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Economia

La formazione di qualità: le opportunità per le aziende

Paolo Castiglia

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Intervista al presidente dell’Istituto Europeo Terzo Millennio, dott. Andrea Pizzicaroli

 

Dott. Pizzicaroli, ci delinea il rapporto tra formazione delle risorse umane e Fondi Interprofessionali?
Formare le risorse umane non è un lavoro come tanti. E’ un’esperienza di grande responsabilità che, se condotta in modo professionale, permette di far crescere se stessi e gli altri.
Il rispetto per il tempo di chi ascolta nelle nostre docenze è alla base di tutto il percorso professionale. Rispettare il tempo di chi ci ascolta pregiudica un’accurata selezione di ciò che diciamo ed un’attenta scrematura dei contenuti, che debbono essere utili agli interlocutori che necessitano di apprendere concetti e procedure in modo semplice ed efficace.
Le aziende hanno opportunità di formare i propri dipendenti attraverso i fondi interprofessionali ed i contributi che le Regioni e, solo in alcuni casi, i Ministeri, mettono a disposizione attraverso bandi ed avvisi pubblici.
Nel 2003, con l’istituzione dei primi dieci Fondi Paritetici Interprofessionali, si realizza quanto previsto dalla legge 388 del 2000, che consente alle imprese di destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS (il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) alla formazione dei propri dipendenti. I datori di lavoro hanno la possibilità di chiedere all’INPS di trasferire il contributo ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali, che provvederà a finanziare le attività formative per i lavoratori delle imprese aderenti. La dotazione del fondo è quindi costituita dall’accantonamento dello 0,30% della massa salariale, precedentemente versato all’INPS.
Le imprese dunque decidono l’adesione ad un Fondo per conto dei loro singoli Lavoratori; la effettuano attraverso il modello di denuncia contributiva DM 10/2 dell’INPS, utilizzato di norma ogni mese, compilando gli appositi spazi dei quadri B – C con la dicitura “Adesione Fondo” ed inserendo il codice INPS del Fondo cui vogliono aderire e il numero dei dipendenti interessati.
Il codice inps del fondo è indicato con un acronimo attraverso il quale l’importo viene direttamente stornato al fondo di appartenenza. Gli effetti finanziari e contributivi si produrranno con effetto dal 1° Gennaio dell’anno successivo al quale si è iniziato a versare i contributi.
I Consigli di Amministrazione dei Fondi Paritetici Interprofessionali Nazionali per la Formazione Continua nel corso di riunioni a scadenza regolare deliberano le approvazioni di AVVISI aventi ad oggetto il finanziamento di attività di formazione continua la cui dotazione economica ammonta ad importi variabili in base alla capacità economica del fondo stesso.
Si accede a tali fondi – previo consenso delle Parti Sociali costituenti il Fondo -, a scadenze programmate (sportelli).
Una parte dei fondi accantonati dall’azienda, denominata “conto formazione”, è invece di disponibilità diretta dell’azienda e rappresenta una sorta di “salvadanaio” in cui accantona budget da spendere per erogare formazione a tutti o a parte dei suoi dipendenti.
Tale budget è ovviamente più o meno cospicuo proporzionalmente al numero dei dipendenti e va speso entro tre anni dall’inizio del suo accantonamento.
Chi si occupa di formazione finanziata trova una grande opportunità nelle risorse dei Fondi Interprofessionali. La costituzione e l’avvio dei fondi interprofessionali è per l’Italia una novità di rilievo: per la prima volta un numero significativo di risorse pubbliche vengono affidate alle parti sociali, nella loro versione bilaterale che, integrandosi con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e delle Regioni, sono chiamate a gestire il nuovo sistema per la formazione continua.
La natura associativa dei fondi fa si che possano essere promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali attraverso specifici Accordi Interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale.
Tutti i fondi pongono una particolare attenzione ai progetti formativi che sono supportati dall’accordo sindacale, a questo proposito è opportuno sapere che gli accordi sindacali, ai vari livelli, hanno validità solo se firmati dalle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’accordo di costituzione del fondo di riferimento.
Saranno le parti stesse a definire a quale livello (aziendale, territoriale, regionale o nazionale) è allocata la competenza di sottoscrizione degli accordi.

Quali le opportunità per le società di formazione?
Sin dal 2004 le società di formazione hanno compreso le opportunità di business che si trovavano dietro i fondi interprofessionali. La prima mossa è stata quella di contattare le aziende proponendo la consulenza per aderire al fondo, scrivere il progetto formativo ed erogare i servizi formativi. Negli anni successivi le società di formazione hanno letteralmente “mappato” il territorio conquistando posizioni nelle aziende più grandi, con più dipendenti e quindi con più budget da accantonare.
Una gara virtuosa che permette a chi lavora bene di guadagnare il giusto garantendosi anche una piccola rendita per gli anni successivi fidelizzando l’azienda a versare sempre in un fondo e ad utilizzare l’ente di formazione come consulente nelle procedure e come erogatore dei servizi. In realtà l’azienda potrebbe fare a meno di appoggiarsi ad un ente di formazione dall’inizio del processo, limitandosi così a mettere in gara più società di formazioni nell’offerta dei servizi da erogare per i propri dipendenti fornendo già un elenco dei corsi di cui necessita e chiedendo preventivi e proposte di erogazione di docenze. Tale fenomeno sta avvenendo nei casi delle grandi società che, coscienti delle proprie potenzialità, sanno di essere molto appetibili sia per il fondo che sceglieranno, sia per le società di formazione.
Una situazione siffatta permette di giocare in un mercato aperto, con al centro l’azienda, in cui ogni attore deve sforzarsi di eccellere per non essere sostituito. Infatti l’azienda stessa, in qualunque momento, può decidere di cambiare fondo portando con sé nel nuovo fondo il budget accantonato sino a quel momento nel fondo che sta abbandonando.

Quali sono i soggetti abilitati ad erogare la formazione?
Il beneficiario del processo deve essere sempre il dipendente che riceve la formazione; l’azienda ha un ruolo determinante ma non può fare tutto da sola, deve affidare i servizi formativi a chi ritiene idoneo e professionalmente utile alla crescita dei propri dipendenti selezionando un’offerta formativa adeguata ed un ente che si avvalga di formatori adeguati e preparati.
Possono erogare la formazione i soggetti appartenenti ad una delle quattro categorie che seguono:
a) università, pubbliche o private, o strutture ad esse collegate;
b) soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso una delle regioni italiane,
c) soggetti accreditati presso i fondi, secondo il Regolamento stesso;
d) soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En Iso 9001:2000 settore EA 37

Quali sono i criteri ispiratori dei fondi?
– Promuovere e finanziare piani formativi aziendali, territoriali o settoriali, concordati tra le parti sociali;
– Promuovere e finanziare attività di sostegno ai piani per la formazione continua;
– Promuovere e finanziare attività di qualificazione e di riqualificazione per le figure professionali di specifico interesse del settore produttivo, nonché per lavoratori a rischio di esclusione dal mercato del lavoro;
– Promuovere e finanziare anche azioni individuali di formazione continua dei lavoratori dipendenti
– Promuovere interventi di formazione continua sull’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro per gli aspetti non disciplinati e finanziati dalle specifiche disposizioni in materia.

Chi sono i destinatari della formazione?
I destinatari dell’attività formativa sono i lavoratori e le lavoratrici delle imprese tenute a versare il contributo di cui all’art. 12 della legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25 della legge quadro sulla formazione professionale n. 845/1978 e successive modificazioni. Sono da considerarsi come imprese tutti i datori di lavoro che versano i contributi contro la disoccupazione involontaria.

Chi può aderire ai fondi?
Possono aderire ad un fondo i datori di lavoro che versano i contributi contro la disoccupazione involontaria e che applicano integralmente i contratti collettivi di riferimento. Nel caso di gruppo di imprese, la Società capogruppo, esclusivamente per i propri lavoratori e lavoratrici, o per quelli del Gruppo ovvero una delle società costituenti il gruppo.
Possono altresì aderire consorzi di imprese costituite ai sensi dell’art. 2602 del codice civile, per i propri lavoratori e lavoratrici o per quelle delle aziende consorziate.

Quali sono i criteri di finanziamento per i piani formativi?
Le imprese che presentano i piani debbono cofinanziarli, in quanto gli interventi di formazione continua, da realizzare nel quadro dei bandi dei fondi, si configurano come aiuti di Stato e devono quindi rispettare le normative comunitarie in materia.
Per co-finanziamento s’intende che la formazione dovrà avvenire in orario di lavoro, fatto salvo per gli stagionali che potrà effettuarsi anche prima o alla scadenza del periodo di lavoro. Altra forma di co-finanziamento può essere la messa a disposizione di strutture aziendali e/o di esperti aziendali.
I fondi finanziano progetti di formazione generale e di formazione specifica.
Per «formazione generale», ai sensi del Regolamento 68/01, s’intende la formazione che comporta insegnamenti non applicabili esclusivamente o prevalentemente alla posizione, attuale o futura, occupata dal dipendente presso l’impresa beneficiaria, ma che fornisca conoscenze professionali ampiamente trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione e che pertanto migliori in modo significativo la possibilità di collocamento del dipendente.
La formazione è «generale» se, per esempio:
1) è organizzata congiuntamente da diverse imprese indipendenti ovvero ne possono beneficiare i dipendenti di diverse imprese,
2) è riconosciuta, certificata e convalidata dalle autorità o dagli organismi pubblici o da altri organismi e istituzioni ai quali gli Stati membri o la Comunità abbiano attribuito competenza in materia.
Per «formazione specifica», ai sensi del Regolamento 68/01, s’intende la formazione che comporta insegnamenti direttamente e prevalentemente applicabili alla posizione, attuale o futura, occupata dal dipendente presso l’impresa beneficiaria e che fornisca professionalità che non siano trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione, o che lo siano solo limitatamente.
Tutti i fondi nei bandi, o avvisi, parlano di piccole, piccolissime e medie imprese. Ai sensi della nuova Raccomandazione della Unione Europea, con tali termini s’intendono:
Imprese di media dimensione quelle che hanno:
a) un numero inferiore a 250 dipendenti;
b) un fatturato annuale minore o pari a 50 milioni di euro (era di 40 milioni nel 1996);
c) un totale di bilancio che non supera i 43 milioni di euro ( era di 27 milioni nel 1996).

Imprese di piccole dimensioni quelle che hanno:

a) meno di 50 dipendenti;
b) un fatturato minore o pari a 10 milioni di euro (era 7 milioni nel 1996);
c) un totale di bilancio sempre di 10 milioni (era di 5 milioni nel 1996).

Imprese di piccolissime dimensioni quelle che hanno:
a)meno di 10 dipendenti,
b) un fatturato inferiore o pari a 2 milioni di euro (cifra in passato non definita),
c) la stessa cifra indicata anche per il totale di bilancio annuale

Quali sono i principali fondi interprofessionali?
For.Te: www.fondoforte.it
Fondo paritetico interprofessionale nazionale nato a seguito dell’accordo interconfederale del 25 luglio 2001 tra Confcommercio, Abi, Ania, Confetra, e Cgil, Cisl, Uil. Si occupa di erogare formazione continua per le imprese del settore Terziario ed è riconosciuto dal Ministero del Lavoro con decreto del 31 ottobre 2002. I piani formativi mirano al consolidamento e allo sviluppo delle competenze dei lavoratori/lavoratrici per rispondere alle esigenze di adattabilità e capacità competitiva delle imprese nei rami del Commercio-Turismo-Servizi, Creditizio-Finanziario, Assicurativo e della Logistica-Spedizioni-Trasporti.
Fondimpresa: www.fondimpresa.it
Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua nasce dall’accordo di Confindustria e Cgil, Cisl, Uil e viene riconosciuto con decreto ministeriale del 28 novembre 2002. Fondimpresa accompagna le aziende che richiedono all’Inps di trasferire al Fondo il proprio contributo dello 0,30% ad investire nella formazione attraverso una semplificazione delle procedure di progettazione, realizzazione e gestione dei piani.Obiettivo del Fondo è migliorare la competitività delle imprese e potenziare le competenze dei lavoratori, con particolare attenzione agli interventi in materia di salute e sicurezza.
Fon.Ter: www.fonter.it
Il “Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la Formazione Continua del Terziario” si trova a Roma in Via Nazionale 60 e nasce a seguito dell’accordo tra l’organizzazione datoriale Confersercenti e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil siglato il 22 luglio 2002.
Fon.Ter è un’ Associazione (Art. 36 c.c.) senza fini di lucro che si occupa di assistere le imprese del settore terziario e i loro dipendenti, garantendo piani formativi finalizzati alla qualificazione professionale, allo sviluppo occupazionale e alla competitività imprenditoriale.
Fondo professioni: www.fondoprofessioni.it
E’ il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate, nato dall’ accordo tra Consilp-Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil che è stato siglato il 7 novembre 2003. Il Fondo è riconosciuto dal Ministero del Lavoro con decreto 408/03 del 29 dicembre 2003 e risponde in maniera adeguata alle esigenze di occupabilità e competitività delle aziende e dei loro dipendenti.
Fon.Coop: www.foncoop.coop
E’ il Fondo della cooperazione senza fini di lucro che interviene a favore delle imprese operanti nel settore cooperativo, nonché dei relativi dipendenti e soci lavoratori, ispirandosi alla qualificazione professionale, allo sviluppo occupazionale e alla competitività imprenditoriale facenti capo ai contratti collettivi sottoscritti.
Fondir: www.fondir.it
E’ il Fondo interprofessionale per la formazione continua riconosciuto dal Ministero del Lavoro, con decreto del 6 marzo del 2003 e nato dall’accordo tra Confcommercio, Abi, Ania, Confetra, Manageritalia, Federdirigenticredito, Fidia e Sinfub. Il Fondo, secondo quanto prescritto dall’articolo 118 della legge 388/00, si occupa di promuovere e finanziare piani formativi rivolti ai dirigenti delle imprese del settore del terziario.
Fon.ar.com.: www.fonarcom.it
Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nei settori economici del terziario e dell’artigianato e piccole e medie imprese, nasce a seguito dell’Accordo tra l’organizzazione datoriale C.I.F.A. (Confederazione Italiana Federazioni Autonome) e l’organizzazione sindacale CONF.S.A.L. (Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori) siglato il 6 Dicembre 2005.
Il Fondo, autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro il 6 Marzo 2006 con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali numero 40/V/06, si occupa di favorire la formazione continua dei lavoratori Inoltre la Direzione Centrale delle Entrate Contributive dell’INPS con messaggio n. 10345 del 4 aprile 2006 ha conferito il Codice di adesione al Fondo con l’acronimo “FARC”.

Il Fondo Banche e Assicurazioni: www.fondofba.it
Il Fondo Banche Assicurazioni nasce nel luglio del 2008 grazie alla sottoscrizione di ABI, ANIA, CGIL, CISL e UIL. Il Fondo Banche Assicurazioni conta oltre 745 Associati tra i quali si annoverano i maggiori gruppi creditizi ed assicurativi italiani. Si tratta di un Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nei Settori del Credito e della Assicurazioni ed il suo obiettivo è quello di finanziare, promuovere e divulgare la formazione continua nel settore creditizio ed assicurativo e garantendo processi formativi trasversali: quali la salute e la sicurezza sul lavoro, la formazione del personale Over 45, le Pari Opportunità e la Responsabilità Sociale dell’Impresa.

Vicedirettore di Foritalynews, giornalista professionista, docente di giornalismo all’Università Roma Tre. Autore del libro "Giornalismo come e perché. Dalla 5 w all'inchiesta" (Aracne editore), tra le esperienze precedenti, dal 2006 al 2016, ha lavorato per il quotidiano Il Sole 24 ORE, per il quale ha seguito l’economia dei trasporti per la redazione di Roma.

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Cultura

Esotika: un successo crescente che tornerà a settembre

Con quasi 15.000 visitatori l’evento si conferma come una delle più importanti manifestazioni pet del nostro Paese

Paolo Castiglia

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“A distanza di 3 giorni dalla sua chiusura, l’eco di Esotika Pet Show di Arezzo, il salone nazionale degli animali esotici e da compagnia, riecheggia ancora nelle orecchie degli appassionati”. Sono parole dell’organizzatore Daniel Baiocco, reduce dalle fatiche di questo partecipatissimo evento che si è tenuto presso Arezzo Fiere e Congressi e che ha monopolizzato, con le sua presenze e le brillanti iniziative interne dedicate agli animali, lo scorso weekend aretino e non solo.

“Arezzo – continua Baiocco – ha dimostrato anche stavolta di essere la città che unisce il Nord e il Sud dell’Italia, anche grazie ad una manifestazione a cui hanno partecipato oltre 130 espositori provenienti da ogni parte del Paese e anche dell’Europa e che ha visto la presenza di quasi 15.000 visitatori: ecco quindi che Esotika Pet Show si conferma come una delle più importanti manifestazioni pet del nostro Paese, visto che conta ormai ben quindici edizioni che si svolgono su tutto il territorio nazionale”. La professionalità e la dedizione degli organizzatori hanno portato infatti alla realizzazione di eventi, gare ed esibizioni che hanno divertito e appassionato il pubblico presente.

“Siamo lieti – insiste l’organizzatore – di annunciare che il prossimo 14 e 15 settembre si terrà la seconda edizione di Arezzo, già sold out per gli espositori che hanno deciso di riconfermare la loro presenza per questa nuova avventura. E siamo fieri del fatto che anche le istituzioni territoriali, come Asl e Carabinieri, hanno riconosciuto l’impeccabile gestione della fiera non riscontrando alcuna irregolarità”. “Arezzo Fiere e Congressi – dichiara a sua volta il presidente di Arezzo Fiere, Ferrer Vannetti – mette volentieri a disposizione le sue strutture per ospitare questa importante manifestazione, che unisce gli appassionati del settore e il rispetto per gli animali nel senso più pieno e compiuto. Un connubio vincente che ci fa già immaginare il successo annunciato dell’edizione del prossimo settembre”

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Economia

Da Arezzo all’Ucraina per portare medicinali e generi di prima necessità

Federfarma: nuova conferma del decisivo ruolo sociale della farmacia

Paolo Castiglia

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“Farmacia sempre più centrale a servizio dei cittadini a tutti e livelli e a tutte le latitudini: lo testimonia il grandissimo gesto del nostro associato, il Farmacista Filippo Lazzerini, che nella sua missione umanitaria e sanitaria in Ucraina ha dato ancora una volta testimonianza di come sia importante e decisiva la disponibilità delle farmacie a tutti i livelli. Noi come Federfarma Arezzo siamo orgogliosi di questo evento e siamo pronti a supportare come sempre le iniziative che vanno a favore delle persone in difficoltà, cosa che noi facciamo da sempre, ma che in particolare ci ha contraddistinto in epoca pandemica”. Sono parole di Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, che fanno riferimento all’iniziativa umanitaria portata avanti dal farmacista Filippo Lazzerini, reduce dal viaggio in Donbass, in Ucraina, dove ha portato medicinali e prestato la sua opera di operatore sanitario. Filippo Lazzerini e Niccolò Celesti, un farmacista e un fotoreporter, quindi, insieme per portare aiuti umanitari in Ucraina.

“Medicinali e beni di prima necessità – racconta direttamente Lazzerini – sono per noi italiani a portata di mano, invece in Ucraina ormai da due anni in guerra sono difficilmente reperibili. Da qui l’esigenza di mettere la nostra professionalità, la mia di farmacista e quella di Niccolò di fotoreporter, lì dove c’è una impellente esigenza. Circa 7/8 mesi fa, tramite la responsabile del Consolato Onorario di Firenze, ho conosciuto Niccolò che mi ha parlato del suo progetto di missione, che ho da subito sposato appieno”.

Filippo e Niccolò sono partiti il 10 febbraio scorso alla volta del Donbass, Ucraina. Il ruolo svolto da Lazzerini è stato fondamentale sia nella parte organizzativa della missione, catalogando e traducendo tutto il materiale medico raccolto e suddividendolo tra quello destinato agli ospedali e quello per i ‘medici di trincea’, e anche durante il viaggio in cui ha supportato telefonicamente Celesti nella consegna dei materiali. “Ogni giorno – spiega ancora Lazzerini – nell’esercizio della mia professionedi farmacista come tutti i miei Colleghi sono al servizio degli altri, dedicandomi al benessere e alla salute dei miei Concittadini. Grazie a questa missione ho portato la mia professionalità oltre il banco, fuori dalla farmacia e dall’Italia, in un territorio in guerra. Con la nostra missione, non abbiamo però fatto nulla di speciale, soprattutto io in quanto farmacista perché questo fa parte della mia professione: esserci per gli altri”.

Prossimo obiettivo consegnare all’Ospedale pediatrico della regione di Chernigiv un’ambulanza con attrezzature per l’équipe di rianimazione neonatale (terapia di ossigeno e terapia infusiva). Richiesta che è arrivata direttamente dalla Direzione della sanità dell’Amministrazione statale della regione di Chernigiv che ha sottolineato come a causa “degli eventi bellici nei distretti lontani della regione di Chernigiv gli ospedali sono danneggiati e manca il personale qualificato per fornire l’assistenza medica ai bambini”. L’ambulanza è quindi necessaria per trasportare in sicurezza i bambini prematuri dai luoghi più inaccessibili fino agli ospedali più preparati.

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Economia

16 Febbraio – Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili

Banca Tema aderisce a ‘M’illumino di Meno’

Paolo Castiglia

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Banca Tema aderisce alla “Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili”, nota fino a due anni fa con il titolo ‘M’illumino di Meno’. L’iniziativa, giunta alla ventesima edizione, è stata lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di RaiRadio2 ed è promossa da Federcasse e dal Gruppo BCC Iccrea.

Anche quest’anno, il prossimo 16 febbraio, in tutte le filiali di Banca Tema sui territori di competenza, saranno distribuiti libri fotografici e altre pubblicazioni, come omaggi a soci e clienti. Un gesto simbolico per dare energia a progetti realizzati anche con il nostro sostegno.

L’invito di Banca Tema è, anche quest’anno, in primo luogo quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili nella giornata di venerdì 16 febbraio e di essere tutti promotori di uno stile di vita sostenibile ed in grado di “dare energia senza confini”, per favorire una transizione ecologica partecipata ed inclusiva. Il tema centrale di questa edizione è rappresentato dal risparmio energetico oltre i confini, con lo slogan “Banche di Credito Cooperativo. Sviluppo sostenibile senza confini”. La transizione energetica va intrapresa collettivamente, perchè aria, oceani, montagne, foreste non hanno frontiere e vanno difesi con un cambiamento che deve essere globale. In questi anni Banca Tema, insieme alle altre Banche di Credito Cooperativo, coerentemente con l’articolo 2 dello Statuto, ha promosso azioni a favore dello sviluppo sostenibile, dell’educazione ambientale e della tutela del paesaggio, contribuendo alla salvaguardia del territorio, non solo dentro i confini nazionali, ma anche fuori, partecipando a progetti di cooperazione internazionale in Ecuador ed in Togo, a sostegno delle popolazioni del mondo meno fortunate.

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