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Cultura

“Fra Cielo e Terra” di Umbra Perchiazzi

Collaboratori occasionali

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La spirituale delicatezza della pittura steineriana

Domenica 15 marzo, prima giornata di Incontri di Arte, Scienza e Religione, la Taverna Imperiale…

di Marianna Solari

Domenica 15 marzo, prima giornata di Incontri di Arte, Scienza e Religione, la Taverna Imperiale di Via della Giustiniana, presso il Parco di Veio, è divenuta lo stipo espositivo degli ultimi dipinti di Umbra Perchiazzi.
La pittrice e arteterapeuta, formatasi presso la scuola di pittura di Fiorenza De Angelis e accostatasi presto all’Antroposofia, rischiara il XXI secolo con il suo personale verso di lettura dell’Essenza dei colori di Rudolf Steiner, uno dei contributi più significativi del pensatore e pedagogo austriaco che fondò il movimento antroposofico.
Steiner sintetizzò la quintessenza del procedimento pittorico da lui proposto, con il motto «dipingere estraendo dal colore», e lui stesso si fece pittore, scultore e architetto traducendo le sue teorie in coloratissima e trasparente pratica, come dimostra il Goetheanum di Dornach.
Ed ecco che la Perchiazzi procede sulle sue eteree orme prediligendo come lui la pittura ad acquerello e infondendo persino ai lavori ad olio quell’evanescenza che è propria del pigmento diluito in acqua. In questi suoi ‘liquidi attimi’ vibra quella qualità del vivente che secondo Steiner solo l’acquerello concedeva, così come la verità morale del colore già anelata da Goethe: attraverso un «colore senza peso» le immagini della pittrice ci invitano a sperimentare impressioni, stati d’animo, tra velature e larghe e leggere pennellate. Ed è in nome di questo significato animico attribuito alle singole cromie, che “Kaspar Hauser” (2015), il saggio bambino d’Europa, è reso con il malinconico roteare di azzurro e violetto… a trasmettere il triste e ‘lunante’ prevaricamento delle forze ostacolatrici che ne impedirono l’evoluzione.

Sempre nella prospettiva steineriana è da intendersi “Nel tempio del cuore” (2013), pulsante abitacolo di emozioni gialle e rosse, i cosiddetti colori splendore contrapposti ai piatti colori immagine per l’intrinseca qualità irradiante, da cui si sfuma nel fiordipesco, «immagine vivente dell’anima».

Un trionfo di ‘succhi colorati’ dà forma alle nebulose figure della Perchiazzi prive di costrittive linee di contorno. E il bianco si adagia, si insinua come panna morbida, ad accendere di luce ali e mondi, come in “Michele Cosmopolita” (2012).

E alle «atmosfere musicali» che Steiner “prescrisse” nella Missione universale dell’arte, Umbra Perchiazzi risponde con un continuo arcobaleno danzante con cui permea ognuna delle sue figure- non figure, come in una apparente fiaba, interiormente reale.
D’altronde «quando si vivifica con un colore una forma, si insuffla l’anima in una figura morta».

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Attualità

Premio internazionale di filosofia “A. Jannone” a Rémi Brague

Il filosofo terrà anche un ciclo di conferenze su l’Identità dell’Europa.

Redazione Foritalynews

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Sarà il filosofo francese Rémi Brague (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) a ricevere quest’anno il Premio internazionale di Filosofia “Antonio Jannone”, promosso dalla Facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma. La cerimonia si svolgerà giovedì 25 novembre 2021, festa della patrona della Facoltà, Santa Caterina d’Alessandria, alle ore 10.30 nell’Aula Magna “Giovanni Paolo II” (piazza di Sant’Apollinare, 49). Per l’occasione, il prof. Brague pronuncerà la lectio magistralis De la prudence à la providence, aller et retour.

Lo studioso francese ha mosso i suoi primi passi nell’École normale supérieure ; nel 1988 ha conseguito il dottorato in Filosofia sotto la guida di Pierre Aubenque all’università di Parigi-Sorbona con la tesi Aristote et la question du monde, uno studio sul contesto cosmologico e antropologico dell’ontologia aristotelica. Parte della sua ricerca e del suo insegnamento universitario si sono centrati sulla filosofia classica e sul pensiero arabo ed ebraico medievale, senza tralasciare questioni filosofiche di attualità, come la genesi e la natura della modernità, il destino dell’uomo nella cultura odierna, il cristianesimo nella società attuale, il post-umanesimo e l’identità dell’Europa. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Ratzinger.

“Se il cristianesimo costituisce per il prof. Brague non tanto il contenuto della cultura europea ma sì la sua forma, il tentativo della modernità di liberarsene e ricostruire Europa a partire da un’idea di uomo, originata peraltro dall’uomo stesso, fa sì che il destino della cultura europea appaia fortemente compromesso”, osserva a questo proposito il prof. Ignacio Yarza, Decano della Facoltà di Filosofia, motivando l’assegnazione del Premio. Non a caso, nel libro Les Ancres dans le ciel, Brague ritiene che per garantire il futuro non solo dell’Europa ma anche dell’uomo, è necessario un ritorno a Platone e Aristotele; un ritorno, inoltre, che non rinuncia alle istanze della modernità, anzi che prende così sul serio la sua grande aspirazione alla libertà, per la cui realizzazione non vede un’altra via possibile che un ritornare alla centralità del “bene”, un ritornare, in definitiva, a una metafisica forte”.

Proprio all’Identità del Continente Europeo, il prof. Brague dedicherà un ciclo di conferenze per gli studenti della Santa Croce nei pomeriggi dal 24 al 26 novembre, che potranno essere seguite in streaming sul canale YouTube dell’Università (www.pusc.it/fil/21Jannone).

Il Premio Antonio Jannone viene assegnato dalla Facoltà di Filosofia, ogni tre anni, a uno studioso del pensiero classico, specialmente in ambito aristotelico, di riconosciuto prestigio internazionale. Dedicato alla memoria del noto studioso aristotelico già professore alla Sorbona e autore dell’edizione critica del De anima pubblicata da Les Belles Lettres, è stato finora conferito, tra altri, ai professori Giovanni Reale (2002), Enrico Berti (2005), Richard Bodéüs (2008), Terence Henry Irwin (2011), Carlo Natali (2014) e Alejandro Vigo (2017).

I giornalisti possono accedere, muniti del “certificato verde”, accreditandosi al seguente link: http://eventi.pusc.it/accreditamento/

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Attualità

L’arte contemporanea e il dialogo con l’effimero

Sabato 13 novembre a Sottofondo Studio di Arezzo l’inaugurazione di “0;0”, mostra di Alice Paltrinieri.

Redazione Foritalynews

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Nuovo evento nella programmazione di mostre ed incontri ideata e realizzata dall’equipe di artisti e curatori aretini, Bernardo Tirabosco, Elena Castiglia e Jacopo Naccarato, con l’obiettivo di creare uno scambio tra artisti e curatori da tutta Italia, e che intende proseguire nel positivo dialogo in corso fra le ricerche più sperimentali dell’arte contemporanea e la città di Arezzo.

Si inaugura infatti sabato 13 novembre “0;0”, mostra personale di Alice Paltrinieri, curata da Davide Silvioli in collaborazione con Sottofondo Studio. Si tratta del L’evento, aperto fino al 4 dicembre, è l’ultimo per il 2021 del progetto “Lo studio ospita” e si struttura intorno a un lavoro site-specifico, che tuttavia attinge continuamente altrove. Inoltre, nella stessa giornata di sabato 13, presso lo studio dell’artista in via Giuseppe Arimondi 3 (2° piano) a Roma, dalle 11:00 alle 18:00, è prevista un’inaugurazione parallela, dove il pubblico sarà parte integrante dell’opera.

Sottofondo Studio, così, si presta a un’operazione mirata, in cui sue caratteristiche solitamente meno utilizzate vengono risaltate da accadimenti apparentemente effimeri. Il lavoro si aziona grazie a quanto accade all’interno dello spazio di Sottofondo ma anche negli altri siti individuati dall’artista, stabilendo una reciprocità.

Sono i movimenti registrati dai sensori disposti nelle varie sedi scelte, riportati in esposizione in tempo reale sotto forma di dati su supporto video, a innescare i fattori intangibili, quali la fuoriuscita di fumo e il rumore degli apparati tecnici, che permettono la lettura effettiva del lavoro. In mancanza di queste interazioni l’opera non sussisterebbe e, priva di variazioni da rilevare, stazionerebbe al punto iniziale (0;0), senza manifestarsi. Da Giulio Panimolle arriva il supporto tecnico. Il progetto grafico da Niccolò Oliva.

È possibile visitare la mostra sabato 13 novembre dalle 11 alle 21 e domenica 14 novembre dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19. La mostra resterà aperta fino al 4 dicembre su appuntamento.

Per prenotazioni scrivere a infosottofondostudio@gmail.com.

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Cultura

Influencer sì, ma anche mamma che scrive libri

Sonia Fasulo ovvero  l’inclusione femminile in tutte le sue sfaccettature.

Gloria Gualandi

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Sonia Fasulo ovvero  l’inclusione femminile in tutte le sue sfaccettature. “Ho scritto il mio primo romanzo pubblicato dalla Golem edizione l’anno scorso e sto scrivendo il seguito. La mia attività si concentra tutta Italia dove porto con fierezza il mio amore per la mia regione: il Molise puntando l’attenzione sulla mia Termoli”.

Per raccontare il nuovo mestiere nei media, raccontiamo appunto Sonia Fasulo, il cui lavoro come social media manager viaggia a livello nazionale nel settore moda come influencer. Spazio di azione il web marketing e i social media praticamente da sempre. Dopo aver gestito diverse realtà aziendali ha iniziato a lavorare a stretto contatto con vari  youtuber e collaborando a stretto contatto con la piattaforma di e-learning nazionale Docety.

Allora è in campo su  pagine aziendali,  corsi di formazione, occupandosi  di crescita professionale sui social: “Sono sempre stata un po’ secchiona a dire la verità – dice di sé – amavo la scuola, i miei compagni, amavo l’odore dei libri e andavo matta per le interrogazioni. Ma i temi liberi erano la mia passione. Scrivevo, raccontavo ed immaginavo scenari narrativi anche solo per raccontare le noiose vacanze estive di una bambina. Dal tema che ha incantato la mia maestra non ho mai più smesso di scrivere tanto che ho lettere mandate alle mie amiche e scrivo un diario dove racconto le mie giornate ai miei figli”.

“Penso sarà bello per loro  – conclude Fasulo  –  un giorno sapere cosa pensava la loro mamma. “Parlami di te”, è un libro in cui si intrecciano storie di amore, amicizia, passione e sbagli ed è nato nella mia mente a settembre 2019. Continuavo a pensare alle vicende, ai personaggi, al messaggio da lanciare, ma non avevo mai avuto la spinta giusta per scriverlo. Poi, dopo l’incoraggiamento di mio padre, ho iniziato a scrivere. Così in un mese, ottobre 2019, Parlami di Te è diventato reale”.

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