la pace e la conversione dei cuori”. 

Oltre 20mila euro di donazioni

Sono arrivate ad oltre 20mila euro le donazioni a beneficio di tre progetti di alfabetizzazione giovanile in Libano:

Fino al 12 marzo, attraverso il link www.congresomujeresdoctoras.com, sarà ancora possibile inviare ulteriori offerte.

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Attualità

Comunicazione istituzionale della Chiesa

Un corso introduttivo, online e completamente gratuito, promosso dalla Facoltà di Comunicazione dell’Università della Santa Croce

Mario Russo

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Rivolto in particolare ai “comunicatori della Chiesa” o aspiranti tali, ma utile a chiunque operi o si avvicina al mondo della comunicazione il corso sulla Comunicazione istituzionale della Chiesa: gestione, relazioni e strategia digitale sarà attivo a partire dal 13 settembre.

Promosso dalla Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce il corso sarà online e completamente gratuito.

L’attività – come sottolineano gli organizzatori – si inserisce nell’ambito delle attività organizzate per il 25º anniversario (1996-2021) della stessa Facoltà  e nasce con lo scopo di offrire le conoscenze di base sulla Comunicazione istituzionale della Chiesa, dalle competenze del Direttore di comunicazione alle strategie del dipartimento, dalla gestione manageriale all’interazione con i pubblici esterni e i giornalisti, con un focus sulla presenza degli organismi ecclesiali nelle reti sociali.

Tra i principali destinatari c’è sicuramente chiunque voglia approfondire i vari aspetti della comunicazione della Chiesa: volontari nelle parrocchie od organizzazioni non profit, collaboratori di diocesi o altre istituzioni ecclesiali, rettori di Seminari e Superiori con compiti manageriali, alumni della Facoltà come attività formativa permanente, operatori pastorali della comunicazione e potenziali studenti interessati agli studi in Comunicazione istituzionale. Ma ciò non toglie che la proposta possa essere utile a chiunque opera o si avvina al mondo della comunicazione istituzionale.

“Riteniamo che soprattutto nel tempo dell’interconnessione e della diffusione capillare della comunicazione sia molto utile andare incontro alle tante esigenze di professionalità sparse sul territorio, soprattutto per aiutare a raccontare meglio la Chiesa, che da oltre 2000 anni ha la sua ragion d’essere proprio nella comunicazione – ha commentato il Decano della Facoltà, Daniel Arasa  che sottolinea– Questa iniziativa, che nasce nell’ambito del nostro 25º anniversario, vuole anche essere un modo per condividere l’esperienza formativa che abbiamo acquisito in tutti questi anni e metterla ancora una volta al servizio della Chiesa”.

Il corso – disponibile inInglese, Italiano e Spagnolo – è articolato in 4 moduli, affidati a docenti specialisti del settore che verranno attivati settimanalmente (13, 20, 27 settembre e 4 ottobre). Ognuno dei moduli prevede anche la partecipazione a un Forum interattivo con il docente. Le attività potranno essere seguite in qualunque momento della giornata e richiederanno un impegno approssimativo di 2-3 ore a settimana.

Per iscriversi, gratuitamente, è necessario aprire un account sulla piattaforma didattica Discere-On demand, una di quelle in uso nell’Università, dalla quale si può poi accedere al corso nella lingua preferita (Inglese, Italiano e Spagnolo): https://discere-ondemand.pusc.it/

Informazioni utili:

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