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Società

“Lo spirito del Tor” tra natura, solidarietà e accoglienza

Dal Gruppo Greenthesis progetto per la promozione complessiva della Val D’Aosta

Paolo Castiglia

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Grazie alla conoscenza del territorio, alla disponibilità della migliore tecnologia presente sul mercato, all’adozione di sistemi di gestione dei rifiuti consolidati e performanti, la sinergia tra tre realtà garantisce l’eccellenza del servizio e l’estrema cura dell’ambiente, presupposti fondamentali per la concreta attuazione dell’economia circolare.

Parliamo di EnVal, nata nel 2019 per rispondere alle linee guida del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, struttura che unisce appunto la professionalità di tre realtà imprenditoriali: il Gruppo Greenthesis, attraverso la propria società REA Dalmine, la Fratelli Ronc e la Cesaro Mac Import. Alla luce di questo spirito di amore per ambiente e territorialità, in cosa consiste il progetto che si è deciso di sponsorizzare? Cos’è “Lo spirito del TOR”?

Lo Spirito del Tor è un film indipendente nel quale viene raccontata l’avventura di Daniele Persico, atleta amatoriale, che si è imbarcato in un’audace impresa: terminare in solitaria il Tor des Géants, ovvero uno dei trail più duri al mondo (con i suoi 330km di tracciato che attraversa 34 diversi comuni per un dislivello complessivo positivo di 24.000 metri), entro 150 ore, come previsto da regolamento ufficiale.
Poiché, però, quest’anno il Tor des Géants non si è svolto a causa dei ben noti motivi sanitari di cui tutti sappiamo, Daniele Persico ha deciso di intraprendere l’impresa in solitaria, non avvalendosi come avviene nel Tour ufficiale dell’ordinaria assistenza, ma avendo soltanto un accompagnatore esperto durante le ore di buio. L’idea, la produzione e la comunicazione del documentario Lo Spirito del Tor, è il frutto del Babel Collective (www.babelcollective.it).

Nel documentario Daniele, ingegnere di Bergamo con la passione della natura, attraversando in lungo e in largo la Val D’Aosta mostra come la solidarietà e l’accoglienza valdostani siano veramente grandi e capaci di scaldare il cuore: tante persone che hanno aperto le porte delle loro case per mettersi a disposizioni degli atleti che affrontano questo percorso così bello e accidentato.. Il team che lo ha seguito, oltre al supporto delle comunità locali e a quello di Lifegate (media partner dell’impresa), è stato fondamentale per raggiungere l’obiettivo prefissato, che non era solo compiere, appunto, una grande prova fisica, ma soprattutto quello di far emergere le piccole comunità montane locali. Il documentario si fa portavoce sia del senso di appartenenza alla Valle D’Aosta sia dello spirito solidaristico delle persone che la abitano, sia dell’immenso amore per i paesaggi e la bellezza incontaminata di questi luoghi, che fanno di questa regione una delle più intriganti d’Italia.

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Società

Le farmacie punti vaccinali anti Covid ad Arezzo

Il Farmacista vaccinatore al servizio dei cittadini come punta avanzata del Servizio Sanitario sul territorio

Paolo Castiglia

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Il vaccino anticovid che si può effettuare in Farmacia rappresenta l’ultimo tassello, quello forse definitivo, nel mosaico che illustra il ruolo sempre più decisivo e fondamentale delle farmacie a livello sanitario, e quindi sociale, al servizio dei cittadini come punta avanzata e insostituibile del Servizio Sanitario Regionale sul territorio. Le farmacie della provincia di Arezzo aderenti al servizio inizieranno, previa prenotazione, la somministrazione dei vaccini nei prossimi giorni, non appena avranno ricevuto le dosi vaccinali dai loro abituali fornitori.

Tutto ciò è reso possibile dal recente Accordo con Federfarma Toscana e Cispel in Regione Toscana che, avendo recepito l’Accordo Quadro Nazionale, ha reso possibile questo importantissimo passaggio a favore del potenziamento e della sempre maggiore diffusione della vaccinazione anticovid, decisiva sia a lavello sanitario, che anche sociale ed economico per la ripresa post pandemia, che dovrebbe essere completata a settembre per raggiungere l’immunità di gregge a livello nazionale.

“Di fatto – spiega in proposito Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo – un ulteriore riconoscimento e attribuzione al Farmacista del ruolo di operatore sanitario da protagonista nell’intera procedura vaccinale: dalla prenotazione, al consenso informato, al monitoraggio dei cittadini post-inoculazione, con particolar riferimento alla procedura di somministrazione, alla quale è stato abilitato e autorizzato grazie a specifici programmi e moduli formativi organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità”.
L’Accordo si basa su alcuni principi fondamentali che sono, innanzitutto il coinvolgimento su base volontaria delle Farmacie nella somministrazione, la possibilità di eseguire la vaccinazione seguendo determinati adeguati percorsi sia all’interno che in strutture esterne alle Farmacie, ferma restando l’importanza di una partecipazione massiccia delle farmacie su tutto il territorio regionale e nazionale, al fine di dare una risposta efficace alla richiesta di collaborazione avanzata dalle Istituzioni e dal Commissario Straordinario Gen. Figliuolo.

Le Farmacie aderenti al servizio di vaccinazione sono il 65% delle Farmacie associate a Federfarma Arezzo, che risulta essere pressoché la stessa considerevole e importante percentuale sia a livello Regionale che Nazionale.

La Farmacia quindi – prosegue Giotti- seguendo le indicazioni del piano vaccinale della Regione, costruisce in autonomia le proprie adeguate agende vaccinali con il vaccino messo a disposizione, effettua la somministrazione del vaccino e la registrazione sulla piattaforma regionale che determina il riordino automatico delle dosi vaccinali e relativa certificazione di vaccinazione o stampa dell’eventuale richiamo da consegnare al Cittadino. La Farmacia avrà cura di formare anche una lista di attesa al fine di non sprecare dosi. In base all’Accordo Regionale, le Farmacie aderenti potranno eseguire un ulteriore importante servizio di prenotazione della vaccinazione negli Hub regionali, a favore dei pazienti, specialmente anziani e/o fragili che si trovino in difficoltà, accedendo alle agende disponibili sulla piattaforma regionale, stampando il promemoria e i relativi documenti da consegnare ai richiedenti.

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Società

La sfida del rilancio: Luca Podda torna sul ring

Già campione italiano, il nostro supermedio è ora a Miami e sabato 29 maggio sfiderà in Messico Roman Delgado in 10 riprese

Redazione Foritalynews

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Dieci round, categoria supermedi. A Cancun, Messico. Non troppo lontano da Miami dove ora vive e si allena con impegno da tempo. E’ Luca Podda, pugile italiano di grande talento, già campione italiano, che sabato 29 salirà su un ring che già si immagina infuocato per affrontare in dieci riprese Roman Delgado, padrone di casa.

Si tratta di una sfida molto interessante e di fatto decisiva, sfida che guarda lontano e che potrebbe aprire prospettive di grande rilancio per il nostro campione, che intende puntare a breve ad una cintura di rilievo in territorio americano.

La serata di sabato 29 a Cancun è stata promossa da “Boxeo Sin Fronteras”, organizzazione messicana di rilievo che ha posto il match di Luca Podda come clou di una programma che vede anche altri quattro incontri di boxe.
Un’occasione, quindi, che il pugile italiano, intende sfruttare al massimo, per lasciare un segno importante dopo un periodo di assestamento negli Stati Uniti – dove Podda intende proseguire in maniera definitiva la sua attività – per arrivare a combattere entro un paio di mesi per un titolo importante, sempre oltreoceano.

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Società

Quando il pugilato diventa risorsa sociale

Già campione italiano, il boxer Luca Podda è ora a Miami per nuovi incontri ma anche per promuovere la formazione

Redazione Foritalynews

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Si allena con impegno da settimane. Lo fa perché intende tornare presto sul ring che lo ha visto spesso protagonista di successo. Ma in attesa della ormai prossima risalita sul ring, si presenta già perfettamente come un giovane sportivo italiano di successo negli Stati Uniti.
Si chiama Luca Podda, peso medio, già campione italiano. Adesso, a 33 anni, mentre si allena a Miami preparando il rientro sul quadrato, si impegna anche nel sociale, sia a servizio della promozione della condizione femminile attraverso corsi gratuiti di difesa personale, sia contro il fenomeno del bullismo, secondo il principio che la boxe non produrrà mai violenza gratuita, anzi “un pugile non sarà mai un bullo”.

Podda, infatti, ha già partecipato ad alcuni eventi formativi all’interno delle scuole americane su queste tematiche e tra i suoi progetti c’è anche quello di avviare una sua palestra. Tutto questo dimostra come il suo impegno sia veramente rilevante in territorio americano, dove si sta riscontrando una sempre maggiore attesa per il suo rientro sul ring e dove però si segue anche con molta attenzione il suo impegno sociale così mirato e potenzialmente in crescita.

Questo perché, come ci spiega direttamente Podda contattato al volo durante una pausa dell’allenamento, “il talento difficilmente è sufficiente per raggiungere obiettivi ambiziosi. Ci vogliono spirito di sacrificio, attenzione ai dettagli, rispetto e stima per i maestri che ci preparano e volontà di migliorare. Sono queste le condizioni necessarie per chiunque voglia definirsi un uomo oltre che un atleta, e sono passaggi indispensabili se non si vogliono buttare al vento i talenti che ci sono stati donati. Talenti che voglio coltivare al meglio e che voglio trasmettere il più possibile a chi ne ha bisogno”.

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